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Il circolo metafisico



di Guido Marenco

In fondo, il tutto serviva a chiarire il perché si seguissero determinate pratiche intellettuali,

perché William James credesse nella validità della fisiologia, ed allo stesso tempo non escludesse l'esistenza di spiriti del giorno e della notte, e perché Peirce credesse nel potere esplicativo della logica formale, pur essendo consapevole che essa non è in grado di spiegare davvero come funziona la nostra mente.
 
Il Metaphysical Club era una comunità di eletti, ma salvo poche eccezioni, nessuno si sentiva tale. Non è detto che i partecipanti cercassero comunque la verità e che quell'idea di verità come ciò che funziona fosse comune a tutti. C'è solo da notare che nel giro di questi intellettuali lo scopo comune era l'allargamento della consapevolezza e la ricerca di una "fede", cioè di qualcosa in cui credere e per cui valesse la pena di spendersi.
 
Ma altrettanto comune era l'opposto della "fede", cioè l'atteggiamento fallibilista rispetto a tutti i terreni possibili, compreso quello religioso. Il pragmatismo fu dunque una costante dialettica tra fede e fallibilismo, senza che l'una prevalesse definitivamente sull'altro. In sostanza, il Metaphysical Club riuscì ad essere, per qualche tempo, la realizzazione di quella comunità ideale di ricercatori nella quale si lavora insieme, senza pregiudizio e senz'altro guadagno che la conoscenza delle idee e delle esperienze altrui.
 
Da un punto di vista marxista, l'atteggiamento pragmatico che questi uomini più o meno condividevano, avrebbe potuto definirsi insieme come la crisi ed il superamento della crisi di una visione moderna e soggettiva del mondo, l'inquieta ricerca dei valori per i quali valesse la pena di vivere, di battersi, persino di morire, avendo però scarsa attenzione alle condizioni materiali di esistenza, e quindi vera cognizione del perché delle differenze tra esseri umani, posto che questo contasse davvero qualcosa.
 
Le idee di questi uomini sorsero in un mondo duramente provato dalla guerra civile, dopo che centinaia di migliaia di individui erano caduti sparandosi addosso l'un l'altro, pur essendo e sentendo di appartenere alla stessa nazione. Anche l'individuo più freddo e distaccato non riuscì ad evitare di inorridire di fronte al cumulo di cadaveri, sotto ai quali gemevano ancora i feriti, nella Wilderness, o all'assedio di Fort Wagner.
 
Uno di questi fu Oliver Wendell Holmes jr, ufficiale nordista, poi giudice della Corte suprema degli Stati Uniti, fu assiduo frequentatore del circolo. Aveva rischiato più volte la pelle credendo di combattere per un ideale, da liberale ed antirazzista scettico, profondamente influenzato dalle idee del filosofo Ralph Waldo Emerson. Venne ferito mortalmente. Si vide prossimo alla morte e non ebbe alcun sussulto religioso.
 
Quando cominciò a far partecipi i membri del Metaphysical Club delle proprie idee ed esperienze, egli non coltivava un grande rispetto per le vite umane prese singolarmente. Come per Hegel, erano solo pezzi di scacchi disposte sulla scacchiera, disponibili come pedoni ed alfieri a qualsiasi sacrificio in vista della vittoria dello spirito. Era tollerante, ma non in funzione della dignità della persona.

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Parole chiave: pragmatismo the metaphysical club william james charles sanders peirce oliver wendell holmes jr

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