uncommons

stories



Lipovu, viaggio nel tempo



di Sergio Bontempelli

Foto di Dörthe Hagenguth

Foto di Dörthe Hagenguth

 Un piccolo villaggio del sud della Romania, Lipovu. E' da qui che i rom (popolo, uomo...) rumeni dei campi di Pisa provengono quasi tutti. Sergio Bontempelli di  Africa Insieme ha trascorso una settimana nel 'paese dei rom'. 









Lipovu è un nome che non dirà nulla alla maggior parte dei lettori. E' un piccolo villaggio rurale nel Sud della Romania, poco più di 3.000 anime. Eppure, chi in questi anni ha frequentato i "campi" dei rom romeni a Pisa conosce bene quel nome, se non altro per averlo letto mille volte sui passaporti: nato a Lipovu, residente a Lipovu...

Due o tre anni fa, in uno dei "censimenti" che  Africa Insieme effettua periodicamente nei "campi", avevamo scoperto che il 70% dei rom romeni presenti a Pisa proveniva da quel piccolo paese. E ci aveva incuriosito questa singolare "diaspora", che aveva portato decine di persone da uno sperduto angolo dell'Europa ex comunista fin qui, nella nostra città. Così, avevamo provato ad approfondire. Scoprendo che da quel villaggio si era mosso un flusso migratorio rilevante. I rom erano arrivati prima – alla fine degli anni '90 – a Milano, dove tuttora è rimasto il grosso della comunità. Poi, alcuni di loro avevano deciso di spostarsi: la maggioranza in altri comuni lombardi, qualche famiglia a Roma, un gruppo più numeroso a Bologna. Proprio di qui, da Bologna, alcuni decisero di trasferirsi a Pisa, attorno al 2002-2003.

Gli spostamenti seguivano ogni volta "autostrade" invisibili eppure nitidissime: un'opportunità di lavoro, una casa abbandonata, un semaforo dove l'elemosina "rende" bene. Notizie veicolate dall'efficacissimo "passaparola" degli stessi migranti: e la provenienza da un piccolo paese è un "valore aggiunto", perché tutti si conoscono, sono vicini di casa, parenti, amici, e le notizie circolano facilmente.

E' una vicenda, questa, che ci porta indietro alla nostra memoria collettiva: perché anche le traiettorie degli emigranti italiani funzionavano così. Nell'Ottocento diventò famoso un piccolo villaggio della Basilicata, Viggiano: da lì venivano i suonatori ambulanti che andavano a chiedere l'elemosina a Parigi, a Londra e poi in America. Erano gli "zingari" di allora, disprezzati e discriminati come lo sono i rom oggi: ma questa è un'altra storia...

Così, in Estate ho deciso di dedicare le mie ferie a una sorta di "viaggio al contrario": da Pisa verso Lipovu. Una famiglia di amici rom mi ha offerto ospitalità, e mi ha organizzato il viaggio.

Il viaggio
La partenza è fissata per il 9 Agosto, un Lunedì. Parto con il furgoncino che ogni settimana viaggia dall'Italia (attraversando Roma, Pisa, e poi Firenze, Bologna, Venezia) fino alle località del Sud della Romania. Lo guida Toma, un quarantenne che – mi spiega lui stesso – per anni ha fatto il camionista in Italia, e oggi gestisce questa specie di "taxi migrante": che trasporta non solo le persone – le "badanti", i lavoratori, e i loro familiari, i figli, le mogli – ma anche i soldi e i regali che i migranti inviano alle famiglie.

"Toma" mi viene a prendere al Bar Livorno alle otto del mattino. Sono un ospite di riguardo, "raccomandato" da un suo cliente abituale, e lui ci tiene a fare bella figura: si preoccupa che io mi accomodi il meglio possibile nel suo furgoncino a nove posti, pieno di pacchi, pacchetti, valigie, regali. Mi presenta anche i miei compagni di viaggio: uno lo conosco, è un rom che abita a Pisa; poi c'è una ragazza che fa la barista a Roma, un uomo sulla cinquantina che lavora in una falegnameria vicino Livorno, e infine l'altro autista, quello che affianca Toma.  (Pisa Notizie.it)

 Pagina
di 6
Pagina successiva >>>
Parole chiave: rom lipovu zingari romania

COMMENTI

Sono presenti 1 commenti per questo articolo

Stefania Giannini (utente non registrato)
la descrizione di questo viaggio mi ha portato indietro di 40 anni , il primo viaggio importante fatto con mio padre e mia madre in romania.
Stessa lunga tratta in macchina , faticossissima , per arrivare vicino alla russia. Ricordo craiova così come descritta dal giornalista e in un particolare c'è l'essenza di quei tempi: un ragazzo per strada non smetteva di chiedermi un paio di jeans come quelli che indossavo come se fossero, e lo erano in romania , una rarità.Ricordo i paesi piccoli dei contadini , graziosi ma con i problemi fognari per cui ho visto dei carri che trasportavano belle ragazze , vestite da festa , che evidentemente andavano a ballare e quelle che ci andavano a piedi tenevano le scarpe in mano per non sporcarle.Ricordo l'odore forte dei formaggi nei mercati e il sapore intenso e profumato della frutta. Mia madre si fermava ad ogni fontana per preparare un buon caffè italiano e il profumo attirava altri turisti che gentilmente ne chiedevano una tazzina e sempre accontentati.Ora a distanza di tanti anni mi accorgo che quel viaggio mi ha insegnato tanto e anche la felicità per le piccole cose.
l'8 Settembre 2011

condividi

Feed

   

archivio

accedi


Se non l'hai ancora fatto, registrati!
Hai per caso dimenticato la password?
benvenuto   Puoi accedere o registrarti.

gli ultimi articoli in stories

rubriche

ultimi commenti

gli ultimi articoli pubblicati

i più letti

tag cloud

CHI E' UNCOMMONS Uncommons è © 2018 proprietà riservata Tramas Web