18 maggio 2013
village
Sono tornate. Ad essere macchie di luce con i loro corpi bianchi e nudi fra uomini vestiti di nero.
philosofilm
Descartes aveva notato che nel corso dell’attività onirica non ci rendiamo conto di stare sognando e siamo naturalmente portati a credere di trovarci in una situazione reale...
village
Siamo noi ad avere bisogno della natura, non il contrario. Diario delle cose anonime
words |
di Fabrizio Rondolino |
di Fabrizio Rondolino

Antonio Bevilacqua
Amen.
il 18 Marzo 2011
Fabio Combariati
Non mi pare che l'Italia così divisa fosse governata bene. Le miniere di ferro di Pazzano in Calabria, ad esempio, passavano da mano in mano come concessione e regalia tra vari principi, e re. L'analfabetismo, al Centro ed al Sud dell'Itali...a imperversava e tutto ciò a vantaggio dei Papi. Infatti liberata Roma nel 1861, i bersaglieri si trovarono di fronte ad una popolazione analfabeta al 78%. Essere apolidi e figli del mondo, in fondo, ci ha ridotti alla povertà ed alla mercè di chiunque. Non capisco perchè noi italiani non dovremmo avere il senso di appartenenza ad una nazione. Il senso della nazione è un sentimento, ed i sentimenti e le passioni sono il sale della vita. La lega ad esempio si è appropriata di segni che non le appartengono. Il Nabucco appartiene storicamente al Risorgimento.
il 18 Marzo 2011
Antonella Caivano
(utente non registrato)
solo questo mi trova d'accordo "i soli ad avvantaggiarsene veramente sono stati i preti"..mi viene da pensare che hanno un diverso DNA
il 18 Marzo 2011
Fabiogreco
(utente non registrato)
Da uomo della comunicazione di D'Alema a importatore del Grande Fratello, Rondolino continua a fare danni all'Italia. Lui, Velardi e Nicola Torre, quando stavano con baffetto a Palazzo Chigi a gestire la scalata Telecom, erano stati definiti da Guido Rossi "la merchant bank che non parla inglese".
il 18 Marzo 2011
Eli Mcbett
Mi ricordo quando Benni recensiva libri inesistenti e io che le sentivo alla radio, pensavo fossero vere.... Invece erano semplicemente verosimili...
La mafia e la chiesa sono le cose piú verosimili da cui partire per immaginare l'unita d'Italia, comunque, assieme al caffé e all'analfabetismo (ossia mancanza di un linguaggio comune), anche se io mi ricordo che un tempo i contadini sapevano recitarti l'odissea a memoria...
il 18 Marzo 2011
Pio Antonio Caso
m'è sembrato di leggere un pettegolezzo, un riassunto del Salvemini, masticato male e digerito peggio.
il 18 Marzo 2011
Signorina Gonnamissme
perchè gli opinionisti di recente non fanno altro che analizzare il passato? il tempo trascorso a risfogliare sussidiari non potrebbero impiegarlo analizzando personaggi ed eventi quotidiani? la cosa mi puzza, puzza di mancanza di coraggio. quanto al resto sono così tante le inesattezze che... che non mi arrabbio
il 18 Marzo 2011
Piero
(utente non registrato)
Non sono molto d'accordo, non perchè non contenga del vero o meglio sarebbe dire del verosimile, ma perchè la storia in generale e quindi anche le nazioni e quant'altro, sono processi voluti dai popoli, se mi dici che lo stato è un'organismo che imprigiona l'individuo e lo rende in parte schiavo potrei essere d'accordo ma non è l'anarchia la soluzione di tutto.forse un domani l'uomo inventerà altri modi di convivenza e sicuramente saranno migliori ma allo stato attuale non saprei cosa scegliere.inoltre quei stati prima dell'unità nazionale non erano dei capolavori di democrazia o di giustizia, si è cercato con l'unità di autogovernarsi se siamo capaci o meno è un'altra storia, però considera che le altre nazioni hanno avuto più tempo.comunque anche se l'italia prima del 1861 non era mai esistita ciò non vuol dire che non doveva esserci , c'è sempre la prima volta.l'importante è amare la propria terra intesa come mondo amari chi ti circonda inteso come esserri viventi , non come stupido patriottismo.
il 18 Marzo 2011
Annamaria Di Ciommo
Nooooooo la mia italica inesistenza mi è insopportabile. Mi fa sentire come "Il fu Mattia Pascal"
il 18 Marzo 2011
Giovanni Villone
(utente non registrato)
Ma si ...facciamoci del male: non vedo l'ora di commuovermi davanti alla bandiera bianco - gigliata cantando l'inno borbonico "Viva Fernando il Re".
Il Marxismo come radice di tutti i totalitarismi, l'Italia mai stata unita dal paleolitico al 1961, gli stati preunitari abitati da contadini analfabeti ma felici perchè comunicavano perfettamente con decine di dialetti e perchè ottimamente amministrati da benevoli sovrani ...insomma una pluralità di bucoliche arcadie ...
Ovviamente nulla di tutto ciò è minimamente vero, né verosimile : il Marxismo è una dottrina più viva che mai; ha dato vita a movimenti politici che hanno consentito, come mai prima nella Storia, il riscatto materiale e morale di milioni di uomini. Nell'Impero romano la cittadinanza era conferita agli abitanti dell'area geografica più o meno coincidente con gli attuali confini dello stato italiano, ma già in epoca repubblicana esisteva una koinè sociale, culturale e linguistica unitaria. Per venire all'era volgare, già molto prima che l'unità politica fosse a calendario,gli intellettuali italiani di diversa provenienza geografica si incontravano nelle Università e comunicavano con una sola lingua; basti ricordare che la prima edizione del dizionario della lingua italiana della Accademia della Cusca risale al 1612, ma, come ben noto, il volgare si era conformato come lingua diversi secoli prima ....
Una sola affermazione condivido in pieno: "l'antitaliano è una sottospecie particolarmente rivoltante dell'italiano medio" ...appunto
il 18 Marzo 2011
Rosario Gianino
Dopo aver cercato di mostrare che in fondo in fondo Dio esiste...non è credibile ;)
il 18 Marzo 2011
Marcello Staglieno
(utente non registrato)
«Nella Destra storica confluirono tre componenti fondamentali, e solo apparentemente in contraddizione fra loro: la tradizione piemontese, lo storicismo meridionale, l'amministrazione lombarda. Unendo la forza della monarchia subalpina, l'ingegno speculativo delle élites borboniche e l'ordine amministrativo delle province austriache, la Destra pose i fondamenti dell'Unità italiana, pose tutte le premesse per la formazione dello Stato unitario [...]. A un popolo fondamentalmente anarchico, la Destra insegnò il rispetto della legge; a un popolo tradizionalmente pacifista, impose la coscrizione obbligatoria; a un popolo in maggioranza analfabeta, aprì le scuole pubbliche; a un popolo generalmente sanfedista o conformista, additò la salvezza nell'intimità della fede; a un popolo abituato a sottrarsi a tutti i gravami sociali, applicò il correttivo delle tasse e delle imposte; ai reazionari, oppose la coscienza delle conquiste definitive, ai rivoluzionari, il senso dei limiti storici, ai ribelli, il freno delle leggi inviolabili.Là dove sopravvivevano tradizioni municipali, vocazioni anarchiche, particolarismi gelosi, campanilismi sordi, odi di comuni o di borgo, il pretore e il carabiniere - i due “grandi missionari” dello Stato italiano - portarono la voce della comunità, imposero le leggi della collettività che annullavano tutti gli egoismi in nome di un principio religioso [...] La Destra additò l'esistenza della Nazione, segnò la meta dell'Unità nazionale,che esigeva un'adesione interiore,un atto di fede. Guardò a Roma, quando tutti si preoccupavano delle capitali regionali [...] Volle la scuola di Stato in un paese che era abituato ai collegi e agli istituti confessionali. Affermò la superiorità del diritto civile in un popolo che sempre aveva piegato alle leggi feudali o ecclesiastiche. Realizzò l'unità amministrativa in una terra legata a forme millenarie di feudalesimo [...]; vagheggiò un rinnovamento delle coscienze e degli spiriti, che non aveva nessuna rispondenza nella realtà di ieri e di oggi» (Giovanni Spadolini,. "L’eredità della Destra storica" in Autunno del Risorgimento, Le Monnier 1971, pp.373-375).
il 19 Marzo 2011
Mcbett
(utente non registrato)
L'Italia non esiste, ma sta entrando in guerra.
L'Italia non esiste, ma ha una Costituzione da rispettare che dice cosí:
Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Chi sta aprtendo per la guerra non sono Italiani, ma mercenari, vanno bloccati subito, cosí come le centrali nucleari non bisogna costruirle!!
il 20 Marzo 2011
Bruna Durante
(utente non registrato)
Capisco Rondolino che deve vendere il suo libro, ma ragiona per stereotipi esattamente come quelli che lui dileggia. Sono totalmente d'accordo con fabio Combariati. Re Ferdinando, i Savoia e lo Stato Pontificio che regnavano su tutta l'Italia, teneteveli voi, io ne faccio volentieri a meno. Questa storia poi che l'Italia è bella ma sarebbe più bella senza gli Italiani, è un paradosso scritto ovviamente sempre per far parlare del suo libro, che se avesse scritto altro, non avrebbe sollevato nessuna polemica e addio vendite:-) Non mi piacciono le banalità e le ovvietà sull'Italia, né da una parte né dall'altra. Siamo come siamo, dobbiamo tentare di migliorare. A volte si fanno passi avanti, a vlte chilometri indietro è la vita, bellezza.
il 22 Marzo 2011
Giulio Olleia
Capisco che ora, tutti, dwevono battere il ferro finché è caldo... Se ci fosse uno che ci spiega perché l'ITALIA si chiama così non sarebbe male.
il 22 Marzo 2011
Giulio Olleia
Consiglierei inoltre Rondolino di farsi un giretto nei paesini dimenticati di Francia o di Stati Uniti, che sono diversi da Parigi e New York, vedrebbe una realtà ben diversa da quella "mitica" di Francia e Stati Uniti. E ho preso due nazioni a caso, di esempi ne ho a decine.
il 22 Marzo 2011
Antonella Riscica
(utente non registrato)
L'Italia esiste eccome, oltre che geograficamente anche nell'orgoglio di che come me sà di "appartenerle", basta con l' inutile retorica trita e ritrita degli ultimi tempi.Chi ha "mancato" nel nostro paese e proprio la classe degli intellettuali, che dopo essersi autocelebrati, oggi scoprono che non hanno seminato alcun chè, un paese stimolato risponde, e invece retoricamente si distrugge la storia, è la banalizzazione degli scritti, è la commercializzazione del sapere che ha distrutto l'ideale. E poi ogniuno faccia la sua parte nell'infondere speranza, non è tempo di anarchizzare le coscienze.
il 22 Marzo 2011
Davide
(utente non registrato)
E' vero l'Accademia della Crusca esiste da quattro secoli ma in origine era legata al dialetto fiorentino che solo successivamente si è imposto a livello nazionale proprio perchè idioma prediletto sopratutto dagli artisti poeti e scrittori che nel solco dei grandi scrittori fiorentini ne hanno fatto uso( uno su tutti Alessandro Manzoni che dovette riscrivere i Promessi Sposi dopo la nota sciacquatura in Arno; e siamo nel 1840); distanti da esso rimase la nobiltà ( i Savoia continuarono a prediligere il francese fino ad Umberto I alle soglie del 1900) .Solo la riforma Gentili spalancò le porte ad un alfabetizzazione di massa in Italiano. Prova ne sia il fatto che ancor oggi non è difficile trovare persone anziane o che hanno sempre vissuto lontano dai grandi centri che devono sforzarsi nell'esprimersi in italiano prediligendo il dialetto.
il 23 Maggio 2011
Davide
(utente non registrato)
Ma i preti non avevano mica bisogno dell'unità d'Italia...La Chiesa opera in tutto il mondo...E' universale...Non condivido nulla di questo pezzo. A mio avviso si confonde lo Stato con la Nazione che esiste, di fatto, da secoli.
il 13 Giugno 2011
Davide
(utente non registrato)
Anzi qualcosa condivido: il giudizio su DC e PCI, forze di fatto straniere. Ma questo dipende dall'esito della seconda guerra mondiale, dalla resa senza condizioni e dalla scelta di non ribellarsi a decisioni provenienti dall'estero. Insomma dal carattere vigliacco e servile dei capi dell'antifascismo
il 13 Giugno 2011
Davide
(utente non registrato)
Gli ultimi due commenti con nome Davide sono miei, quello precedente no.
il 13 Giugno 2011
Davide
(utente non registrato)
Scusi Rondolino, ma quale 800...di Italia scrivevano già Petrarca, Machiavelli, Dante...in alcuni scritti medioevali si parla di "italiani" che si battono contro tedeschi, francesi...ma ci faccia il piacere!
il 13 Giugno 2011
Davide
(utente non registrato)
"...Dal Paleolitico fino al 1861 non c’è mai stato, neppure per una settimana, uno “Stato italiano...”. Oddio gli altri avranno fatto un pò prima ma dal Paleolitico a Giovanna d'Arco non era mai esistita nemmeno la Francia! O le sue considerazioni le allarga anche agli altri stati nazionali oppure non hanno nè capo nè coda...
il 13 Giugno 2011
Gino Lanzo
(utente non registrato)
L'Italia unita deve finire al più presto, prima di causare altri danni.
Non ha senso che esista perché non esiste nessun popolo italiano, ma tante etnie che tra di loro non hanno niente a che fare, messe forzatamente assieme dall'espansionismo dei Savoia.
Quando torneremo a creare degli stati fondati sulle vere patrie allora torneremo a vivere in maniera civile e a essere rispettati nel mondo.
l'8 Ottobre 2011
Evo Giunti
Questo qui sopra è proprio un commento delirante. Con un unico fondamento: il delirio.
l'8 Ottobre 2011
Qualcuno
(utente non registrato)
L'Italia è perlopiù un'espressione geografica. Ho vissuto per anni con coinquilini provenienti da ogni regione ed effettivamente le differenze si sentono. Ognuno ha una mentalità differente, ognuno ha modi differenti di comportarsi nella vita quotidiana, per non parlare di alcuni meridionali che quando parlano in italiano hanno una pronuncia così deformata da risultare incomprensibili. Vivendo ognuno in casa propria con la propria famiglia, non si avvertono le differenze che ho notato io vivendo con altri.
Siamo tutti giovani, ma percepiamo le differenze in maniera incredibile. Inconsapevolmente quando accendiamo la televisione e sentiamo notizie provenienti dalla nostra regione di origine, proviamo sempre delle grandi emozioni, mentre se le stesse cose succedono da altre parti d'Italia, si e no che le ascoltiamo. Anche quando affrontiamo un discorso, siamo portati a fare sempre confronti con la nostra terra d'origine, pur essendo tutti italiani e, soprattutto tra i meridionali, ho notato che molti di loro quando vanno a vivere in una città del nord cercano altri loro conterranei che vi si sono stabiliti già da tempo... oppure quando senti gente, sempre italiana, che dice ai propri figli "moglie e buoi dei paesi tuoi" o genitori... che unificazione!
il 19 Dicembre 2011
Eleonora
(utente non registrato)
Grazie Fabrizio Rondolino per quello che ha scritto!!! Sono pienamente d'accordo con lei. L'Italia non esiste. NON E' MAI ESISTITA!!! Io vorrei solo sapere chi è stato il tizio che improvvisamente ha chiamato Italia un ammucchio di staterelli in cui ciascuno faceva il comodo suo. Se può darmi una risposta in merito mi farà molto piacere.
Comunque io facevo parte dei Contarini ( Venezia, 8 dogi in famiglia) che quel disgraziato di Napoleone soppresse quando venne in Italia a chiedere soldati per la sua campagna in Russia. Il Lombardo Veneto non glieli diede e Venezia ( allora doge Manin, l'ultimo) combattè fino allo stremo Napoleone. Ma combatteva dal mare con le sue navi e fu sopraffatto ( famosi i suoi versi, riportati dal Giusti nella sua poesia: la peste infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca) e Napoleone ( stramaledetto) annesse il Lombardo Veneto al giogo austriaco.
Mi piacerebbe parlare con lei perché la sento una persona molto colta e vorrei sapere se sa comme è uscito fuori il nome Spagna ( la Gallia Cisalpina) e Francia ( la Gallia). L'unico paese che io conosca che porta il suo vero nome è l'Inghilterra., derivato dalla vittoria di Wilhelm de Conqueror che sbattè fuori i Normanni dal suo paese che chiamò New England ossia la Nuova terra. Successe nel 1000 D.C. e da allora è sempre rimasto England ossia Inghilterra.
Ma è l'unico!!!
Agli altri questi nomi chi glieli ha dati e quando?
Cordiali saluti e complimenti per quello che ha scritto.
Eleonora
il 7 Aprile 2012
Massimo Ceracchi
(utente non registrato)
Mi sembra che l'articolo contenga qualcosa di interessante, nello stesso tempo però moltissimi giudizi e presupposti gratuiti. Credo che a questo punto qualcosa dell'Italia ormai sicuramente esista ed il problema è di dire se si ha da proporre delle soluzioni alternative alle popolazioni che, come le si voglia chiamare, stazionano sui territori in questione. Che l'Italia sia divenuta uno Stato Pontificio allargato mi pare corrisponda al vero, anche se credo sia l'effetto dell'incapacità dell'affermazione dello Stato italiano e non della volontà originaria della Chiesa che si è opposta ferocemente alla sua costituzione (ad es. scomuniche). Certo la borghesia italiana non è mai stata all'altezza di quella straniera ma questo non penso dipenda da una sua inferiorità genetica ma dal fatto di essere stata repressa , nella sua formazione storica, dalla Chiesa con un vigore maggiore rispetto agli altri Paesi. Credo siamo tutti consapevoli della capacità della Chiesa di essere convincente, con le buone o con le cattive. Nella situazione attuale queste problematiche sono essenziali e non apare chiaro il motivo del perché non si riesca a presentarle al popolo. Possibile che la Chiesa sia così forte da riuscire a controllare minuziosamente la situazione? Se fosse così, ed io purtroppo sono quasi convinto lo sia, siamo in pericolo e dobbiamo smuoverci per prendere delle posizioni non di sole lamentele e proteste, ma di cosa pragmaticamente fare. La storia passata, importantissima, ci serve come base di coscienza per affrontare il futuro e non per riprodurlo, cosa peraltro impossibile perché le copie non valgono nulla o sono patacche.
il 16 Maggio 2012
Bertolino
(utente non registrato)
Non è vero che l'italia non esiste. La riprova, perdonatemi,è data dal fatto che tutti voi siete nati in questo stato, che esiste innegabilmente come entità fisica. Se invece volete mettere in crisi la sua esistenza come idea, allora vi sbagliate di grosso: il concetto di Italia risale al tempo degli antichi Romani, già da quando Catone il censore identificava nella cultura e nella tradizione Italica il vero punto di forza dell'impero Romano. E' stato successivamente cantato nei versi di Dante e Petrarca,che ne auspicavano l'unificazione. Allora forse volete negare l'esistenza di una cultura Italiana. Ma esiste anche questa: la si intravede nell'arte,nel modo di vivere, anche e soprattutto nella lingua. Che è anche quella in cui si è espresso il poeta Giusti così come altri Veneziani...
C'è una certa tendenza in questo articolo a dare per scontate cose che non lo sono affatto con fare saccente,senza però citare fonti o fornire informazioni sufficientemente accurate. Generalizzare è sciocco sempre: non si può dire che tutti gli Italiani siano belli,brutti,intelligenti,onesti,ladri. Semplicemente non è possibile inquadrarli tutti in una sola categoria. Ma allora non si può dire neanche (logicamente) che tutti gli Italiani tendano a copiare ciò che è già stato fatto all'estero. Non confondiamo il funzionamento più che discutibile dell'apparato statale con l'atteggiamento generale di un popolo... e la frase di Massimo d'Azeglio sarà arguta quanto vi pare, ma è inopportuna ed è la fonte di tutte le complicazioni che abbiamo a rapportarci serenamente con la politica.
Non si può certo portare come esempio di lodevole unità nazionale la Spagna,che racchiude all'interno dei propri confini i Paesi Baschi e la Catalogna,entrambi fortemente indipendisti.
Per concludere:un' eventuale sottomissione dei governi nazionali ad un potere centrale europeo non vorrebbe necessariamente dire la fine degli stati come li vediamo noi oggi,mentre uno smembramento ''verso l'interno'' causerebbe la perdita totale di rilievo sul piano internazionale di tutti gli staterelli che verrebbero a formarsi,tranne forse (ironia della sorte) lo stato vaticano. Come si può ragionare in un'ottica così campanilistica quando potenze come la Cina e l'India si affacciano sulla scena internazionale,così immensamente popolose e (purtroppo) prive di scrupoli? Credete che se il Veneto fosse veramente uno stato a sé avrebbe qualche rilevanza internazionale?
Ovviamente no. Vi consiglio la lettura di un libro forse un po' più serio (e sicuramente più originale) per chiarirvi le idee:
di F.Bruno: Italia,vita ed avventure di un'idea.
il 28 Maggio alle 18.04
Bertolino
(utente non registrato)
Errata corrige: non Giusti ma il poeta e patriota Arnaldo Fusinato.
il 28 Maggio alle 20.30
Giovanni
(utente non registrato)
Ho letto il commento di Eleonora su Napoleone e il Lombardo-Veneto: che grande confusione e quanta ignoranza!!! Anzitutto quando arrivò Napoleone non esisteva il Regno Lombardo Veneto (nato dopo il Congresso di Vienna nel 1815), esistevano invece la Repubblica di Venezia e l'Austria (quest'ultima dominava buona parte dell'attuale Lombardia, ma non il Veneto e il Friuli che erano veneziani!!).
In secondo luogo il poeta ricordato non si chiama Giusti ma Fusinato, e la sua famosa poesia risale al 1849, quando Napoleone era già morto da 28 anni!! La poesia ricorda la caduta di Venezia contro gli austriaci dopo la breve esperienza della Repubblica di San Marco fondata da Daniele Manin e Niccolò Tommaseo in vista di un'annessione al futuro stato italiano! Studiate per Dio...
il 19 Dicembre alle 15.38
Anonima
(utente non registrato)
buuuuuuuuuuuuhhh rondolino
il 17 Gennaio alle 16.47
Espatriata
(utente non registrato)
In base alla mia esperienza, le differenze tra gente di diverse parti d'Italia si notano solo quando si è in Italia. Una volta che gli italiani s'incontrano all'estero, tutte queste disparità, magicamente, svaniscono; ci ritroviamo tutti a pensarla esattamente allo stesso modo, per qualche strana ragione...
E poi le differenze culturali (ed etniche) esistono in ogni Stato: gli inglesi del nord, per esempio (intorno a Newcastle), sono completamente diversi dai londinesi, per non parlare dei gallesi (che parlano una lingua diversa) e degli scozzesi, da sempre fautori della devolution.
Questo ci autorizza a sfasciare tutto quello che abbiamo così faticosamente messo insieme e dar vita a una moltitudine di villaggetti campanilistici?
il 23 Marzo alle 11.01
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