Chi ci spia?

di Orson Welles

Sappiamo oggi che nei primi anni del ventesimo secolo il nostro mondo veniva osservato da vicino da intelligenze superiori all’uomo, eppure mortali come lui.
Sappiamo così che, mentre gli esseri umani si affaccendavano belle loro svariate attività, venivano esaminati minuziosamente e studiati rigorosamente così come noi osserviamo al microscopio le creature fugaci che pullulano e si moltiplicano in una goccia d’acqua.
Con molta soddisfazione gli uomini andavano su e giù per la terra, presa dai loro piccoli affari, sereni, sicuri del loro dominio su questo minuscolo, ruotante frammento  di materiale solare alla deriva, che, per caso o di proposito, hanno ereditato dall’oscuro mistero del tempo e dello spazio.
Eppure attraverso uno smisurato abisso etereo, menti che stanno alle nostre menti come le nostre stanno alle bestie della giungla, intelletti immensi, freddi e indifferenti guardavano la nostra terra con occhi insidiosi; lentamente e sicuri preparavano i loro piani contro di noi. Nel trentanovesimo anno del ventesimo secolo arrivò la grande disillusione. Era verso la fine di ottobre.
Gli affari andavano meglio. Il terrore della guerra era finito. La maggior parte degli uomini era tornata al lavoro. Le vendite stavano salendo. In questa serata particolare, il 30 ottobre, il servizio CROSSLEY stimò che 32 milioni di persone stavano ascoltando la radio.
La guerra dei mondi, Orson Welles