Mattacchioni di guerra

Cirilli

Cirilli

7 febbraio.  Dal Comando di divisione giorni fa ci è giunto questo messaggio urgente: «Nella vostra zona circola ufficiale SS vestito da prete. Fare attenzione perché sotto l’abito talare nasconde arma automatica». Abbiamo trasmesso la segnalazione ai distaccamenti ordinando che i giovani preti sconosciuti fossero accompagnati al Comanda con gli occhi bendati come di regola.

Oggi è arrivato il primo. Lo hanno portato in calesse. Era pallidissimo e dal moto delle labbra era evidente che si raccomandava l’anima a Dio. Entrato nello stanzone che fungeva da Comando gli abbiamo tolto la benda. Era senza documenti. Lo abbiamo perquisito da capo a piedi. Non doveva essere il nostro uomo ma tuttavia esitavamo a mollarlo. Mi venne allora un’idea. Lo feci sedere e gli chiesi : – Quali sono i Vangeli sinottici? – Mi guardò con estremo stupore e poi rispose correttamente, alzandosi da sedere ogni volta che pronunciava il nome di Cristo.  – Con quali parole incomincia il Vangelo di san Giovanni? Chi era Pelagio? – Gli uomini sorridevano stupiti, guardando ora me ora il prete che incominciò ad abbozzare un sorriso.

Poco dopo eravamo tutti amici e il reverendo si lasciò bendare senza esitazione quando venne l’ora della partenza. Prima che partisse un mattacchione gli si avvicinò e gli disse: – Non ci faccia caso, quello è il nostro cappellano.
Banditi, Pietro Chiodi

[A porre le domande al giovane prete non era un cappellano ma Pietro Chiodi, l’autore del libro dal quale è tratto il brano, studioso di Kant, Heidegger e Sartre. Compare con il nome di “Monti” nel Partigiano Johnny di Beppe Fenoglio, di cui fu professore al liceo di Alba]