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Non era un comico negro



di Francesco Panaro Matarrese

John Steinbeck in posa per Life

John Steinbeck in posa per Life





John Steinbeck ci provò in tutti i modi a far togliere il suo nome dalla locandina di LifeboatPrigionieri dell’oceano il titolo dell’edizione italiana – o, comunque, a non far associare il suo nome a quel film di Alfred Hitchcock. Non ci riuscì.

Le sue lamentele non furono ascoltate né dal regista, né dalla 20th Century Fox che produsse il film. Il suo nome rimase lì, per sempre: Lifeboat, by  John Steinbeck.

E’ il 1943 e il regista inglese Alfred Hitchcock dopo aver ottenuto un rifiuto da Ernest Hemingway chiede a John Steinbeck di scrivergli il soggetto del prossimo film.
Lo scrittore accetta l’incarico e scrive in breve tempo la storia che poi, nelle mani del regista e di altri autori e sceneggiatori – come spesso accade per la lavorazione di un film – viene gradualmente modificata fino a diventare un’altra opera, un’altra storia, quindi un altro film, lontano dall’idea e dal copione originari di Steinbeck. Nel gennaio del 1944, prima dell’uscita nelle sale, John Steinbeck assiste ad una proiezione del montaggio finale della pellicola e, sorpreso, si accorge che il suo script era stato totalmente stravolto.

Particolarmente rattristato per la brutta rappresentazione del marinaio afroamericano Joe, qualche giorno più tardi Steinbeck scrive una lettera – qui sotto l’originale con traduzione italiana – alla 20th Century Fox per far sapere cosa ne pensava. Un mese più tardi scrisse anche un telegramma – sempre qui sotto, in lingua e tradotto – alla sua agente affinché si adoprasse a far togliere il suo nome dai crediti del film e dalla locandina. Tentativi che furono ignorati dalla major americana.

New York
10 gennaio 1944
Cari Signori,
Ho appena visto il film Lifeboat diretto da Alfred Hitchcock e pubblicizzato come se fosse stato scritto da me. Anche se per molti aspetti il film è eccellente, ci sono una o due cose di cui vorrei lamentarmi. È certamente vero che io ho scritto il copione per Lifeboat, ma non è vero che nel copione c’erano denigrazioni  contro la manodopera iscritta al sindacato come appare nel film, e non c’era neppure un Negro da teatro comico itinerante. Al contrario, c’era un marinaio intelligente e riflessivo che realisticamente sapeva quello che faceva. E al posto della solita parodia dalle tinte metà comiche e metà da Negro patetico, c’era un Negro pieno di dignità, di determinazione e personalità. Dal momento che questo film è associato al mio nome, è doloroso per me che queste strane interpretazioni distorte mi siano attribuite.
John Steinbeck

E un mese più tardi alla sua agente Annie Laurie Williams:
Città del Messico
19 febbraio 1944
Si prega di comunicare quanto segue alla 20th Century Fox dal momento che il mio copione per il film Lifeboat è stato stravolto nella  produzione in un modo tale che la storia e l’intento sono cambiati e dato che il film mi sembra essere pericoloso per lo sforzo bellico americano chiedo che il mio nome venga rimosso da ogni associazione con la proiezione di questo film.
John Steinbeck



ORIGINALI

New York
January 10, 1944

Dear Sirs,
I have just seen the film Lifeboat, directed by Alfred Hitchcock and billed as written by me. While in many ways the film is excellent there are one or two complaints I would like to make. While it is certainly true that I wrote a script for Lifeboat, it is not true that in that script as in the film there were any slurs against organized labor nor was there a stock comedy Negro. On the contrary there was an intelligent and thoughtful seaman who knew realistically what he was about. And instead of the usual colored travesty of the half comic and half pathetic Negro there was a Negro of dignity, purpose and personality. Since this film occurs over my name, it is painful to me that these strange, sly obliquities should be ascribed to me.
John Steinbeck

MEXICO CITY
FEBRUARY 19, 1944
PLEASE CONVEY THE FOLLOWING TO 20TH CENTURY FOX IN VIEW OF THE FACT THAT MY SCRIPT FOR THE PICTURE LIFE BOAT WAS DISTORTED IN PRODUCTION SO THAT ITS LINE AND INTENTION HAS BEEN CHANGED AND BECAUSE THE PICTURE SEEMS TO ME TO BE DANGEROUS TO THE AMERICAN WAR EFFORT I REQUEST MY NAME BE REMOVED FROM ANY CONNECTION WITH ANY SHOWING OF THIS FILM
JOHN STEINBECK

Estratti da: Elaine Steinbeck and Robert Wallestein, Steinbeck, A life in letters


Una sequenza di Lifeboat e, a seguire, varie interviste su Alfred Hitchcock

Parole chiave: francesco panaro matarrese hitchcock steinbeck philosofilm hemingway

COMMENTI

Sono presenti 1 commenti per questo articolo

Rosa Amatulli (utente non registrato)
Non e' affatto piacevole vedere il proprio lavoro mis-rappresentato per motivi di lucro.  Non e' neanche piacevole vedere che i mass-media usino stereotipi negativ, tipicamente da ignoranti, per guadagnare un soldo.  Gia' Socrate si lamentava di questo tipo di abuso artistico, perche' fa piu' male che bene; l'artista che usa stereotipi negativi per lucro, non fa altro che rinforzare i prejudizi ignoranti che la gente ha verso "l'altro"--il diverso, il nero, l'Italo-Americano, il Cinese, il Messicano, l'Arabo,  il basso, lo zoppo, lo zingaro, ecc.  Insomma e' una sorta di prostituzione di stereotipi o prejudizi.  E' una sorta di patto col Diavolo: Mephisto.  Un nero --nonostante fosse sofisticato, colto, intelligente, ecc-- veniva tipicamente rappresentato come un fanullone, uno di cui avere paura, uno scansa-fatica, un ladro violento, ecc.  Aveva ragione Jhon Steinbeck di lamentarsi e di voler disassociarsi dal film.  Ci sarebbe tantissimo da dire sui prejudizi verso "l'altro" , ma ....
il 12 Dicembre 2012

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