Distruggete la Masanto

di Jacopo Fo


Un libro dedicato a Emily Craddock, operatrice radio volontaria sulla barca Atlantic Sunrise di Greenpeace, in missione in Brasile, lungo un fiume dell’Amazzonia. Difendeva la foresta dal taglio illegale. La uccidono nel dicembre 2003 alcuni killer ingaggiati dai proprietari di segherie clandestine. Era nata il 19 gennaio del 1976. 





L'antefatto
Un gruppo di ragazzi sono in Amazzonia per una spedizione archeologica alla ricerca di un antico tempio della Grande Madre quando vengono rapiti da alcuni banditi. Si capisce subito che il vero scopo del rapimento non è la richiesta del riscatto, i ragazzi stavano per scoprire qualcosa che non doveva essere scoperto...  E in tutto questo cosa c'entra una delle più grandi multinazionali del mondo? E chi ne è a capo?
  

Quando Hubert Heidelberg era entrato in quella stanza come amministratore delegato della Masanto International Corporation di Londra, Bob Latius, suo ex compagno di scuola, gli aveva ricordato che i vetri erano infrangibili solo dall'esterno... Era una battuta riferita all'esperienza di un manager che davanti a un gruppo di studenti in visita all'azienda, non aveva trovato niente di meglio da fare che magnificare la qualità dei vetri del suo ufficio.

E, per dimostrare quanto fossero solidi, si era scagliato con una potente spallata contro il vetro blindato, che in effetti non si era rotto. Però tutto l'infisso si era staccato dalla parete e il focoso manager si era trovato a volare giù dal cinquantesimo piano insieme a sei metri quadrati di vetrata.
Forse era una storia inventata ma Heidelberg avrebbe voluto vedere la faccia di uno che sta per morire in un modo così idiota.

Hubert Heidelberg, aveva quarantacinque anni e, dopo venti passati a fare il manager nelle multinazionali, era convinto che il mondo fosse un luogo crudele dove tutti sono pronti a tagliarti una mano e sono disposti a usare una bomba atomica per farlo.  Gli eventi della vita lo avevano convinto che esistono i perdenti e i vincenti. Aveva rinunciato a capire perché lui fosse un vincente.

In fondo i perché non gli interessavano. Era attratto dai come.
Stava seduto al bordo della sua scrivania spaziale in cristallo e legni pregiati, in mezzo a un ufficio grande come tre aule scolastiche, lastricato di tappeti persiani.
Intorno a lui, due segretarie e quattro manager si affannavano per dimostrargli la loro efficienza. Lui ascoltava attentamente e si godeva quella posizione di capo assoluto di un'azienda che valeva più di duecento portaerei e rendeva quanto un bordello con diecimila puttane.

Era arrivato nell'Alta Società. Non ne esisteva una più alta.
In quel momento, una ragazza mora stava passandogli una pila di fogli da firmare. Siglava ordini di pagamento per milioni di dollari con una stilografica che costava quanto un motoscafo di medie dimensioni. La ragazza era una delle sue segretarie personali. Era una nuova impiegata, si chiamava Adele, era un po' sciocchina ma indossava solo vestitini scollati e quel che si vedeva era abbondante e sodo in maniera imbarazzante.

Aveva licenziato quindicimila dipendenti della Masanto. Aveva licenziato chiunque non sorridesse quando lo incontrava e chiunque non mostrasse un interesse feroce per il lavoro. Durante i suoi briefing i manager si scannavano per fare bella figura.  E ne valeva la pena. Solo negli ultimi tre mesi aveva distribuito premi per venti milioni di dollari.
Usava gli incentivi come un’arma da guerra. La gente era disposta a tutto per entrare nella lista dei primi della classe.
In sei anni aveva raddoppiato il valore azionario dell'azienda. Lui seguiva la legge dell’Universo: lupo mangia agnello.

Era molto più ben accetto a Dio lui dei buoni supponenti, impagliati e noiosi. Dio odia i buoni che stanno fermi. E li punisce.  La prima regola dell’Universo è: muoviti!
La seconda è: comportati rettamente (dicono).
Ma se sei ligio alla prima legge, sulla seconda Dio chiude un occhio. E lui non stava mai fermo.
Distruggete la Masanto!, Jacopo Fo