Il danneggiato

Ora è possibile dirlo, sotto il cerotto, niente.  Sotto il vistoso cerotto che il premier aveva sulla guancia sinistra nei giorni scorsi non c’è la ferita dell’intervento. Ma dire che sotto sotto non c’è niente può trarre in inganno. Meglio vedere cosa c’era sotto il messaggio/cerotto.

Riforma della giustizia. Il presidente appare in televisione mostrando il disegno della bilancia, simbolo della giustizia. Nella prima metà dell’immagine la bilancia non è in equilibrio, ma pende verso uno dei due piatti. C’è chi è avvantaggiato e chi è danneggiato. Nella seconda metà dell’immagine la bilancia è in equilibrio. La giustizia, quella riformata, è equa e imparziale.

Lasciamo scivolare lo sguardo dietro il foglio, al volto di chi, quel disegno, lo sta mostrando come icona del suo progetto. Il presidente del Consiglio compare con un vistoso cerotto a coprire parte del viso dopo l’operazione che si è resa necessaria – come riportato dalla cronaca – per curare un dente e un nervo, conseguenza del lancio di una statuetta in faccia ad opera di uno squilibrato.

“Per uno sfortunato caso”? Leggiamola bene, questa immagine, questo piccolo saggio di comunicazione politica. Perché accanto al messaggio manifesto, o meglio, sotto il messaggio manifesto, sotto la nostra consapevolezza, passa un messaggio nascosto. Semplicissimo, evidente, ovvio, tanto banale che non si vede. Qualcuno ha subito un danno. Sono io.

Un messaggio  nascosto che confonde i piani e che rimane ancora più invisibile in quanto contraddittorio rispetto al messaggio manifesto, quello che dice che la giustizia deve essere imparziale e che la riforma non contiene nessuna norma ad personam. Un messaggio chiaramente emotivo e non razionale, che fa appello a meccanismi non consapevoli di identificazione ed empatia.
Con questa giustizia qualcuno è danneggiato: io sono il danneggiato, dice il premier. E la giustizia va riformata.

Però, il dubbio, se il cavaliere ha subito o meno l’intervento, rimane. Forse sì, in pochi possono saperlo. Ma per un problema di quel tipo, ad un nervo scoperto, serviva  intervenire dall’esterno o era meglio da dentro la bocca? Le scienze mediche direbbero da dentro. Scienze della comunicazione, invece, hanno consigliato un vistoso e pertinente intervento esterno. © Riproduzione riservata