Niente gay, siamo inglesi

di Francesco Panaro

Alan Mathison Turing

Alan Mathison Turing





Alan Turing era una persona piuttosto stravagante. Aveva un aspetto trasandato, barba lunga, unghie sporche. Fin da bambino ebbe una passione per gli esperimenti e le invenzioni. Era infantile. A ventidue anni, per Natale, si fece regalare un orsacchiotto di pezza. Il suo essere antiaccademico – a trentasei anni era ancora assistente – lo portò ad una instabilità lavorativa. E’ stato un grande scienziato, tutto qui, niente altro da aggiungere. Tutto il resto è superfluo.
 
E’ una triste storia quella di Alan Turing. Triste ed eccezionale allo stesso tempo: è stato il più grande matematico, logico e crittanalista britannico del Novecento nonché uno dei padri dell’informatica. Il suo lavoro ha contribuito in maniera decisiva alla nascita dell’intelligenza artificiale e del computer. Introdusse la macchina ideale ed il test che portano il suo nome. Durante la seconda guerra mondiale è stato il miglior decrittatore, contribuendo alla soluzione di molti dispacci criptati nazisti, fascisti e dei paesi dell’Asse, per questo l’Inghilterra lo decorò prima con l'Ordine dell'Impero Britannico, successivamente lo fece membro della Royal Society, ed infine lo processò per atti osceni in quanto omosessuale nella causa chiamata la Regina contro Turing.
 
Costretto alla castrazione chimica per evitare la prigione, il suo seno crebbe, divenne impotente per il pesante trattamento ormonale. Nel 1954 Alan si diede la morte mangiando una mela intinta nel cianuro, aveva 42 anni. La sua storia è lunga e complessa. Ottenne il diploma con difficoltà, non amava il latino e le Sacre scritture, ma era appassionato di teoria della Relatività, calcoli astronomici, chimica, gioco degli scacchi. Però, però… Si laureò con il massimo dei voti e dopo poco ottenne il Ph.D., vinse il premio Smith e sin da giovane iniziò a pubblicare articoli scientifici. Di lì in poi divenne lo scienziato che tutti (o pochi) conoscono.
 
Solo nel 2009, a tanti anni dal barbaro trattamento persecutorio che le leggi inglesi gli riservarono, il primo ministro Gordon Brown, dopo una petizione ed una campagna avviata in internet, ha riconosciuto che Alan Mathison Turing fu oggetto di un “terrificante” trattamento omofobico, presentando le sue scuse. Ma quelle necessarie, quelle più importanti, le scuse della regina d'Inghilterra, non sono mai arrivate. Nonostante la forte pressione della comunità scientifica di tutto il mondo.