Non fate far la coda ai tiranni. E ai politici

di Fuoad Laroui

Come tutti, anche tu ti sei posto la domanda: ma perché si aggrappano al potere? Chi sono i dittatori, i despoti, gli autocrati che imperversano alla testa dei paesi arabi da lustri ormai. Ben Ali si trovava al suo posto dal primo reggiseno di Madonna, Mubarak dalla costruzione delle piramidi, Gheddafi ci irrita dalla caduta di Costantinopoli e Saleh ha conosciuto di certo i dinosauri. Perché questi tizi, che possiedono miliardi di quattrini presso gli gnomi di Zurigo, preferiscono stare incollati alla loro poltrona come una littorina alla sua roccia mentre potrebbero andare in pensione e profittare della loro fortuna a Londra (teatri), Parigi (musei) o a Roma (Ruby e le sue amiche)?

Vuoi proprio saperlo? La coda, amico mio, la coda! Ecco la spiegazione!
Ne ho avuto il presentimento guardando su internet una foto di Ben Ali che recentemente faceva la coda davanti a McDonald's halal di Gedda. Che aria mogia che aveva! E c'è anche quella foto terribile della moglie Leila che si è riciclata come danzatrice esotica in un bar di Dubai e che faceva la coda per comperare una piuma di struzzo, ci si chiede a ragione perché. (Chi ha gridato: per mettersela nel...? Spiriti cattivi!). Quanto al povero Mubarak, ha fatto pietà su quella foto - sempre su internet - in cui si vede in piedi tra due turisti obesi, mentre aspetta lugubre il suo turno per ordinare un cappuccino allo Starbucks di Sharm el Sheikh. Là ho capito dove sta l'essenza del problema.

La coda! È ciò che motiva i tiranni e tutti gli uomini, perché in ognuno di noi un tiranno sonnecchia. A quella gente là, bastava chiedere una cosa per averla in un minuto: non hanno mai dovuto fare la coda nella loro vita, e sono terrorizzati dall'idea di dover abbassarsi a questo se se ne vanno.

Conclusione, c'è un modo molto semplice di incitare i despoti a lasciare il potere: basta che l'Onu offra loro un lasciapassare universale, valido in ogni luogo e tempo, ovunque e sempre, che darebbe loro il diritto di scroccare, di passare davanti a tutti, di non dover mai fare la coda.

Spero che la mia idea, semplice e efficace al tempo stesso, sarà adottata. Ad ogni modo, la prossima volta che starai aspettando davanti ad un cinema o una stazione di taxi e che un cafone ti passerà davanti brandendo un lasciapassare, non batter ciglio, non protestare, sorridi: si tratterà certamente di Ben Ali, di papà Gheddafi o di Saleh lo yemenita e così contribuirai, a modo tuo, a sbarazzare il mondo di questi vasi di colla.
(da www.jeuneafrique.com. Traduzione di Nigrizia)