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Chi fa nascere l'amore?



di Marco Ferreri e Platone

Diotima

Diotima





Socrate – Dimmi Diotima da chi nasce l’amore; chi lo ha generato?
Diotima – È una lunga storia, Socrate. Ascolta.
Il giorno in cui nacque Afrodite, dea della bellezza, gli dei festeggiarono con un banchetto. A quel banchetto partecipò il dio Ingegno (Pòros), figlio della Saggezza. Egli bevve nettare in abbondanza, il vino non esisteva ancora, poi si allontanò ed entrò nel giardino di Zeus e lì, offuscato dall’ebbrezza, si sdraiò e si addormentò. Sì, ma la dea Indigenza (Penìa) era sulla porta, stava aspettando che il banchetto finisse, per poterne mendicare gli avanzi. Quando ella scorse il dio dormiente ed ebbro, le venne l’idea che lei, dea della privazione, potesse avere un figlio da Ingegno; si stese al suo fianco e subito rimase incinta di Amore. Ed ecco perché Amore, che fu concepito il giorno in cui venne al mondo Afrodite, è per sua natura amante del bello.
Amore, inoltre, è figlio della Povertà e perciò resterà povero in eterno e non è certo né delicato né bello come comunemente si crede. No, Amore è scarno, aspro, scalzo. Amore non ha casa alcuna, dorme per terra davanti alle porte, al bordo delle strade, ma, dato che Ingegno è il padre di Amore, è anche pieno di coraggio, sempre allerta ed è un meraviglioso cacciatore.
E c’è di più, è sempre bramoso di pensieri. Amore è sempre filosofo, maliardo o sofista. Nello stesso giorno può essere esuberante di vita e poi morire. Amore può conquistare ogni cosa. Può consumare tutto, ma invano, perché tutto ciò che conquista gli può sfuggire sempre tra le dita e così Amore non possiede mai niente.

Ma dimmi, Diotìma, perché dici che l’Amore è filosofo?
Perché la saggezza è la cosa più grande e più bella e l’amore non può, per sua natura, amare altro che il bello. Ecco, perché Amore è filosofo. È il desiderio di sapienza tra suo padre, dio di Sapere ed Ingegno e sua madre Ignorante e Povera. Tu credi che Amore sia bello e buono, delicato, perfetto, mirabile? Tu intendi che Amore sia l’oggetto amato? Ma no, Amore non è nient’altro che il soggetto amante. È il desiderio assoluto del bello, sempre impaziente, avido, senza tregua, privo di bellezza e di grazia. […]

Guarda e ascolta il frammento de Il banchetto di Platone (nel 1988 il regista Marco Ferreri traspose filmicamente, per la televisione francese, alcuni dialoghi del Simposio di Platone ne Il banchetto di Platone):







 


Parole chiave: platone socrate marco ferreri diotima

COMMENTI

Sono presenti 1 commenti per questo articolo

Iolanda (utente non registrato)
davvero interessante!
il 29 Ottobre alle 11.56

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