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Il fascino della borghesia




Incapace di pensiero, nemmeno sfiorata dal dubbio, improduttiva e parassitaria, assisa sulle proprie voglie animalesche e banali come su un trono di cartapesta, con tutti i suoi pilastri protettivi (il clero, l'esercito, la polizia), conserva ormai se stessa più sulla base dell'inazione che dell'azione. Il suo potere è indissolubilmente legato alla sua impotenza.
Così Ugo Casiraghi descriveva sull’Unità del 18 aprile 1973 la borghesia che appare nel film.

 Il fascino discreto della borghesia (Le charme discret de la bourgeoisie) è un film del 1972 diretto da Luis Buñuel. Alla sua trentesima pellicola, Buñuel realizza una commedia che da molti è considerato il film più "tipico" della sua produzione, in quanto raccoglie molti dei tratti caratterizzanti il suo cinema. Il regista spagnolo propone una arguta e sardonica critica al mondo borghese.

    Due coppie della borghesia parigina e la sorella di una delle due donne, che alza facilmente il gomito, insieme ad un diplomatico di Miranda, un'immaginaria  repubblica delle banane, tentano di organizzare una cena che, per vari motivi, non avrà mai luogo: un'incomprensione sul giorno dell'invito, un ristorante in cui si assiste alla veglia del proprietario morto, le manovre dell'esercito nel giardino dei padroni di casa, ecc. In questo film, il sogno e la realtà formano un mélange indissolubile come vuole la tradizione surrealista, di cui Luis Buñuel è capostipite e maestro.

  La pellicola rivela i vizi di una borghesia meschina, non vuole essere una vera e propria denuncia quanto un'ironica e surreale presa in giro di questa classe sociale. L'ambasciatore di Miranda (Fernando Rey) e i suoi amici sono dei gentlemen che nascondono, dietro al loro culto per le buone maniere, da come tagliare l'arrosto alla preparazione di un buon Martini, segreti al limite del grottesco: relazioni d'amore clandestine, traffici di stupefacenti, ecc. Tuttavia, l'effetto comico più riuscito è quello di dipingere un mondo surreale decifrato da un linguaggio proprio della borghesia, fatto di gentile ipocrisia.

  Questo film non dipinge un mondo logico e razionale e contiene diverse contraddizioni, senza fornire alcuna spiegazione. Tutto ciò che succede è naturalmente accettato dai personaggi, anche nell'impossibilità o nella contraddizione, e ciò contribuisce all'atmosfera onirica nel senso più surrealista del termine.  (da  Wikipedia)





 

Parole chiave: cinema società borghesia

COMMENTI

Sono presenti 1 commenti per questo articolo

Elisabetta Renier (utente non registrato)
é quello che più brama la borghesia.....
un fascino discreto.
p.s.
come mai la foto di Vivienne Westwood?
non la vedo 'borghese', nel termine........
il 28 Novembre 2011

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