Quarto potere salvato dal rosario

di Peter Bogdanovich

Orson Welles e Charles Foster Kane

Orson Welles e Charles Foster Kane



















Peter Bogdanovich: Qual è stata la tua prima reazione al boicottaggio di Quarto potere da parte di Hearst
Orson Welles: Ce lo aspettavamo. Quel che non ci aspettavamo, è che il film corresse il rischio di divenire distrutto. E ce la siamo cavata per il rotto della cuffia.

Che venisse bruciato il negativo?
Sì, Non è stato bruciato solo perché ho lasciato cadere il rosario.

Cosa?
Si tenne una proiezione per Joe Breen, allora il capo della censura, per decidere se dovevano bruciarlo o no. Perché c’era una tremenda canea organizzata da tutte le altre case di produzione per farlo bruciare.

Tutto per via degli uomini di Hearst?
Sì. Dicevano tutti: «Non ci mettiamo nei guai, che lo si bruci, che sarà mai? Avranno delle perdite, che se le paghino loro». Allora prendo un rosario, me lo metto in tasca, e, finita la proiezione davanti a Joe Breen che era un buon cattolico mi alzo in piedi, faccio cadere in terra il rosario e dico, «oh, scusi», lo raccolgo e me lo rimetto in tasca. Se non lo avessi fatto, Quarto potere non esisterebbe.