E nelle ore comuni arriva il cambiamento

di Francesco Panaro Matarrese











Io lasciai i boschi per una ragione altrettanto buona di quella per cui mi ci ero stabilito. Forse mi sembrava di avere altre vite da vivere, e di non poter dedicare altro tempo solo a quella. È notevole con che facilità e insensibilità noi prendiamo una certa strada e ci facciamo un sentiero ben tracciato.

Ero là da appena una settimana, e già i miei piedi avevano segnato un sentiero dalla mia porta alla riva dello stagno. È ancora ben distinto, anche se sono cinque o sei anni che non ci passo più. Certo, temo che altri vi siano passati, e che così abbiano contribuito a tenerlo aperto.

La superficie della terra è morbida, atta a ricevere l’impronta dei piedi umani; così sono i sentieri che la mente percorre. Come devono essere logore e polverose le strade maestre del mondo, e quanto profondi i solchi della tradizione e della conformità. Io non desideravo fare un viaggio in cabina, ma stare davanti all’albero maestro, sul ponte del mondo, e vedere più distintamente la luce della luna fra le montagne. Adesso non ho nessuna voglia di scendere sotto coperta.

Imparai questo, almeno, dal mio esperimento: che se uno avanza fiducioso nella direzione dei suoi sogni, e cerca di vivere la vita che s'è immaginato, incontrerà un inatteso successo nelle ore comuni. Si lascerà qualcosa alle spalle, passerà un confine invisibile; leggi nuove, universali e più libere cominceranno a stabilirsi dentro e intorno a lui; oppure le leggi vecchie saranno estese e interpretate in suo favore in senso più ampio.

Così egli vivrà con la licenza di un più alto ordine di esseri. In proporzione a quanto egli semplifica la sua vita, le leggi dell'universo gli appariranno meno complesse, e la solitudine non sarà tale, né la povertà sarà povertà, né la debolezza debolezza. Se avete costruito castelli in aria, il vostro lavoro non deve andare perduto; è quello il luogo dove devono essere. Ora il vostro compito è di costruire a quei castelli le fondamenta.
H.D. Thoreau, Walden, ovvero la vita nei boschi