Questa è una brutta storia

di Francesco Panaro




Gli allevamenti di bestiame producono fino al 18% dei gas serra. Circa il 4% in più di quelli provocati dai trasporti (14%): automobili, scooter, autobus, camion, aerei... Sono dati della Fao, l’organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite. Non passi per la testa che si voglia qui sminuire i danni procurati dall’inquinamento dei motori a scoppio e dall’industria, quelli saranno sempre più pericolosi, per l’ambiente e per la salute. Per tutti, anche per gli animali e le piante. Per l’ecosistema in generale.
 
Insomma, mangiare carne altera in maniera radicale il clima globale. E fa male alla salute. Questo non vuole essere un manifesto per convincere a mangiare solo verdure, cereali, frutta. Però è meglio diminuire drasticamente  il consumo di carne: le cronache hanno appena informato che l'Italia importa dalla Germania oltre alle uova, altissime quantità di carne pesantemente contaminata dalla diossina, una sostanza che favorisce lo sviluppo dei tumori.
 
Ma bisogna dire anche un altro motivo per cui non è bene mangiarla: quella  roba nei piatti, che sembra cibo, altro non è che un pezzo di un essere vivente che è stato ammazzato. È stato fatto versare del sangue per dare da mangiare ad altri esseri, umani.
 
Quella che segue è una storia veramente brutta. C’era un bambino che aveva poco più di otto anni, quel giorno era nel giardino della casa di campagna con i suoi genitori. I vicini, quel pomeriggio di ottobre, dovevano uccidere un maiale per farci tutte quelle cose che poi venivano appese per farle stagionare. Esseri che poi diventavano cose.
 
Seduto sul muretto a secco,  quel bambino era lì, impietrito, tutt’uno con le pietre sulle quali era seduto, mentre il povero maialino legato si dimenava nonostante quattro persone tentassero di tenerlo fermo. Il maialino aveva la voce di un bambino, un bambino che gridava e ancora la lama non era stata appoggiata alla gola…
Bisogna necessariamente continuare a raccontare? Non necessariamente. I bambini queste storie le ricordano molto bene e a raccontarle farebbero, a tutti, molto male.