Il bosco è vetro

di Francesco Panaro

René Magritte

René Magritte








Il surrealismo, quale io lo concepisco, dichiara abbastanza il nostro non-conformismo assoluto perché non sia possibile pensare di citarlo, al processo del mondo reale, come testimone a discarico. Al contrario, non potrebbe giustificare nient’altro che lo stato completo di distrazione cui speriamo bene di arrivare quaggiù. La distrazione dalla donna in Kant, la distrazione «dall’uva» in Pasteur, la distrazione dai veicoli in Curie, sono, a questo riguardo, profondamente sintomatiche. Questo mondo non è se non molto relativamente alla misura del pensiero, e gli incidenti del genere sono soltanto gli episodi finora salienti di una guerra d’indipendenza, cui mi vanto di partecipare. Il surrealismo è il «raggio invisibile» che un giorno ci permetterà di avere la meglio sui nostri avversari. «Tu non tremi più, carcassa». Quest’estate le rose sono azzurre, il bosco è vetro. La terra drappeggia nelle sue fronde  mi fa tanto poco effetto come un fantasma. Vivere e cessare di vivere, sono soluzioni immaginarie. L’esistenza è altrove.
André Breton, conclusione del primo Manifesto del Surrealismo, 1924.