18 maggio 2013
village
Sono tornate. Ad essere macchie di luce con i loro corpi bianchi e nudi fra uomini vestiti di nero.
philosofilm
Descartes aveva notato che nel corso dell’attività onirica non ci rendiamo conto di stare sognando e siamo naturalmente portati a credere di trovarci in una situazione reale...
village
Siamo noi ad avere bisogno della natura, non il contrario. Diario delle cose anonime
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Di Gianni Ballarini* |
Di Gianni Ballarini*

Disegno di Andrea Rauch
Ondina Fnont
(utente non registrato)
Se ne parla pochissimo del problema alimentare e della vendita, o affitto a lungo termine, di terre coltivabili in Africa a Paesi del Golfo , ma anche a Cina ed altri paesi orientali. Si sottovaluta in questo modo la grande importanza che rivestono questi paesi nell' ambito delle rivolte in Nord Africa e Libya, in particolare in quest, ultimo paese, con il Rais favorevole all' espansione cinese nel continente africano, contro gli interessi di Saudi Arabia e paesi del Golfo, favorevoli invece all' intervento in appoggio dei ribelli, e impegnati direttamente nei bombardamenti.. Tra l' altro Saudi Arabia era autosufficiente in campo alimentare e addirittura esportava grano fino a non molto tempo fa, ma il vecchio sovrano saudita sembra contrario ad ogni possibile sfruttamento di terreni in patria tramite tecniche innovative, una delle quali messa a punto da un ingegnere saudita, che prevede un sistema di evaporazione pe coltivare. Il petrolio non si puo` mangiare, prima o poi finira`, quindi si tende da parte di questi paesi a dannaeggiare chi ne possiede, soprattutto se di migliore qualita` rispetto al proprio, e il petrolio libico e di ottima qualita`. Inoltre la Libya e` ricchissima di falde aquifere sotterranee, quindi il Rais ha costruito grosse canalizzazioni destinate alle aree desertiche del paese, per cui possiamo dedurre che la Libya fara` comodo anche da un punto di vista agricolo e non solo enrgetico
il 6 Giugno 2011
Bernardo Parrella
(utente non registrato)
gia', purtroppo non se ne parla granche' di simili problemi, ancor meno in italia....noi con global voices online ci proviamo, pero':
Etiopia: 'land grabbing' scellerato o sviluppo agricolo esterofilo?
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/vociglobali/grubrica.asp?ID_blog=286&ID_articolo=317&ID_sezione=&sezione=
e anche questo progetto a latere, del pulitzer center:
http://pulitzercenter.org/projects/global-voices-food
il 6 Giugno 2011
Gisella
(utente non registrato)
ogni volta che se ne parla (poco, in verità) sento un pugno nello stomaco, un pugno di impotenza e di rabbia...sarebbe positivo se le popolazione ne traessero giovamento, se gli insegnassero a trarre acqua di pozzi, a coltivare il necessario per la propria alimentazione e il loro commercio..ma sappiamo bene che non è così, basta vedere cosa fa la coca cola in india, o la del monte in ecuador, o il signor benetton in argentina....cosa potremmo fare? ben poco, temo. il dio quattrino ha troppo potere.
il 6 Giugno 2011
Giovanni Villone
(utente non registrato)
"chi vende svende" diceva la nonna...è colonialismo senza se e senza ma, senza peraltro neache l'alibi della missione civilizzatrice, dell'esportazione di sistemi statutari "evoluti" che aveva il vecchio colonialismo. E' una storia che ricorda, con i dovuti distinguo, la conquista delle Americhe e le relazioni di compravendita con i nativi. Una classe politica locale incapace e corrotta, stretta tra inadeguatezza economica e incapacità tecnica, decide di "fare cassa" privandosi di settori dell'economia vitali per la sopravvivenza di quei popoli ...Una catastrofe planetaria che determinerà gravissime tensioni e conflitti esplosivi...
il 6 Giugno 2011
Paola Pistolesi
(utente non registrato)
Invece di aiutare il terzo mondo lo mangiamo,e mentre noi siamo a panza piena,loro sono a pancia vuota e a bocca asciutta.
il 6 Giugno 2011
Eli Mcbett
@Paola: É cannibalismo di guerra. Loro sono disossati, legati, lessati, stufati e rosicati. Speriamo solo che ci facciano venire a tutti l'Escherichia coli mentre li divoriamo con aviditá, cosí come noi gli abbiamo ammollato l'Aids per sterminarli.
il 6 Giugno 2011
Marcello Ballerini
(utente non registrato)
Avvoltoi e iene! ..che si lanciano ovunque ci siano prede ferite da sbranare, anzichè curare e guarire, e alla fine,quando gli hanno tolto tutto, fanno sbranare i feriti fra di loro, a quel punto arriviamo noi! :l'occidente democratico e civilizzato, quattro bombe intelligenti, e rimettiamo tutto a posto! E pensare che il mondo è così bello! è così tecnologico che ce ne sarebbe per tutti!...ma quanto credono di campare? per spendere tutto quello che sottraggono agli altri! coloro che nemmeno riescono a quantificare i loro averi! forse lo fanno per i loro figli, e i figli dei figli dei figli, che se appestati dallo stesso virus satanico continueranno a godersi i loro beni sporchi di sangue. i loro averi
il 6 Giugno 2011
Giacomo Galletti
(utente non registrato)
Poi però quando dei disperati fuggono dalla fame e dall'espropriazione estrema attraversando il mare cercando speranza altrove, c'è sempre qualcuno che è pronto a sparargli addosso.
il 7 Giugno 2011
Gianluigi Giangi Iovino
(utente non registrato)
Credo che la cosa sia ancora più tragica: l'ultima moda è quella che, quando un terreno diventa economicamente improduttivo, si piazzano su qualche migliaio di panneli fotovoltaici. Così che il business continui e si fanno belli perchè producono energia "pulita". Tutto politically correct, non fa una grinza.
Nel frattempo, i prezzi dei prodotti agricoli continuano a crescere in virtù del rapporto domanda/offerta.
...Forse che la faccio un po' troppo tragica?
il 13 Giugno 2011
Cassandra00
(utente non registrato)
questa poi.... è proprio.... boccaccia mia statte zitta!!!
non ho parole... mi vengono in mente solo parolacce...
il 13 Giugno 2011
Gianmarco Tavazzani
(utente non registrato)
V'è un effetto secondario trascurato: la ricaduta ambientale di un'agricoltura speculativa che non si cura dell'uso sfrenato di acqua e terreno.
Mentre si desertifica il terreno dilavato (già il termine 'terre arabili' sottende l'uso di una tecnologia obsoleta e sciagurata), si sporcano i fiumi e si incoraggia il disboscamento, insomma si è lontani da un'agricoltura sostenibile (lo è anche l'agricoltura tradizionale, si badi bene, praticamente speculativa da 8000 anni!).
Tutta l'agricoltura ed il suo ciclo van ripensati secondo criteri di sostenibilità.
il 15 Giugno 2011
Eli Mcbett
non era la germania che ha occupati i deserti africani per metterci kilometri di pannelli forovoltaici? non l'ha occupati? li ha affittati? li ha comprati? che contratti ha fatto la germania per stabilirsi nel deserto africano? e con chi? e questa elettricitá a chi va in uso?
perché ancora una volta si pensa di rendere economicamente fruttifero il prodotto energetico invece di aiutare i singoli cittadini ad essere elettricamente indipendenti?
In africa questa elettricita non la vedranno ovviamente... ? ...
il 27 Giugno 2011
Daniele Marcomin
(utente non registrato)
nel 2050 saremo 9mld di persone da sfamare. L'Africa è il paese con la più elevata percentuale di terra arabile non coltivata. Basta un battito di farfalla ormai per mandare i mercati delle commodity agricole alle stelle - con conseguenze disastrose per le popolazioni che dipendono dalle importazioni, tra cui molti paesi africani. Per rendere arabili le terre "incolte" servono capitali. Guardiamo quello che sta succedendo in questi giorni con mais, grano e soia alle stelle a causa di siccità in america/europa/sud america. Noi europei riusciamo a sostenere questi prezzi, ma cosa sueccederà quest'anno in Africa? quante persone moririranno per la mancanza di materie prime. Allora dico, non guardiamo solo un lato della medaglia, ma anche l'altro. Ben venga che si aumentino le produzioni agricole in africa per renderla più autosufficiente! Ma bisogna che ci siano aziende che investano soldi - livellamento del terreno, concimazione, lavorazioni e sistemi di stoccaggio della merce costano TANTI soldi!
il 30 Luglio alle 10.47
Evo Giunti
Di tutto quello che stanno facendo in Africa, dallo sfruttamento di quelle terre da parte degli Occidentali, dei cinesi e dei sauditi per fini di agricoltura non un chicco di grano rimarrà agli africani: tutto ciò che è coltivato in Africa viene portato nelle nazioni degli investiitori, perché quello è il fine (lo dicono i report ufficiali inetrnazionali) altro che per rendere autosufficiente l'Africa, Daniele questo è l'ennesimo modo per sfruttare una terra (come avviene per i diamanti e il petrolio), per affamare ancor di più un continente. Non rimarrà nemmeno un centesimo investito lì, in Africa.
il 30 Luglio alle 12.15
Daniele Marcomin
(utente non registrato)
Evo, citami i report ufficiali per favore sarei felicissimo di vedere qualcosa che non vedo. Io guardo i dati di importazione dell'Italia e non vedo arrivare un chicco di grano dall'africa in europa...ma viceversa. Unica eccezione nel 2011 in cui l'Ethiopia ha esportato qualche migliaio di ton di mais (prima volta nella storia) - ma ai tempi le varie aziende italiane coinvolte nel "land grabbing" non avevano ancora messo piede in Etiopia. Questo meccanismo succedeva in passato anche in altri paesi europei, importatori netti di grano, quando ancora non c'era la moneta unica. Ti assicuro inoltre che dal Benin non è entrato mai seme di girasole in Italia seppur questo fondo di investimento green waves citato in moti articoli sembra sia in benin dal 2007 a coltivare migliaia e migliaia di ettari a girasole.
il primo Agosto alle 23.02
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