24 maggio 2013
village
Sono tornate. Ad essere macchie di luce con i loro corpi bianchi e nudi fra uomini vestiti di nero.
philosofilm
Descartes aveva notato che nel corso dell’attività onirica non ci rendiamo conto di stare sognando e siamo naturalmente portati a credere di trovarci in una situazione reale...
village
Siamo noi ad avere bisogno della natura, non il contrario. Diario delle cose anonime
words |
di Nikolaj Gogol’ |
di Nikolaj Gogol’

Emanuela
(utente non registrato)
Una descrizione così intensa, sentita, così coinvolgente chè è un peccato non condividerla.
il 9 Febbraio 2011
Valeria Gandus
(utente non registrato)
Non sono mai stata a San Pietroburgo, nemmeno quando si chiamava Leningrado. Ho solo visto, in transito, l'aeroporto di Mosca (tristissimo), lo stesso dove qualche settimana fa si sono fatti esplodere i kamikaze seminando una trentina di morti. Ma ho una gran voglia di visitare la Russia, diciamo almeno Mosca e San Pietroburgo, a primavera, come mi ha consigliato il collega Leonardo Cohen. E a San Pietroburgo (che raggiungerò rigorosamente in treno, guardando scorrere davanti agli occhi quei paesaggi evocati in tanti romanzi) vedrò finalmente la Prospettiva Nevskij. Lo desidero da quando ho letto, molti anni fa, questo brano di Gogol. Desiderio ravvivato da un'altra più recente e molto meno alta lettura: Absurdistan, di Gary Shteyngart, giovane scrittore ebreo russo americano. Un romanzo esilarante e visionario, ambientato in parte a San Pietroburgo. Il protagonista è una sorta di Oblomov contemporaneo figlio di un gangster che sogna gli States e una terribile coatta di cui è invaghito, ma finisce nel bel mezzo di una rivoluzione in un paese immaginario, l'Absurdistan, ma non troppo.
il 9 Febbraio 2011
Annapina Bevere
(utente non registrato)
Ti avvolge questo racconto,ti scalda.Io ci sono stata in sogno a San Pietroburgo,spesso faccio sogni premonitori...devo studiare un po questo stupendo racconto.
il 24 Marzo 2011
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