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L’invasione dei marxiani



di Francesco Panaro Matarrese





Fate attenzione quando andate a letto, stasera. Controllate bene che in cantina, in garage o nel ripostiglio non vi sia nessun oggetto strano, anomalo.
Entrano senza farsi vedere, depongono un numero di baccelli uguale a quello dei componenti della famiglia. I semi crescono, replicano esseri uguali a voi, ai vostri figli. Eliminando gli originali. Al vostro posto copie identiche in tutto e per tutto, senza emozioni. Voi crederete, distrattamente, di avere a che fare con vostra moglie, vostro marito, i figli, penserete di parlare con il caro amico e vicino di casa Luigi del quale vi siete sempre fidati, che vi ha prestato il cacciavite quando ne avevate bisogno. Invece non sono più quelle persone che conoscevate. Al loro posto tanti esseri uguali, senza sentimenti. Vi affaccerete dalla finestra vedrete che la vita scorre normalmente. In realtà quel brulicare che si para davanti agli occhi, che sembra quello di tutti i giorni non è più quello di una volta. Poi, in preda alla paura, correrete per strada a gridare al pericolo, ma nessuno vi crederà, penseranno che siete folli, d’altra parte perché dovrebbero darvi ragione se loro son loro, i mutanti, anzi i mutati? Roba da manicomio.

State in guardia, questo non è il film che conoscevate col titolo L’invasione degli ultracorpi del regista Don Siegel. Ma sì, certo, è quel film, ma non lo è più a vederlo oggi, i tempi sono cambiati. Però è il caso, prima di parlare a vanvera, di ricordare quegli anni, la politica e le paure americane. Brevemente, siamo negli anni Cinquanta, il senatore McCarthy sta facendo una campagna contro il pericolo comunista che si insinua negli Stati Uniti in tutte le sue forme. Consiglia tutti di osservare, spiare il vicino di casa, il collega, anche i figli e le mogli se è il caso. Cosa leggono? Che discorsi fanno? Qualsiasi sospetto deve essere denunciato, potrebbero essere comunisti. Dove si possono nascondere, dietro quali professioni? Allora, sicuramente dietro quelle di regista, attore, scrittore. Tutti sotto osservazione dall’FBI di J.Edgard Hoover, anche gli impiegati del governo federale per una naturale richiesta di sicurezza. La più spiata è Hollywood, luogo che brulica di intellettuali in fuga dall’Europa della conclusa seconda guerra mondiale, persone per lo più di sinistra che avevano cercato di sottrarsi al nazifascismo.

Molte le vittime di McCarthy – il termine maccartismo fu coniato dal disegnatore satirico Herbert Lock –, il più famoso? Un liberal come Charlie Chaplin. Ma ci fu uno “spione” dal nome altrettanto ingombrante che denunciò molti attori: Walt Disney. Testimoniò davanti al Comitato per le attività anti-americane contro Herbert Serrell, David Hilberman e William Pomerance. Molti attori e registi per continuare a lavorare non ci pensarono due volte a denunciare amici e colleghi. Elia Kazan ed Edward Dmytryk furono fra questi. Marlyn Monroe chiese aiuto a John Kennedy affinché  Bob, che lavorava con McCarthy, tirasse fuori dall’inchiesta suo marito Arthur Miller. Tanti, troppi i morti e i feriti. E qui non si farà in modo che tutte quelle belle facce simpatiche, di film simpaticissimi, diventino antipatiche perché prestati al brutto gioco di Hoover e McCarthy, come il simpaticone Cary Grant, per esempio. Eleanor Roosevelt riferendosi, poi, al maccartismo lo definì come una vera e propria ondata di fascismo, la più violenta e dannosa che quel paese abbia mai avuto.

Don Siegel, finito il periodo oscuro della caccia ai rossi, precisò che il suo film non era un tentativo di istigare alla caccia ai comunisti,  «…né lo sceneggiatore, né io pensavamo a un qualunque simbolismo politico. Nostra intenzione era attaccare un'abulica concezione della vita». Visti gli  sviluppi della sua professione, chi gli crede? Il suo seme destrorso negli anni Settanta lo fece crescere in un altro modo, con una serie di film sul cittadino che deve farsi giustizia da sé contro i mali sociali.
Però a vederlo con gli occhi di oggi non è più il film contro i comunisti, ma è possibile dirlo solo oggi. Ieri era quello che era: un film istigatore. Certo, fa venire in mente tutto un filone di dichiarazioni di alcuni politici di oggi, un maccartismo casereccio dei tempi che corrono. Ma oggi L’invasione si adatta a più letture, da destra a sinistra passando per il centro. A seconda dell’occorrenza.

Se vi capita di passare per l’Emilia Romagna o la Toscana, le due tipiche regioni rosse, e vi fermate a parlare con giovanotti o vecchiotti che bighellonano davanti ai circoli Arci o alle rovine di quelle che una volta erano le case del popolo, e sentite discorsi da razzisti contro gli zingari e i nordafricani – inusuali per quei luoghi santi della sinistra italiana –, se scoprite che il cassiere del supermercato Coop della provincia di notte fa la ronda armato di bastone per le strade a caccia di extracomunitari per ristabilire la sua legge, se..., non ditelo in giro, potrebbero scambiarvi per matti, come il medico protagonista del film di Siegel interpretato da Kevin McCarthy.
In una scena del film compare, in un cameo, Sam Peckinpah – dodici anni dopo dirigerà il film di culto Il mucchio selvaggio – nei panni di un lettore di contatori, che, riferendosi al protagonista, dice «…lasciatelo fuggire, non gli crederanno mai». Appunto, non dite in giro quello che potreste vedere e sentire, non vi crederebbero mai. Non dite ad amici e parenti, tornando a casa, che quella terra ormai non è più invasa dai marxiani. Omini verdi, silenziosi, sono scesi dalla padania, hanno depositato i baccelli nelle cantine, di notte, ma anche di giorno con i loro gazebo… Però questo è un altro tipo di film maccartista.
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Parole chiave: francesco panaro matarrese philosofilm comunicazione cinema

COMMENTI

Sono presenti 28 commenti per questo articolo

Rosa Amatulli
Molto interessante.  Spero che lo leggano tanti.  Spero che quanto sto per dire non vada troppo fuori strada.  Per quanto riguarda il fenomeno McCarthy --qui mi riferisco solo a questo fenomeno-- vi posso assicurare che  qui in America durante il periodo del secondo Bush, la gente ha avuto la stessa paura che ha avuto durante il periodo di McCarthy. Io sono testimone del periodo Bush 2.  Se protestavi contro la guerra in Iraq e Afghanistan, o venivi arrestato, o eri picchiato dai poliziotti. Il febbraio 2003 io ero a Manhattan che protestavo insieme a tanti, con la bandiera "Peace", e per poco non mi hanno buttata dentro.   Quando non protestavi per le strade, se parlavi contro la guerra con amici in luoghi pubblici, e qualcuno ti sentiva parlarne, ti urlava con insulti tipo, "AntiAmerican, if you don't like it, go back where you came from" (Anti Americano, se non ti piace ritorna al tuo paese d'origine--questa frase  e' rimasta luogo comune).  Durante gli anni di Bush non potevi parlare contro la guerra o contro l'amministrazione, con vicini di casa perche' ti maltrattavano.  La bandiera "Peace", anche se riuscivi a trovarla nei negozi --non le vendava nessuno per paura-- era meglio non metterla fuori casa.  A lezione all'universita' non potevi nemmeno accennare agli studenti nessun parere contro la guerra o contro l'amministrazione perche' rischiavi di perdere il lavoro.   Molti studenti che indossavano magliette tipo, "No alla guerra", venivano  espulsi da licei o universita'.    Non sto esagerando. Durante la Bush administration, la bandiera "Peace" aveva tutt'altro significato; era per loro un modo di dire "Siamo contro la guerra, siamo contro Bush."   La storia cambia il significato di tutto, parole, bandiere, film, ecc.  Se vi interessa sentire di piu' del fenomeno Bush2, visitate www.democracynow.org.
il 22 Febbraio 2011

Pio Antonio Caso
il mio primo incontro con una diffusa grettezza culturale umanista, io terroncello, lo ebbi a Roccastrada, nelle Colline Metallifere. Fu un pastore intabarrato in una zimarra che puzzava come un caprone a dirmi, senza alcuna richiesta: "La colpa è di Garibaldi". Poi conobi la carità pelosa fiorentina, ben stigmatizzata da una gag di Enrico Montesano, prima, e da Massimo Troisi dopo. Non vi dico le serate al bar a Siena: "Tornatene al paesello. Ma chi vi ci ha fatto venire qui?". Per fortuna ho tantissimi altri ricordi di gente normalissima e di gran cuore. Per fortuna è sempre la peggio ruota che cigola. Esperienze con i "marxiani" toscani si riducono a tre o quattro giovinotti che ostentavano una sicumera persino antesignana di arroganze moderne: "Noi facciamo lavoro politico" ben retribuito dal Partito. Il che me li rendeva simpatici come un cactus nelle mutande. Purtroppo anche qualche professorino universitario si serviva di loro per controllare gli iscritti. Io ne ricordo uno, toscanissimo professore ordinario di Storia Contemporanea, uno che ha fatto carriera e che ha impedito ad altri di farne, ahimè anch'io modestamente colpito da tanto furore "leghista" da Campaldino o Montaperti, trombato ben sette volte all'esame. Qualcuno penserà che la mia sia una filippica anti toscana? No, io la amo da morire quella regione. Amo la lingua, il vernacolo, Ho fatto le veglie con tanti contadini. Ho giocato a carte e bevuto vino con loro. Anzi aggiungo che chi gode Siena e ne dice male, deve avere la sorte del maiale. Ma ricordo anche i socialisti del tempo e i comunisti che tra di loro si distinguevano tra pensanti e ruminanti, fregandosene altamente di fare seriamente politica. Unicamente dediti all'accumulo di prebende e sedioline in senato accademico. Oggi pare venire dalla montagna un novello Zarathustra, tal Renzi. Colui che si propone a rottamar le genti. Ho troppo rispetto per questa pagina e per Francesco...non scriverò una sola parolaccia. Ma immaginatene tante.
il 22 Febbraio 2011

Bruna Durante (utente non registrato)
Elia Kazan e tanti altri furono dei vigliacchi, tra i denunciati ci fu anche un grande sceneggiatore, Dalton Trumbo che sceneggiò poi Exodus ( di kazan, ma guarda un pò) e Spartacus di Kubrick. La Caccia alle Streghe non è stato solo un fenomeno americano se per caccia alle streghe si intende la persecuzione delirante di un governo contro gli oppositori nel proprio Paese. La lista è lunghissima ovviamente. Negli Stati Uniti le vittime furono poche ed illustri, cosa dire della Germania nazista, della Russia stalinista, dei Desaparecidos in Argentina, del Cile di Pinochet, della Cambogia di Pol Pot, ecc ecc. La Delazione è fenomeno umano, come tante altre cose di cui l'essere umano è capace, belle e brutte: siamo capaci di torturare e nello stesso tempo di salvare la gente dalla morte. Non c'è scampo all'essere umani.
il 23 Febbraio 2011

Marina (utente non registrato)
Amara realtà, quelli di Qui al Sud, quando si cerca la perfezione nel materiale, si vuol costruire un ordina perfetto, socialista, tecnocratico, si parte con il piede sbagliato. L'ordine non è di questo mndo, per fortuna le radici cristiane mi hanno sempre salvato dai marxisti senza ideali e anche dai democristiani senza vangelo. Ai primi rimane solo il materialismo ai secondi i moralismo. Facciamoci due risate: con la parodia di Totò
il 23 Febbraio 2011

Anna Boncompagni
Ahahahah il novello Zarathustra che si propone a rottamar le genti! Pio, immagino, immagino... :-)))
il 23 Febbraio 2011

Francesca Romana Lamanna (utente non registrato)
Verissimo .... Vivo in Toscana ormai da molti anni e constato proprio questo , il dilagare di una mentalità gretta e anche razzista .... quasi fosse un male oscuro che contagia chiunque anche quelli “davanti alle rovine di quelle che una volta erano le case del popolo” e mi ritrovo a difendere  quelle che una volta erano le loro stesse  idee ... io che mai ho partecipato a nessuna  fede politica, considerandomi  borghese individualista ... difendendo il mio desiderio di pensiero libero, sono sempre fuggita a gambe levate davanti a qualsiasi gruppo o parrocchia ... (Lo ammetto, sono snob )
... Così il tempo passa  tra queste bellissime campagne e in questo crescendo esponenziale della  grettezza  di pensiero ... sento di essere come quello che mai  è creduto ed è  preso per matto «…lasciatelo fuggire, non gli crederanno mai»
So bene che l’essere umano tendenzialmente è vigliacco ed egoista e che la delazione è un fenomeno comune, ma non voglio rinunciare a credere che qualche “puro” fedele a se stesso e alla propria dignità di vero uomo, esisterà sempre.  
La sua presenza sarà  l’isoletta tra le acque ferme del pensare comune, refrattario ad ogni apertura , sarà per me un approdo nella palude ....


il 23 Febbraio 2011

Roberta Aquilini
L'evento più contorto che ho vissuto qui nella terra d'Emilia è l'incontro con  un dipendente Coop, nato a Napoli e residente qui a Bologna da 40 anni, attaccarmi un bottone assurdo ed indigesto sul fatto che come padana non potevo non essere leghista. Per giorni mi ha tamburata, mi ha fatto una testa così.....mi dicevo appunto che ero matta(sono abituata, per natura controcorrente e senza averlo scelto fin dalla più tenera età), ha tentato di convertirmi al verde nord, io ero a dir poco sconvolta, mi trattava come una nobile di sangue" verde" e al contempo mi derideva sperando di spronarmi contro l'invasione dello straniero. Un giorno, non potendone più, gli chiesi se aveva mai sentito un discorso di Miglio buon'anima o di Borghezio, gli dissi che ora il bersaglio sono gli stranieri, i rom ma che fino a pochi anni fà erano proprio le persone come lui, venute dal Sud ad essere bersagliate, definite topi di fogna come minimo, ma nulla....questo signore era talmente incarnato nelle sue convinzioni che continuò a deridermi fino a che non finì il mio lavoro a tempo determinato presso quella Coop. Il problema è che mi accorsi che tanti altri dipendenti provenienti dal Sud la pensavano come lui, perfettamente integrati con i marxiani emiliani....per me fu un caos, l'ennesima delusione di vita,quantomeno in lombardia dove avevo vissuto tanti anni erano i bergamaschi i più incalliti verdiani....ma qui in Emilia... ed io la ricordo l'Emilia degli anni 70, l'Emilia degli entusiasmi, l'Emilia rossa, me la ricordo bene....un disastro oggi, mi salvano quei ricordi.
 
il 23 Febbraio 2011

Roberta Aquilini
:-) Francesco mi ha fatto morir dal ridere quella foto  abbinata a questo simpatico articolo....
il 23 Febbraio 2011

Francesca Cannavo (utente non registrato)
si,si è vero sono già tra di noi ..sono tanti e ci hanno invaso qualche anno fa attraverso uno strano..ormai comune apparecchio in dotazione ad ogni cervello...è fatto di vetro e plastica ..i nostri nonni lo chiamavano " a cascittiella chi pupi" allora veniva usato come supporto ai vasi con i fiori...adesso, da più di vent'anni si usa per pulire i cervelli e riassettarli ,ripiegarli piattamente ...
il 23 Febbraio 2011

Aurora Luce
Oddio...Non ho guardato in soffitta!!! :-)

A parte la battuta,bellissimo articolo ( anche tristemente e terribilmente vero) Francesco.
Grazie!
il 23 Febbraio 2011

Andy 72 (utente non registrato)
Il Socialismo Reale ha fallito ovunque sia stato applicato, e questa purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista) è una verità accertata dalla Storia.
Se ciò sia avvenuto per motivi intrinseci, o semplicemente perché messo in pratica da uomini, che in quanto tali sbagliano e/o sono corruttibili, è ancora troppo presto per dirlo.
Ciò non toglie che però, sulle critiche mosse alla società capitalistica, non in quanto tale ma nelle dinamiche sociali che faceva scaturire, Marx aveva maledettamente ragione.
il 23 Febbraio 2011

Patrizia Barbera
La caccia alle streghe continua, è vero.
I professori... tutti sporchi comunisti, sovversivi e spinellari ( o ex- spinellari), le donne che scendono in piazza , tutte puttane/ ex-puttane, rendente o in attività alternativa...
Dovunque ci sia uno spazio che garantisce libertà d'espressione, gli omini verdi (di bile, I hope) si insinuano e spargono miasmi.
Una piccola borghesia, molto simile a quella nefasta delle dittature novecentesche, inneggia all'ordine,alla morale,ad  inesistenti pubbliche virtù, con il pensiero ai vizi privati da coltivare e assecondare.
Qualcosa di simile al codice Hays si sta preparando per il mondo della cultura?
Vedremo la censura sui lbri di testo,  saggi storici e  manuali di letteratura emendati da originari peccati di pensiero? Qualche tentativo è già stato fatto, ma la resistenza  degli spinellari è forte...potrebbero solo prenderci per fame.
Il pericolo rosso...ma quale pericolo?
Non c'è vita ,per ora, da quelle parti. Il pianeta dei Marxiani non risponde. 
il 23 Febbraio 2011

Federica Landi
@Pio: "la carità pelosa fiorentina" rende bene l'idea... Quello che più mi colpì arrivando a Firenze, 18 anni fa, fu l'apparente giovialità della gente che attaccava bottone per strada, nei negozi, abituata com'ero a persone dal carattere mediamente più chiuso come sono i liguri... Ben presto ho capito che in genere si trattava di tendenza a farsi gli affari degli altri, non proprio una reale apertura e disponibilità, insomma... E non si capisce bene come una città di incalliti e orgogliosi individualisti (una parte non piccola dei quali campa bene di rendita, se ha la fortuna di possedere qualche metroquadro in centro) possa essere costituita in maggioranza da elettori ex comunisi e ora di centrosinistra... Ho l'impressione che si tratti di un tipo di conformismo, un conservatorismo "di sinistra" in cui l'ideologia alla fine conta ben poco... Del resto più di uno mi ha detto che nel ventennio i fiorentini "erano tutti fascisti"... Questo spiega molte cose: il vasto consenso ai provvedimenti anti-rom e anti-mendicanti dello "sceriffo" ex pci Cioni, ad esempio... o il trionfo di un candidato-sindaco che tutto pare meno che di sinistra... Ovviamente le mie sono considerazioni molto generali e generalizzanti e come tali non tengono conto delle moltissime eccezioni, ma nella media la situazione mi pare questa...
il 23 Febbraio 2011

Guido Amadini (utente non registrato)
Federica Landi, condivido tutto ciò che hai scritto ... vivo in toscana tra firenze e siena da ormai 25 anni e ho avuto le stesse esperienze e sono giunto a conclusioni analoghe.  Il toscano ed il comunista toscano in particolare (e non ditemi che non ci sono più i comunisti, perchè ci vorranno anni per una reale scomparsa della forma mentis) non è solo un conservatore, ma un vero e proprio reazionario.
il 23 Febbraio 2011

Cristina Pucci (utente non registrato)
sarà perchè sono nata a Fiesole e vivo da sempre più o meno a Firenze che trovo esagerati e genericamente critici alcuni degli scritti che commentano l'articolo di francesco, interessante e che stimola a, mio parere, a cercare ed evitare l'impianto del seme dentro ognuno di noi. Non so se sia vero che, come molti dicono, i fiorentini e i toscani in genere sono chiusi e poco accoglienti, io sono abituata a vivere ospitando amici, genitori di amici delle figlie, aiutare filippini, sono abituata a discutere, nel corso di cene con altri nostrali amici, dei problemi che derivano alle città e alla nostra dall'arrivo di tanti stranieri, spesso si conclude che la soluzione non è eliminarli o rinviarli nei loro paesi , ma trovare dei modi che li aiutino a migliorare le loro misere condizioni di partenza  all'interno di un crescente rispetto del mondo dove vivono e delle sue regole. Difficile, senza dubbio, ma non mi risulta che circolino, in Firenze e dintorni, ronde di nessun genere, se mai orde di famelici e infestanti turisti..
il 27 Febbraio 2011

Giacomo Galletti (utente non registrato)
Guardandola alla larga, potremo dire che la "costruzione di un nemico" è sempre stata la strategia di base di un potere che vuole consolidarsi alla faccia delle istanze democratiche.
L'operazione non è facile, perché presuppone di operare sui codici culturali.
Ci vogliono mezzi potenti e costosi, e tempo... Neanche poi tanto, dato che la solidarietà alla fine è stata solo una operazione di facciata del mondo contemporaneo.

A leggere l'ultimo romanzo di Eco, c'è da rimanere sbigottiti della lucidità con cui certi meccanismi vengono narrati, partendo da documenti storici seppur estranei alla storiografia ufficiale... 
il 27 Febbraio 2011

Emanuela Paoli (utente non registrato)
Bella questa nota di Francesco.Bella e spietata....  
Le osservazini fatte in zone tosco-romagnole(,quelle che mi  stanno dentro  e che nei miei ricordi sono belle e civil)i:la solidarietà. fimisce quando paradossalmente si esce dal bisogno.......e spunta come i  porcini nei boschi  ,l'indifferenza,
Quella che tannto temeva PIERO CALAMANDREI
''Meglio facisti che indifferenti'',poi aggiungeva,''Viva  la Costituzione'viva la democrazia'.'
poi c'enl'aspetto simbolico  del film dei ''baccelloni'' quello degli extraterrestri che prendono il nostro posto quando dormiamo.......nell'era dell'omologazione televisiva...del ''Big brother.......c'è poco da stupirsi!!!!
.Lorenzo Milanil. lo ha aveva  già previsto in ''ESPERIENZE PASTORALI'' negli  anni50..............attenzone perchè può essere omologante e persuasivo anche uno strumento come face book.........ma questa è un'altra discussione
FRANCESO ,GRAZIE.


il 3 Marzo 2011

Andreina De Tomassi (utente non registrato)
I semi dell'odio, gentile Francesco, sono ormai cresciuti. Sono alberi.  La paura della povertà futura, le "invasioni" degli "altri", questa fantascienza eterea che si insinua nelle nostre giornate, non abbiamo più il conosciuto terreno sotto i piedi, si naviga a vista, chi può, altri si attaccano a vecchie zattere...
I leghisti incarnano  la metafora della paura, del cambiamento improvviso, della cultura come chiave interpretativa del mondo. Tra qualche anno nessuno si ricorderà più di loro ne' degli altri. Sono solo cascami di un'epoca che sta morendo,  pochissimi sono felici di abbracciare l'ignoto...mente, come diceva il saggio: "L'UNICA SPERANZA E' L'INATTESO"...
l'11 Marzo 2011

Mcbett (utente non registrato)
le manie di persecuzione sono una patologia ed una delle concause delle guerre. Relax, e si puó pensare a un mondo migliore. Ad uscire dal pregiudizio o dalla psicosi collettiva ci si educa.
(mi intrattengo sempre la mia ricreazione in questo giardino fiorito)
il 15 Marzo 2011

Milly (utente non registrato)
orribilmente vero Francesco...... per non parlare dei videogame.... ancora più subdoli!

il 7 Aprile 2011

Apollonia Codie (utente non registrato)
........pelle d'oca! (commento al di sopra di ogni sospetto!)
l'8 Aprile 2011

Eli Mcbett
Non esiste nulla di piú rassicurante e confortante di un comunista. non si sa proprio come vi siete messi in testa queste panzane...fate la pace con i vostri fantasmi...
http://www.youtube.com/watch?v=6RCvs3cA6PU&feature=related

É come quelli che parlano dell'amore e si riferiscono al matrimonio. Tranquilli.. Il comunismo non puó fare paura a nessuno, nemmeno ai suoi nemici. Basta adesso.
Deve essere un problema edipico. Non ci sono altre soluzioni, Infatti il comunismo é un'energia femminile e materna, che apre anche l'uomo alla propria possibile maternitá universale, gli permette questa possibilitá di adozione del prossimo. Non ci sono dubbi, dunque chi soffre di cattive relazioni con la madre ha dei problemi ad essere generoso e a lasciare cadere le proprie barriere dunque diventa constipato, accumula e non rilascia mai ...fin quando scoppia...

l'8 Aprile 2011

Eli Mcbett
Il Simurg
Il simurg è un uccello immortale che nidifica tra i rami dell'Albero della Scienza; Burton l'accosta all'aquila scandinava che, secondo l'Edda Minore, conosce molte cose e fa il nido tra i rami dell'Albero Cosmico, chiamato Yggdrasill.
Il Thalaba (1801) di Southey e la Tentazione di Sant'Antonio (1874) di Flaubert parlano del Simorg Anka; Flaubert lo abbassa a servitore della regina Belkis e lo descrive come un uccello di piumaggio aranciato e metallico, dalla testina umana, provvisto di quattro ali, di artigli di avvoltoio e di un'immensa coda di pavone. Nelle fonti originali il simurg è più importante. Firdusi, nel Libro dei Re, che raccoglie e mette in versi antiche leggende dell'Iran, lo fa padre adottivo di Zal, padre dell'eroe del poema. Farid al-Din Attar, nel secolo XIII, lo innalza a simbolo o immagine della divinità, nell'opera intitolata Mantic-al-tayr (Dialogo degli Uccelli). L'argomento di questa allegoria, che occupa circa quattromilacinquecento distici, è curioso. Il remoto re degli uccelli, il simurg, lascia cadere in mezzo alla Cina una piuma splendida; gli uccelli risolvono di cercarlo, stanchi della loro antica anarchia. Sanno che il nome del loro re significa trenta uccelli; sanno che la sua reggia è nel Kaf, la montagna o cordigliera circolare che cinge la terra. Al principio, per paura, alcuni uccelli si schermiscono: l'usignolo allega il suo amore per la rosa; il parrocchetto la sua bellezza, che gli è ragione di vita ingabbiata; la pernice non può prescindere dalle colline, né la gazza dalle paludi, né il gufo dai ruderi. Alla fine, si lanciano nella disperata avventura; superano sette valli, o mari; il nome del penultimo è Vertigine; l'ultimo si chiama Annichilamento. Molti dei pellegrini disertano; altri periscono nella traversata. Trenta, purificati dalle proprie fatiche, toccano la montagna del simurg. Lo contemplano finalmente: s'accorgono che essi stessi sono il simurg, e che il simurg è ciascuno di loro e tutti loro.

Il cosmografo Al-Qazwini, nelle sue Meraviglie del creato, afferma che il simurg Anka vive mille e settecento anni, e che il padre, quando il figlio è cresciuto, accende un rogo e si brucia. Questo, osserva Lane, ricorda la leggenda della Fenice.

Jorge Luis Borges - 1957
Manuale di zoologia fantastica

l'8 Aprile 2011

Eli Mcbett
Questo perché volevo anche discutere su i verbi usati da Borges.
" Flaubert lo abbassa a servitore della regina Belkis" , dice Borges del Simurg,
ma come abbassa?
Se il Simurg é "servitore" di Belkis, ossia la Regina di Saba, ossia il simbolo della saggezza dell'antichitá, la madre terra, allora non solo é un simbolo assolutamente significativo, ma anche rispecchia la prefetta immagine del "comunismo - energia femminile" che vedo qui comparire chiarissimo e semplice.
e "quando il figlio è cresciuto, accende un rogo e si brucia" io piú che un padre la definirei una madre. E questo é cosa io penso possa essere la sana idea di comunismo, che, come sappiamo a suo modo, é avvenuta. Autoestinguersi in una nuova forma. Il resto sono fandonie tra partiti di paesi che non hanno mai abbandonto sistemi patriarcali e razzisti e che dunque non sano cosa il comunismo sia per quante etichette si possano ficcare in testa e ancora segnano sulla lavagna i buoni ei cattivi come ha chiesto loro di fare la maestra.
Prendersela col passato non serve, perché dal passato viene il presente, dunque lascerei quelli che tengono intatatta la memoria e cantano ancora le canzoni d'autore di lasciarli fare, perché anche questo serve a dare valore al percorso, cosí come citare filosofi vissuti due secoli fa in altre societá o la Regina di Saba o parlare di deitá contrapposte o sovrapposte.
Questa é la mia visione del giorno di oggi.
il 9 Aprile 2011

Pietro Siervini (utente non registrato)
L'invasione degli omini verdi viene pagata giorno per giorno in parlamento. Un manipoli di ignoranti che tiene sotto scacco l'Italia, un incubo dal quale sarà difficile che esca per ora. la colpa, vorrei  che qualcuno, a sinistra, alzasse la mane e dicesse: la colpa è mia.

il 9 Maggio 2011

Eli Mcbett
a sinistra (vacuum) non hanno nessuna mano libera, né da alzare né da abbassare e poi nemmeno la lingua credo... mi sembrano molto occupati a succhiare... se riesco avedere bene...
il 10 Maggio 2011

Domenico Letizia
il problme a secondo me è il pensiero unico... troppo poca libertà di informazione che amalga il dominio secondo un unica strada, brutta e demente.
l'8 Agosto 2011

Etienne Settecara
Il maccartismo fece scuola. Da allora molti sono stati i politici e i direttori dei media che hanno utilizzato i mezzi a loro disposizione per incollare etichette che preferiscono sulle persone che vogliono colpire. Quando, poi, la figura del politico si somma a quella di imprenditore televisivo ed editore si sommano diventa più facile manovrare il pensiero e il gusto. Chi riporta alla realtà la massa informe e passiva? Chi griderà il rè è nudo? C'è ancora chi rischia in proprio per la libertà di tutti? Forse questa è divenuta una brutta società perchè a queste stimoli rispondiamo sono sempre no?
il 10 Agosto 2011

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