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Attenzione alla nonviolenza in Palestina



di Julia Bacha

Opera murale di Banksy

Opera murale di Banksy

Sono una regista. Negli ultimi 8 anni, ho dedicato la mia vita a documentare il lavoro di Israeliani e Palestinesi che stanno cercando di porre fine al conflitto utilizzando mezzi pacifici. Quando viaggio per lavoro in Europa e negli Stati Uniti, sento ripetere sempre una domanda: dov'è il Gandhi palestinese? Perché i palestinesi non sfruttano la resistenza non violenta?   La sfida che affronto quando sento questa domanda è che spesso sono tornata dal Medioriente dove ho passato il tempo a riprendere dozzine di palestinesi che stanno usando la non violenza per difendere le loro terre e le risorse idriche dai soldati israeliani e dai colonizzatori. Questi leader stanno cercando di dare forma a un movimento nazionale non violento per mettere fine all'occupazione e instaurare la pace nella regione. Certo, molti di voi probabilmente non ne hanno mai sentito parlare. Questo divario tra quello che succede sul campo e la percezione all'estero è una delle principali ragioni per cui non abbiamo ancora un movimento pacifico di resistenza in Palestina che abbia successo.   Sono qui oggi per parlare del potere dell'attenzione, il potere della vostra attenzione, e la nascita e lo sviluppo di movimenti non violenti in Cisgiordania, a Gaza e altrove – ma oggi, il mio caso riguarda la Palestina. Credo che quello che più manca allo sviluppo della non violenza non è per i palestinesi di cominciare ad adottare la nonviolenza, ma per noi di cominciare a prestare attenzione a coloro che già lo stanno facendo. Lasciate che vi spieghi questo punto portandovi nel villaggio di nome Budrus.   Circa sette anni fa hanno dovuto far fronte alla minaccia di estinzione perché Israele annunciò che avrebbe eretto una barriera di confine, e questa barriera sarebbe stata costruita in mezzo al villaggio. Avrebbero perso il 40 per cento delle loro terre e sarebbero stati completamente circondati, avrebbero così perso il libero accesso al resto della Cisgiordania. Attraverso una guida locale ispirata, hanno lanciato una campagna di resistenza pacifica per fermare quello che stava accadendo. Lasciate che vi mostri alcune immagini, perché abbiate la percezione di quello che succedeva sul campo.  

Donna palestinese – Ci avevano detto che il muro avrebbe separato la Palestina da Israele. Qui a Budrus, ci siamo accorti che il muro ci avrebbe portato via la terra.
 Uomo israeliano – La recinzione ha effettivamente costituito una soluzione contro il terrorismo.
Uomo – Oggi siete invitati a una marcia pacifica. Siete stati raggiunti da dozzine di vostri fratelli e sorelle israeliani.
Attivista israeliano – niente spaventa di più l'esercito dell'opposizione non violenta.
Donna – abbiamo visto gli uomini che cercavano di spingere i militari, ma nessuno di loro ci riusciva. Ma credo che le ragazze possano farlo.
Membro di al Fatah – dobbiamo svuotare la mente dal solito modo di pensare.
Membro del partito di Hamas – eravamo in completa armonia, e volevamo diffonderla in tutta la Palestina,
Slogan – Una nazione unita. al Fatah, Hamas e il Fronte Popolare!
Conduttore – gli scontri al confine continuano.
Reporter – la polizia di confine israeliana è stata mandata a disperdere la folla. Sono stati autorizzati ad utilizzare qualunque forza se necessario.
 (Spari)
 Uomo – queste sono pallottole vere. E' come Fallujah. Spari ovunque.
Attivista israeliano – ero sicuro che saremmo morti. Ma c'era gente intorno a me che non si riparava neanche.
Militare israeliano – una protesta non violenta non fermerà di certo [non chiaro, incomprensibile].
Contestatore – questa è una marcia pacifica. Non c'è bisogno di violenza.
Slogan – possiamo farcela. Possiamo farcela. Possiamo farcela!

    Quando ho sentito la prima volta della storia di Budrus, sono rimasta sorpresa che i media internazionali non avessero riportato questa straordinaria serie di eventi accaduti sette anni or sono, nel 2003. Quello che era ancor più sorprendente è il fatto che Budrus abbia vinto. I residenti, dopo 10 mesi di resistenza pacifica, hanno convinto il governo israeliano a spostare il tracciato della barriera dalle loro terre verso la green line, che è un confine internazionalmente riconosciuto tra Israele e i territori palestinesi. La resistenza a Budrus da allora si è diffusa ad altri villaggi in tutta la Cisgiordania e ai quartieri palestinesi di Gerusalemme. Eppure i media sono silenziosi su queste storie. Questo silenzio comporta profonde conseguenze sulla possibilità di crescita della non violenza, o della sua sopravvivenza in Palestina.   La resistenza violenta e la resistenza non violenta hanno una cosa molto importante in comune; sono entrambe una forma di teatro che cerca un pubblico per la propria causa. Se attori violenti sono gli unici ad ottenere le prime pagine e ad attirare l'attenzione internazionale nei confronti del problema palestinese, diventa molto difficile per i leader non violenti perorare la causa nelle loro comunità che la disobbedienza civile sia una valida alternativa per migliorare la loro condizione.   Il potere dell'attenzione probabilmente non è una sorpresa per chi, tra i presenti, è genitore. Il miglior modo per far fare sempre più capricci ai figli è prestar loro attenzione la prima volta che alzano la voce. I capricci diventeranno quello che gli psicologi infantili chiamano un comportamento funzionale, dato che il bambino ha imparato che può ottenere attenzione dai genitori con il suo comportamento. I genitori possono incentivare o disincentivare il comportamento semplicemente dando o togliendo attenzione ai loro figli. Ma è così anche per gli adulti. Di fatto, il comportamento di intere comunità e paesi possono essere influenzati a seconda di dove la comunità internazionale decide di focalizzare la sua attenzione.   Credo che alla base della fine del conflitto in medio oriente e della pace ci sia la trasformazione della nonviolenza in comportamento funzionale dando molta più attenzione ai leader non violenti che oggi sono sul campo. Mentre giravo i film nei villaggi in Cisgiordania e a Gaza e a Gerusalemme Est, ho visto l'impatto che anche solo un documentario può avere nell'influenzare la trasformazione.   In un villaggio di nome Wallajeh, situato molto vicino a Gerusalemme, la comunità stava facendo fronte a una situazione molto simile a Budrus. Sarebbero stati circondati, avrebbero perso molte terre senza avere libertà di accesso né alla Cisgiordania né a Gerusalemme. Avevano utilizzato la non violenza per circa due anni, ma avevano perso la speranza visto che nessuno prestava loro attenzione. Allora abbiamo organizzato una proiezione. Una settimana dopo, hanno realizzato la manifestazione con maggiore affluenza e più disciplinata che mai. Gli organizzatori dicono che al villaggio, dopo aver visto la storia di Budrus documentata in un film, hanno sentito che c'erano persone che seguivano quello che stavano facendo, che a qualcuno importava. Quindi sono andati avanti.   Dal lato israeliano, c'è un nuovo movimento pacifico di nome Solidariot, che significa solidarietà in ebreo. I leader di questo movimento hanno usato Budrus come principale strumento di reclutamento. Dicono che gli israeliani non erano mai stati così attivi, dopo aver visto il film, capiscono il potere della nonviolenza e cominciano ad aderire alle attività. L'esempio di Wallajeh e il movimento Solidariot mostrano che anche un piccolo film indipendente a basso costo può assumere un ruolo nel trasformare la nonviolenza in un comportamento funzionale. Immaginate il potere che i grandi mezzi di comunicazione potrebbero avere se cominciassero a coprire le dimostrazioni non violente settimanali che si svolgono nei villaggi come Bil'in, Ni'lin, Wallajeh, nei quartieri di Gerusalemme come Sheikh Jarrah e Silwan – i leader non violenti diventerebbero più visibili, verrebbero valorizzati e sarebbero più efficaci nel loro lavoro.   Credo che la cosa più importante sia capire che se non prestiamo attenzione a questi tentativi, essi rimarranno invisibili, ed è come se non fossero mai accaduti. Ma ho visto in prima persona che se lo facciamo, si moltiplicheranno. Se si moltiplicano, la loro influenza crescerà in tutto il conflitto israelo-palestinese. E il loro è il tipo di influenza che può finalmente sbloccare la situazione. Questi leader hanno provato che la non violenza funziona in posti come Budrus. Diamo loro attenzione così che possano provare che funziona ovunque. 
(www.ted.com.  Ascolta e guarda le lezione)

Leggi anche  L'Unesco riconosce la Palestina





 

Parole chiave: nonviolenza palestina israele

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