L'ombra e il suo prezzo





L
'oratore greco Demostene stava trattando in tribunale la causa di un giovane accusato di un reato. I giudici, però, erano poco attenti alle sue parole, tanto che vi erano alcuni che dormicchiavano. Allora Demostene, cambiando il tono della voce, disse:

«…Una volta, un giovane, volendo recarsi da Atene a Megara, prese a nolo un asino con il suo conducente. Durante il viaggio, dato che il sole era veramente insopportabile come oggi e non si trovava ombra da nessuna parte, il giovane fece fermare l’asino e si sedette comodamente alla sua ombra. Il padrone dell’asino protestò

– Mi dispiace, se tu vuoi godere dell’ombra del mio asino devi pagare qualcosa come supplemento del servizio.
– Come – ribatté subito il giovane – non ti ho forse pagato profumatamente il suo servizio prima di partire?
– Per l’asino sì, – ribatté il proprietario – ma non per la sua ombra!
– Ah, questa non l’avevo mai sentita – rispose il giovane –. E allora?
– E allora, caro mio, se vuoi stare all’ombra del mio asino, devi pagare.
– E io ti dico che non pago proprio un bel niente!
– E io porto via il mio asino.
Non venendo a capo della diatriba, alla fine, decisero di ritornare ad Atene e di rivolgersi al tribunale».

A questo punto Demostene interruppe il suo racconto e finse di andarsene. I giudici che intanto si erano svegliati e
avevano seguito con molta attenzione il racconto, lo fermarono e gli chiesero, «Perché non ci dici come andò a finire?».
Demostene allora replicò: «Ma come, vi importa forse di più ascoltare la favola sull’ombra dell’asino che la causa di un giovane innocente?».