Jessie, la donna libera dall'uomo

Jessie White

Jessie White

Inglese, di buona e ricca famiglia, Jessie White fu cospiratrice al fianco di Giuseppe Mazzini, al seguito di quasi tutte le battaglie di Giuseppe Garibaldi, scrittrice, giornalista, corrispondente per alcuni dei più importanti giornali internazionali, nonché inviata di guerra. Fu amica di Carlo Cattaneo e Agostino Bertani.
Jessie White non è la solita donna che si innamora di un uomo, un combattente, un rivoluzionario, un patriota e lo segue in tutte le sue avventure “maschili”, no. Nonostante si fosse unita ad Alberto Mario – uomo politico, giornalista, nonché patriota, protagonista di quei tempi, un amore iniziato in carcere e durato fino alla fine dei loro giorni – Jessie è una donna libera dall’uomo, è votata solo alle cause, alla libertà dei popoli.
 
Miss Uragano – il  solito soprannome riduttivo affibbiatole da un “maschio” per relegarla in un ambito sempre e comunque femminile? Forse è così, in un certo senso è quello che fanno da qualche centinaio di anni gli americani chiamando i tornado che imperversano sulle loro terre con nomi esclusivamente femminili) non è appendice di nessun uomo, ha un proprio cervello, una potenza costruttrice. Autrice del Risorgimento e dell’edificazione dell’Italia alla pari di tanti uomini, passò la sua vita fra  Firenze, Pisa, Genova, Napoli, Palermo e Roma. Contestò duramente, e solitariamente Vittorio Emanuele in favore di Garibaldi. Si distinse per le grandi inchieste e le testimonianze sull’inferno delle carceri e dei manicomi, dei bassi napoletani e delle zolfatare.

«La democrazia conta un solo scrittore sociale: ed è un inglese, ed è una donna; la signora Jessie Mario, che non manca mai dove ci sia da patire o da osare per una nobile causa». Sono le parole che il premio Nobel Giosué Carducci scrisse nel 1879 per restituire a Jessie White la dignità di persona, di donna e per giunta straniera impegnata per la libertà di un popolo, quello italiano, che aveva fatto suo. Ma nelle parole di Carducci si scorge anche una critica alla lentezza, alla pigrizia, all’inerzia, all’accidia verso le classi deboli da parte della sinistra italiana  che in quel periodo era forza di governo con  Depretis.
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Miss Uragano, Paolo Ciampi