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El presidente diferente



di Francesco Panaro

Più chiaramente: il mondo oggi ha gli elementi materiali

per rendere possibile che 7-8 mili ardi di persone possano avere lo stesso grado di consumo e di spreco che hanno le più opulente società occidentali? Sarà possibile? O dovremo fare un giorno un altro tipo di discussione?
 
Perché abbiamo creato una civilizzazione, quella in cui siamo, figlia del mercato, figlia della concorrenza e che ha prodotto un progresso materiale portentoso ed esplosivo. Però quello che era economia di mercato ha creato società di mercato! E ci ha prodotto questa globalizzazione, che significa guardare a tutto il pianeta! Stiamo governando la globalizzazione o la globalizzazione governa noi? È possibile parlare di solidarietà e che “siamo tutti uniti”, in un’economia basata sulla concorrenza spietata? Fin dove arriva la nostra fratellanza?
 
Nulla di questo lo dico per negare l’importanza di questo evento, no, è il contrario!
La sfida che abbiamo davanti è di una portata colossale e la grande crisi… non è ecologica, è politica! L’uomo non governa oggi la forze che ha scatenato; fino a quando le forze che ha scatenato governano l’uomo e la vita!
 
Perché non veniamo sul pianeta per svilupparci in termini generali, veniamo alla vita cercando di essere felici. Perché la vita è corta e ci va via. E nessun bene vale come la vita, e questo è elementare. Però se la vita mi va a sfuggire, lavorando e lavorando per consumare un “plus”, e la società del consumo è il motore!
 
Perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, o se si ferma, si ferma l’economia, e se si ferma l’economia, è il fantasma della stagnazione per ognuno di noi. Però questo iper-consumo a sua volta, è quello che sta assalendo il pianeta! E deve generare, questo iper-consumo, cose che durano poco, perché si deve vendere tanto!
 
E una lampadina elettrica non può durare più di 1000 ore accesa. Ma ci sono lampadine che possono durare 100.000… 200.000 ore! Però queste non si possono fare! Perché il problema è il mercato, perché dobbiamo lavorare e dobbiamo avere una civilizzazione di uso e smaltimento! E siamo in un circolo vizioso!
 
Questi sono problemi di carattere politico! Che ci stanno indicando la necessità di iniziare a lottare per un’altra cultura. Non si tratta di tornare all’uomo delle caverne, né di avere un “monumento dell’arretratezza”. È che non possiamo indefinitamente continuare ad essere governati dal mercato , ma che dobbiamo governare il mercato!
 
Per questo dico che il problema è di carattere politico… è nel mio umile modo di pensare. Perché i pensatori antichi definivano, Epicuro, Seneca, gli  Aymara , “Povero non è chi possiede poco, ma veramente povero è chi necessita infinitamente tanto”… e desidera, e desidera... e desidera sempre di più.
Questa è una chiave di carattere culturale.
 
Quindi saluto lo sforzo e gli accordi che si fanno. E lo accompagno, come governante. Perché so che alcune delle cose che sto dicendo “stridono”. Però dobbiamo renderci conto che la crisi dell’acqua, che la crisi dell’aggressione ambientale, non è una causa. La causa è il modello di civilizzazione che abbiamo costruito. E ciò che dobbiamo rivedere è il nostro modo di vivere!
 
Perché? Appartengo ad un piccolo paese, molto ben dotato di risorse naturali per vivere. Nel mio paese ci sono 3 milioni di abitanti, poco più, 3 milioni e 200... Però ci sono 13 milioni di vacche delle migliori al mondo! E un 8-10 milioni di ovini stupendi! Il mio paese è esportatore di cibo, di latticini, di carne. E’ una pianura, quasi il 90% del suo territorio è utilizzabile.
 
I miei compagni lavoratori lottarono molto per le 8 ore di lavoro e ora stanno ottenendo 6 ore! Però chi ottiene 6 ore ottiene due lavori pertanto lavora più di prima. Perché? Perché deve pagare un mucchio di rate: il motorino che ha comprato... l’automobilina che ha comprato... E paga rate! E paga rate! E quando arrivi ad estinguere è un vecchio reumatico come me, e la vita gli va via!

E uno si fa questa domanda: è questo il destino della vita umana?
Queste cose sono molto elementari. Lo sviluppo non può essere contro la felicità! Deve essere a favore della felicità umana! Dell’amore! Della terra! Delle relazioni umane! Di prendersi cura dei figli! Di avere amici! Di avere l’elementare!
Precisamente. Perché questo è il tesoro più importante che hanno. Quando lottiamo per un ambiente migliore, il primo elemento dell’ambiente si chiama “la felicità umana”. Grazie».

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Parole chiave: francesco panaro josé mujica sviluppo ambiente uruguay

COMMENTI

Sono presenti 1 commenti per questo articolo

Giovanni Lembo
Fossero tutti i presidenti come mujica...che persona eccezionale
il 5 Gennaio 2013

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