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Il capofamiglia Addams



di Francesco Panaro Matarrese




Dall’umorismo nero e divertente di Chas Addams hanno imparato in molti in tutto il mondo. Gli illustratori americani del Novecento hanno ricalcato dalla sua matita lo stile inconfondibile. E continua a far scuola per le illustrazioni ancor oggi. I disegnatori delle migliori riviste americane lo imitano, basta guardare i  cartoons del  New Yorker: furbizia narrativa, no comment retorico, humour psico-sociologico e, soprattutto, l’inconfondibile tratto del disegno.

Charles “Chas” Samuel Addams – per alcuni amici  Chill, per altri Chas, come se fosse un personaggio sbucato dalla sua matita –, quest’anno avrebbe compiuto cento anni (7 gennaio 1912 – 29 settembre 1988). È il papà della  Famiglia Addams, di quella stramba e divertente famiglia che è stata, e lo è ancora, la serie televisiva più seguita da qualche generazione, senza contare i quattro film nelle sale cinematografiche, le due serie di cartoni animati e un musical broadwayano. Anche quello, grande successo. La prima striscia della   famiglia nera comparve negli anni Trenta. Tutto quello che c’è di migliore nell’industria del divertimento è nato nei primi cinquant’anni del secolo scorso, tutto quello che ne è venuto fuori nel successivo mezzo secolo non è altro che una copia adattata ai tempi.
 
Ecco la  famiglia paranormale al completo con la maggior parte degli amici di  famiglia, anch’essi altrettanto poco  normali. Sarebbe un peccato, però, se Chas/Chill Addams fosse ricordato solo per  questa famiglia, sarebbe riduttivo, vista la sconfinata produzione di strip:

Gomez, distinto gentiluomo con la passione dei sigari e l’hobby di far deragliare i trenini elettrici. Va in brodo di giuggiole se la consorte accenna a parlare in francese,
Morticia, pallida e fascinosa dark lady, moglie di Gomez, vestita sempre di nero,  
Mercoledì, figlia di Morticia e Gomez, torturatrice del fratello Pugsley. Bambina sempre seria, dispensatrice di consigli di omicidi disumani,
Pugsley, figlio di Morticia e Gomez,
Pubert, terzo figlio della coppia nel film La famiglia Addams 2. Doveva essere il nome di Pugsley nella serie televisiva, fu cambiato per l’evidente riferimento sessuale,
zio Fester, è lo zio di Morticia della prima serie televisiva, ma nei film di Barry Sonnenfeld è il fratello di Gomez,
Nonna, nella serie televisiva originale era la madre di Gomez, successivamente nei film per le sale è la madre di Morticia,
Lurch, il maggiordomo con la fisicità del Mostro di Frankenstein,
Mano, una mano che vive in una scatola. Ma può saltare fuori improvvisamente da una scatola qualsiasi e cammina veloce sulla punta delle dita,
cugino Itt, o cugino Coso, un enorme ammasso di capelli che emette fonemi e suoni senza senso che gli altri capiscono perfettamente,
Ophelia, sorella di Morticia,
Melanchonia, nonna di Morticia,
Hester Frump, madre di Morticia,
Flora e Fauna Amor, gemelle siamesi fidanzate di Fester nella prima serie degli anni Sessanta,
Kitty Kat, il leone domestica della casa,
Cleopatra, la pianta pericolosamente carnivora  
 
La caratteristica dell’immortale  Famiglia è il comune amore per il dolore. Il cibo di cui si nutrono tutti i componenti oltre ad essere immangiabile è mortale per gli esseri umani. Tutti hanno quasi sempre un campo minato da attraversare oppure hanno sulla propria testa qualche attrezzo tagliente in procinto, pericolosamente, di tagliarli in due. Hanno caratteristiche sovrumane… Ma è meglio vedere i film.




 
 

Parole chiave: francesco panaro matarrese la famiglia addams philosofilm charles addams

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