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Donne



di Francesco Panaro Matarrese

Tania Brassesco fotografata da Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto

Tania Brassesco fotografata da Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto




Le donne non possono aspirare ad altro che alla famiglia e ai mestieri dello spettacolo, quasi sempre con successo. Ma sì, possono diventare galleriste, modelle per gli artisti, anche pittrici, per non ricordare il peggiore dei ruoli, ispiratrici del genio creativo maschile. Niente di più. Sicuramente le donne in arte, e mestieri che gravitano intorno alla creatività, possono fare anche altro, perfino camminare come esseri autonomi, ma devono stare parecchi passi dietro l’uomo. Va bene, c’era Ipazia nell’antichità per la scienza e la filosofia, o  Artemisia Gentileschi per la pittura, l’elenco può essere lungo fino ai giorni nostri, ma è pur sempre una goccia nell’oceano maschile.

Nel 1985 il gruppo di  dure femministe Guerrilla Girls si chiedeva, e si chiede tutt’ora, per quale diavolo di motivo le donne per esporre le proprie opere al Metropolitan Museum of Art si devono spogliare. La loro domanda era ed è: perché l’85% del già infimo 5% delle donne che espongono in quel luogo propone opere che hanno come tema il nudo femminile? Insomma, le Guerrilla accusano che le donne artiste per poter esporre al Metropolitan devono necessariamente proporre opere che abbiano come tema il corpo nudo delle donne, possibilmente i loro stessi corpi, forse per fare più scalpore e promuovere meglio l'esposizione, oppure esclusivamente per spirito di potere maschista. 

La  ricerca dell’organizzazione britannica UK Feminista dice – giusto per dare alcune percentuali – che solo tre donne hanno vinto il Turner Prize di arte contemporanea in 27 anni; che l’83% degli espositori alla Tate Modern sono uomini; il 78% dei partecipanti al premio di saggistica Samuel Johnson degli ultimi dieci anni sono stati uomini, con una percentuale superiore al 70% di maschi vincitori; per non ricordare che il 71% delle rappresentazioni di musica e spettacolo al festival di Glastombury sono state di autori maschili; uomini sono stati anche il 70% i vincitori degli ultimi dieci anni del premio Costa novel; senza dimenticare che poco più del 7% del riconoscimento Bafta per le migliori sceneggiature del cinema e della televisione è andato alle donne; intanto rimane fermo ad un altro 7% il numero delle registe; e solo l’1,6% conducono i concerti Proms alla Royal Albert Hall.

Un quadro d’autore di vero ostruzionismo maschile anche qui, in questo campo, oltre a quelli in cui fanno finta di discutere tutti i giorni le addette e gli addetti ai lavori. È  una maggioranza femminile, silenziosa, che sembra aver perso la coscienza degli anni in cui diceva di voler  prendere coscienza. Passato il periodo rumoroso e colorato delle rivendicazioni dei diritti, le donne sono tornate ad essere macchie di luce con i loro corpi nudi, bianchi ed eterei fra uomini vestiti  di nero, proprio come le costruzioni pittoriche degl’impressionisti francesi dell’Ottocento, come “La colazione sull’erba” di Manet per intenderci, un artificio creativo necessario al quadro, una silhouette  che ripropone la femminilità  femmina dell’immaginario maschile, per giunta.

Parole chiave: francesco panaro matarrese guerrilla girls femminismo

COMMENTI

Sono presenti 27 commenti per questo articolo

Mcbett (utente non registrato)
..... ... la gatta ha camminato sulla tastiera e ha confermato quello che dico...
il 28 Gennaio 2011

Silvia (utente non registrato)
Superbo articolo. Grazie, Francesco. La cosa più triste, particolarmente in Italia, è la presa di coscienza da parte delle donne. Consiglio il seguente articolo: Jamieson, L. 1999: "Intimacy transformed: a crtical look at the 'pure relationship'", Sociology, Vol. 33, pp. 477-94. Pur essendo un po' estremo, ha dei punti di forza notevoli. Come ho commentato su FB, la paura delle relazioni e dell'intimità a volte porta l'uomo a desiderare di ingabbiare la donna, e a non accettarla e a temerla se è brillante, attiva, aperta. E le donne, a loro volta, danno per scontato che essere remissive e in ombra sia cosa buona e giusta. Questo, lungi dal creare relazioni costruttive, porta a un'intimità stanca e di facciata.
il 28 Gennaio 2011

Renata Guarini
Bello come tutti i tuoi pezzi, ma stasera mi sento proprio una stella che brilla di luce propria. Grazie
il 28 Gennaio 2011

Guido Corazziari (utente non registrato)
Un quadro malinconico e vero della realtà, quello che con le tue parole hai dipinto Francesco! Eppure sono certo che come noi tantissimi altri uomini sentono un debito di riconoscenza ed una fascinazione estrema per l'intelligenza delle donne, una attrazione pari e a volte superiore a quella del loro corpo. E' solo forse un "enorme" problema di insicurezza che ferma il nostro/loro cammino verso la parità, condizione necessaria, ma non sufficente, alla nostra felicità o almeno serenità. Avere accanto qualcuno che sentiamo come "inferiore" corrompe la nostra dignità di esseri umani e spesso ci rende la vita noiosa, avere qualcuno che riteniamo a noi "superiore", altrettanto ci costa fatica e, pur stimolando il meglio di noi, spesso ci porta all' infelicità. Non solo le donne devono risvegliare la loro coscienza, ma sopratutto noi uomini dobbiamo aiutarle.  
il 29 Gennaio 2011

Annamaria Di Ciommo
Perchè?  E' da quando ho iniziato a notare le differenze di trattamento tra me e mio fratello che me lo domando senza trovare risposta. Ciò che più mi irritava era che la disparità di trattamento provenisse, in modo più evidente, prorpio dalle donne della mia famiglia. Mi sono sempre ribellata nel mio piccolo mondo, ma la rabbia permaneva per giorni proprio perchè non capivo come mai fossero prorpio le donne a fare distinzioni odiose. Anche la frase ricorrente degli uomini era "...ma tu sei una femminuccia", però da loro me l'aspettavo. Ma come potevano quelle donne non capire...non a caso il mio urlo di battaglia :))) era "anche tu sei femmina". Continuo a cercare una risposta. Grazie Francesco.
il 29 Gennaio 2011

Mcbett (utente non registrato)
http://www.youtube.com/watch?v=GCQX30-1UJI
il 30 Gennaio 2011

Paola Pistolesi (utente non registrato)
Grazie Francesco! Sono certa che alcuni uomini (solo alcuni fortunatamente)vivono la loro esistenza relegando la donna in ruoli a loro molto congeniali,le donne (solo alcune fortunatamente)ritengono che questo sia giusto.Ho sentito uomini considerare "degne di rispetto"solo le loro mamme e le loro sorelle,senza che queste facessero loro un contraddittorio.Ho sentito donne avallare opinioni poco carine sulle donne,come se questo le facesse apprezzare di più dai loro uomini. Sono certa che tutto questo accade per paura della diversità,E' una grande prova di maturità accettare il diverso da noi,apprezzare questa diversità,amare questa diversità.Per fortuna ho avuto ed ho intorno a me uomini "evoluti" e donne "evolute"che non si fanno costringere in ruoli paralizzanti. Ciao Francesco è sempre un piacere leggerti :)
il 30 Gennaio 2011

Marialaura (utente non registrato)
...proprio l'altro giorno in una libreria ho conosciuto un signore che con estrema gentilezza mi ha chiesto se potevo posare per lui per un ritratto...che avremmo fatto nella stessa biblioteca, spiegandomi che da tempo ormai non dipingeva più e desiderava riprendere, per lui in quel momento rappresentavo la sua musa ispiratrice, compito quanto mai gravoso per me insicura anche se estroversa...inutile spiegarvi come pregiudizi e stereotipi mi hanno assalito...(forse a ragione...forse no) quanto sarebbe bello poter donare la propria luce senza rischiare di finere poi nell'ombra che ogni luce crea...
il 31 Gennaio 2011

Maggie (utente non registrato)
mi piace questo articolo. bello e lo metto sul mio face. donna guerrilla
il 31 Gennaio 2011

Mariella Palana (utente non registrato)
tutto vero, questo mondo è a misura di maschio e tanto più i maschi si sentono minacciati dal"femminino" tanto più tentano di relegare le donne a ruoli di cortigiane o di "inferiori" nell'ambito lavorativo. E ahimè, ci riescono! Tante donne però sono forti e se ne fregano del giudizio maschile, tante donne hanno tempra e resistenza sconosciute agli uomini, sono quelle donne che potrebbero, se decidessero di farlo, ribaltare il mondo e renderlo un nuovo matriarcato con le amazzoni a difesa di regole nuove.   Se al mondo le regole fossero stabilite dalle donne madri, la Terra sarebbe un luogo più divertente.
il 31 Gennaio 2011

Giulia (utente non registrato)
Sono nata donna e sono stata punita da mia madre, da subito, per questo. La sua era una famiglia patriarcale, lei unica femmina di quattro fratelli. Tutta la vita a servirli, questo voleva mia nonna.  Era normale. Per mia madre è ancora normale essere schiavizzate dal fratello, dal marito. La sua vita ha sempre girato intorno a mio fratello. Ha vissuto solo per lui. Vive per lui anche ora che è malata, che ha l'alzheimer. Non dorme se prima non si è accertata che mio fratello sia coperto bene. Di noi figlie femmine non ricorda neppure il nome.
il primo Febbraio 2011

Roberta Aquilini (utente non registrato)
Interessante articolo anche se mi sento come Renata..o meglio credo dovremmo imparare a brillare di luce propria sempre noi donne anche se quella luce pochi saranno capaci di intravedere o cogliere, la visione prepotente maschile del mondo ha si è imposta anche sulle donne e sradicare ciò è cosa ardua, a volte ho pensato impossibile. Ricordo, qualche anno fà, mi trovavo in un locale ed una donna esordì dicendo: le donne sono più cattive degli uomini...detto da una donna...mi colpì amaramente, mi risvegliai dal sogno della solidarietà femminile che nelle mie amicizie avevo vissuto fino ad allora....cominciai a guardarmi intorno e vidi donne rampanti, donne che davano la priorità al figlio maschio, donne? Eppure le donne nella storia hanno dimostrato coraggio, io credo fermamente in questo, se le donne riuscessero a riappropriarsi del proprio modo di essere...non si facessero fagogitare dalla prepotenza maschile, bè allora avremmo più donne donne e non unicamente muse, schiave....o della serie ogni donna si siede sulla propria fortuna ogni giorno e non lo sa....avremmo donne che sanno questo e proprio per questo si rifiuterebbero di farsi mercificare dal potente.  
il 2 Febbraio 2011

Antonella Iurilli Duhamel
sono d’accordo con coloro che non vedono nelle donne , compreso nelle artiste, l'aspetto vittima. Gli  uomini in primo piano anche nei musei sono solo la punta dell'iceberg di un processo in atto da moltissimo tempo  dove natura e corpo hanno gradualmente  avuto la peggio, divenendo sempre piu separati , sminuiti soggetti al potere della tecnologia, del piu forte.
Le donne quanto gli uomini non sono  poi del tutto incapaci di fare ricorso al loro potere, certo lo esplicano spesso in maniera piu sotterranea, distorta astuta, ma sicuramente non meno efficiente,
Se poi  guardiamo a quanto accade nel mondo artistico vedremo che sempre più spesso assistiamo al fenomeno di donne artiste che rappresentano se stesse in pose decisamente degradanti.

German Geer da attenta osservatrice delle tematiche legate al ruolo sessuale femminile  ha recentemente puntato il dito sulla irrefrenabile tentazione da parte di molte artiste di di esibire il proprio corpo in termini essenzialmente di oggetto sessuale. Ci sarebbe d chiedersi come mai sia cosi frequente il caso di donne artiste  che di certo non rappresentano le proprie rughe o il loro corpo naturale soggetto al lavoro del tempo e della legge di gravità ma solo quelle parti che sembrano appena scolpite dal chirurgo plastico e non certo dal tempo o dall emozioni.
Come mai le donne, dopo essere state usate per secoli come modelli passivi, sono divenute quelle artiste soggetto che nello stesso tempo ricorrono al proprio corpo come modello-oggetto?

Alcuni potrebbero dire che questo fenomeno rientra nella tradizione dell’autoritratto femminile che comincia ad affermarsi sin dal XVIII secolo in Francia, ricordiamoper esempio Vigee-Le Brun, mai stanca di ritrarre se stessa . Poi abbiamo avuto Angelika Kauffmann, altrettanto centrata sulla propria autorappresentazione, senza parlare di Friha Khalo il cui lavoro eccellente è in massima parte una celebrazione degli eventi salienti della sua vita traumatizzata.

Ma è negli anni ’60 con la “performance art” che abbiamo un mare di artiste che cominciano a fare stripping tease, basti pensar e a Carolee Schneeman.

La questione sollevata da Germain Greer è: Perché sempre più artiste ricorrono alla propria carne? Perché ci sono artiste che utilizzano esclusivamente il proprio corpo come soggetto del proprio lavoro? Quale è il confine tra esibizionismo e Arte?
il 23 Febbraio 2011

Milly (utente non registrato)
ma povere donne!!!! come siamo messe male!!!!
ringrazio mio padre per avermi amata e cresciuta come una "persona", facendomi capire che non si deve mai accettare di essere giudicati per quello che si è fuori ma per quello che si ha dentro... e mai accettare di essere umiliati ed oppressi!!
un femminista ante litteram
certo esistono pessimi uomini e pessime donne....
anche donne ammaschiate o di un maschilismo disgustoso, che a volte spacciano per femminismo.... femministe che si comportano come maschi imbecilli e pensano che sia un modo per emanciparsi.....
e quelle che vanno a vedere lo strip maschile....
ma penso che esistano uomini come mio padre e donne altrettanto civili!!!
quello che veramente trovo ridicolo è che nel terzo millennio ancora si discuta di appartenenze sessuate....  quando ormai è scientificamente evidente che non esistono i "2 sessi" ma solo apparenze personali con tendenze estremamente variabili e personalità in continuo cambiamento.... che ci ostiniamo a chiamare "maschile" e "femminile" persino in psicologia una donna particolarmente dura e cinica, alle volte solo perchè provata dalla vita, viene definita con carattere "maschile"....
quasi fosse una lista di "bravi e cattivi" sulla lavagna di una scuola di folli.....
dov'è quel futuro civile che s'immaginava nel secolo scorso???
forse solo nei telefilm di fantascienza....
per inciso vorrei far notare che la maggior parte dei traumi del MASCHIO sono legati, più o meno direttamente, al maschilismo imperante....
mentre noi prendiamo coscienza, loro soccombono.... a se stessi....
non è ancora arrivata l'ora di cambiare una mentalità così inutile e distruttiva per tutta l'umanità?????
il 16 Giugno 2011

Eli Mcbett
ci sono dei passaggi che riguardano l'emancipazione della donna - ma anche dell'uomo - che si riferiscono anche alla nuditá e al nudismo e che possono essere considerti conquiste, altri che sono invece strumentalizzazioni del corpo femminile in atto da sempre e sono segni di schiavitú. Come artista e individuo libero anche io sono passata attraverso questi passaggi. Prendendo delle posizioni precise, inizialmente, in gioventú e nei periodi di massima "bellezza", dunque di facuile uso del corpo, ho rifiutato complessivamente il ritratto del corpo nel suo complesso come qualcosa di non rappresentativo della persona, e anche non ho mai "posato per fotografie" in quanto il corpo é inevitabilmente destinato ad una trasformazione totale, seppure nella mia quoditianeita abbia semprea ssunto la nudita come una condizione naturale della persona e dunque non ho mai esitato a girare nuda quando al sole e al caldo. Raggiunta una certa maturitá ho avuto la necessitá di sperimentare questo ruolo di oggetto fisico e ho posato per dei gruppi di pittori come modella, ma non ho mai accettato di farlo per foografi, in quanto il disegno e la pittura portano certamente un'immagine differente del corpo, di quanto - vuoi non vuoi - faccia la fotografia anche la piú artistica. Alcune immagini artistiche usate per alcune presentazioni non sono mai state proposte pubblicamente, ma al contrario ho presentato anni fa uno spettacolo contro la guerra in cui era protagonista il mio corpo "nudo" e la qual cosa ha portato un forte riscontro, contrastanti dibattiti, conraddizioni e discussioni, nonché una recenzione censoria e ipercrtica da parte dell'Irishtimes che io ed altri abbiamo ribattuto e la mia conseguente apertura mentale su quelli che sono i grandi limiti ancora imposti dalla societá maschile attuale che crea degli stereotipi e delle false forme d apertura incredibili. Durante quello spettacolo ebbi una corrispondenza abbastanza esaustiva con l'allora rappresentante dell'associazione Irlanda-palestina per avere un'opinionedi cosa avrebbe pensato la gente in guerra in medio-oriente di uno spettacolo del genere e la discussione fu estremamente illuminante.

il 17 Giugno 2011

Eli Mcbett
Non é stato affatto il nudo di per sé a generare la mia crescita, ma il contesto ricco e dibattuto e le cosneguenze all'interno di un ambito specifico che sono stae molto importanti per me.
Al di la di questo credo che l'esplorazione del corpo non vada solamente nella direzione delle donne, grandi fotografi si sono cimentati in importanti nudi di corpi maschili e le posizioni sono individuali e legittime tutte.
Dunque terrei fuori l'arte dal discorso della mercificazione. Seppure Nike de Saintphalle abbia realizzato con Tinguel¥ HOn, che significa lei, e che é una figura gigantesca di una donna incinta a gambe aperte che si penetra dalla vagina, non credo che lei abbia mai dovuto esibirsi nuda né che questa meravigliosa installazione sia stata oggetto di speculazione sul corpo delle donne.
Conosco diverse artiste donne, contemporanee. alcune amiche - io fra queste - che amano lavorare sul corpo maschile, in quanto é ció che ad esse corrisponde maggiormente e ne sono interpreti senza bisogno di sessualizzare le immagini e senza per questo pensare di esaltare la figura del maschio o della sessualitá maschile, ma solo possibilmente liberandolo da quel ruolo di fautore dell'arte e riportandolo come nell'antichitá anche ad essere parte della bellezza universale degli esseri viventi. Questa idea della bellezza maschile si é molto perduta, all'interno di un pensiero debole maschilista che identifica il bell'uomo come il non uomo o l'effemminato o lo stupido. Allo stesso tempo la forza che abbiamo della nostra esistenza materiale é tutta nel nostro fisico e dunque se ce ne vergognamo o se crediamo di doverci modellare secondo canoni prestabiliti é un po' come non credere in noi stessi. Io penso che un po' da questosenso d'inferiorita nasce la tendenza misogina degli uomini a bacchettare le donne troppo confidenti. Invece un corpo, in qualsiasi stato esso si trovi, anche malridotto e deformato ed a qualsiasi etá, é sempre bello, cosí come un albero é sempre bello, una montagna é sempre bella, il mare é sempre bello... forse esagero, ma spero ci si capisca sul punto a cui sto cercando di tendere...
il 17 Giugno 2011

Emmalisa (utente non registrato)
interessanti tutti i commenti è sempre un piacere leggere..qui... grazie Francesco
 
il primo Agosto 2011

Donne (utente non registrato)
E la donna con la donna? Come si comporta? Scusate, ma prima di parlare di maschilismo parliamo di misoginia tra donne. Questo è il punto su cui focalizzare riflessioni e critiche, perchè da sempre ed in alta %, la peggior nemica di una donna è un altra donna. E non c'è istruzione che tenga. Donne che manipolano, donne che invidiose si mordono il labbro  di fronte alla diversità dell'atra donna, inconsapevoli di farlo o di invidiare chissà chè; donne che fanno vedere la punta della lingua se ti servono al bar e non ti guardano ne parlano. Donne che mentono per fare danni ad altre donne; donne che si mandano da sole dei fiori per farti veder che hanno uno che le vede.
Personalmente io di molte donne conosco l'invidia e la stupidità, che alla mia gentilezza nei loro confronti mi prendevano per lesbica. E non credo di essere sfortunata, le donne con le donne sono frequentemente delle stronze galattiche. A meno che non ti considerino inferiore a loro per qualche cosa, allora si impietosiscono, e subentra il loro spirito salvifico. Allora, prima di parlare male degli uomini, che di certo la maggior parte delle volte se le meritano queste tipologie di donne, fate tutte un autocritica per favore, e ditemi se non avete mai danneggiato un altra donna per qualche motivo idiota.
il 26 Agosto 2011

Viviana Governi (utente non registrato)
la donna è la peggiore collega, cercherà di fregarti il posto, è la peggiore amica, cercherà di fregarti il marito, ed in amore è quella più cattiva perchè tradisce per il gusto di tradire, con premeditazione e cattiveria, l'uomo lo fa soltanto per ingenuità e per il gusto della sola avventura!!  L'uomo perdona, la donna perdona, ma non dimentica..
il 28 Agosto 2011

Donne (utente non registrato)
Insomma mi aspettavo una replica positiva, del tipo, no ma cosa scrivi non sono tutte così, generalizzi, ci sono anche vere amiche e compagne sincere, ma ahimè invece Viviana aggiunge e dettaglia.. 
il 28 Agosto 2011

Anna Santoriello
Carissime finchè non usciamo allo scoperto la vedo dura. L'uomo ha da sempre attuato il "dividi et impera" mettendoci l'una contro l'altra. Noi li abbiamo lasciati fare. Viviana parli per luoghi comuni quelli che ci danneggiano maggiormente. La vedo dura, la caccia alle streghe non è mai finita. Il rogo e i patibolo sono duri da sopprimere.
il 20 Settembre 2011

Faebi (utente non registrato)
Donne e Viviana, conosco tantissime persone arriviste, senza scrupoli e stronze.
Persone: uomini o donne. Forse perdonate agli uomini difetti che per le donne sono imperdonabili, il substrato culturare ed educativo della lotta inter nos è difficile da combattere. Forse frequentate soprattutto donne e non siete arrivate a conoscere i medesimi lati negativi presenti in egual misura negli uomini.

Il vero problema è che la questione non è ancora sentita a livello sociale da tutti. Cresciamo in un mondo maschile di valori maschili, con preconcetti che noi stesse adottiamo e non ci accorgiamo nemmeno di avere.

Ho delle amiche - 30enni, nel fiore della modernità - che ammettono che il loro uomo (ingegneri con stipendi più alti del loro e concrete possibilità di fare carriera) non sappia accendere una lavatrice.
Sembra che siamo state create per essere solo mogli, amanti, madri. Peccato che anche nell'arte, per emanciparsi da queste figurine in cui siamo chiuse, pensino sia necessario diventare oggetto sessuale.

quando ci svegliamo?
www.aspettative.ilcannocchiale.it
il 23 Settembre 2011

Viviana Governi (utente non registrato)
mi dispiace avere scatenato la discussione.Ho 64 anni, sono stata moglie e sono oggi madre, nonna felice con un nuovo compagno. Posso dire di essere diventata più attenta, non saggia, visto che la vita mi ha fatto fare varie esperienze.Oggi la mia mano non ha ferite quindi il veleno non potrebbe uccidermi (come dice il Budda) Ho sbagliato, ho pagato, e sono cocnvinta che noi donne dovremo riflettere meglio sul nostro ruolo unico,  proprio perchè possiamo mettere al mondo un figlio!! L'uomo deve fare la sua parte..I casini di oggi si accentuano perchè i ruoli non sono rispettati! Sono sempre più convinta che, come ci sono tanti ''piccoli-uomini'''' ci sono anche purtroppo tante ''donnette''!! Esistono sì molte donne in gamba..vedi la Rita Montalcini..ma giustamente lei ha sacrificato la famiglia per l'amore dei suoi studi.. Lei non è un corpo, è una mente!!La donna dovrebbe proprio fare ciò che sa fare meglio, la mamma, la moglie, l'amante, l'amica del suo ''Uomo''...Vi saluto tutte con tanto affetto.
il 10 Ottobre 2011

Ivana Malpede
La donna rimane una garbata ossatura; armoniosa e incastrata nella società: la donna che vive grazie al desiderio che suscita nell’uomo. E'tutto ciò che accade sotto gli organi di senso.
Il nostro sottosuolo? Davvero,  la mamma, la moglie, l'amante, l'amica del suo "Uomo"?  Perché libere non siamo; ma finte indignate, fragili cacciatrici d’inesaudite preghiere. Selvaggiamente tagliate fuori dal mondo, dalle parole dell'mpensabile visibile, castrate dagli stregoni; la nostra infanzia é una brutta storia, una macchia di luce nuda dove la richiesta é un trasferimento di corpo; un addebito doloroso e un credito che non riscuoteremo mai. E' una cornice spoglia negli anni, é una voce solitaria, é un quadro di smarrimento e i colori e la materia mai sufficienti per porti davanti all’ego maschile.

il 22 Marzo 2012

Alfredo (utente non registrato)
http://www.irishcentral.com/story/ent/manhattan_diary/what-catholic-ireland-did-to-women-who-did-not-conform---ostracized-worked-hard-and-lonely-deaths-161545935.html
il 7 Luglio 2012

Ivana Malpede
http://www.undo.net/it/mostra/146421 Ci siamo, ci siamo. Impolverate e solitarie, con la voce rotonda che si spezza e prende tempo; una scrittura visionaria che rende reali tutte le ombre appena appena sfocate.
il 21 Novembre 2012

Patrizia Fregonese De Filippo
leggo solo ora queste mails - due anni dopo -  e mi rammarico tanto di sentir parlare in modo così dispregiativo delle donne da altre donne. Chissà se vale la pena di riprendere la questione. Prima di tutto non dovremmo denigrarci. Prima di tutto non dovremmo proprio dire che una donna ci tradirà, ruberà il marito o il lavoro. Perchè un uomo no? Non si tratta di genere, maschile o femminile,  si tratta di esseri umani e quindi imperfetti, a volte bugiardi/e, a volte ladri/e, anche d'amore, forse perchè non lo si ha, a volte  però c'è chi ti aiuta, ti ama, ti sostiene, uomo o donna che sia e non ti tradisce. Il punto è: tu che hai dentro? Se hai dolo  livore incontrerai solo livore.  Noi donne ci meritiamo tutto, esattamente come gli uomini. In positivo e in negativo.  Se pensiamo che solo nel 1860 una donna è potuta entrare a far parte  per la prima volta della Royal Academy of Arts.. Ci rendiamo contro del problema delle donne nell'arte. Allora, per prima cosa, siamo solidali fra noi e aiutiamoci, chissà che non ci riesca di milgiorare...per il resto, la Levi Montalcini è un genio che è riuscito, chissà quanti ce ne sono che non riescono...? La vita è fatta anche di fortuna, oltreche determinazione. Magari ci sono delle mamme che fanno solo  le mamme (magari la mamma della <montalcini?) che sono dei geni e non colgono l'opportunità...nulla è scontato.
il 14 Giugno alle 18.55

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