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Filosofi anonimi



Di Carlo Penco

Nottolina di Minerva

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Era Aristotele che era un genio o sono gli ingegneri che sono un po’ ignoranti? era la domanda che ci ponevamo noi  filosofi a un convegno negli anni ’80 dove si presentava CYC, l’enorme base di conoscenza informatizzata. Gli ingegneri del CYC avevano individuato, intrecciando centinaia di migliaia di dati, alcune categorie generali:  tempo, luogo, relazione, azione, situazione… Perbacco: avevano  scoperto qualcosa come le categorie aristoteliche (…più o meno). Solo che Aristotele le aveva pensate ragionandoci sopra, gli ingegneri le avevano “estratte” empiricamente da un incrocio di dati.
 
Però, e non solo da CYC in poi, gli ingegneri si sono dedicati a fare ontologie, sia ontologie regionali, sia ontologie generali. Rubano il mestiere ai filosofi? Stanno facendo filosofia senza saperlo? Per Roberto Casati probabilmente sì, perché nelle loro discussioni – oltre a costruire sistemi che dovrebbero funzionare – cercano di mettersi d’accordo su come organizzare i concetti: fanno opera di “negoziazione concettuale”.
 
In Prima lezione di filosofia infatti Casati sostiene una tesi su cosa è la filosofia: la filosofia è l’attività di negoziazione  concettuale (basata ovviamente sull’analisi costi/benefici) e il filosofo è un negoziatore concettuale. In un ambiente in cui il mercato è tutto – come ci insegnano i nostri economisti e i nostri primi ministri – l’idea che far filosofia sia “negoziare” sulla base di “costi e benefici” calza a pennello.
 
Poi vado a vedere gli esempi di negoziazione concettuale – che dovrebbero essere appunto esempi di filosofia: la discussione sulla definizione di matrimonio per la costituzione italiana, discussione che ha coinvolto  Aldo Moro, Lelio Basso, Giorgio La Pira, Palmiro Togliatti, Giuseppe Dossetti  e altri (una discussione divertente e istruttiva che ci riporta all’epoca dei grandi politici che ci hanno dato la costituzione repubblicana). E poi la discussione di avvocati in un tribunale statunitense sul problema se considerare un certo oggetto un’opera d’arte oppure un utensile (e quindi far pagare o meno una tassa per iportazione di utensili da cucina). Ecco i filosofi paradigmatici: politici e avvocati.
 
Mi è venuto così in mente il teologo Karl Rahner che sosteneva la tesi dei “cristiani anonimi”. Tutti sanno che ci sono persone buone e giuste al mondo, ma si dice “extra Ecclesia nulla salus” (fuori della Chiesa non c’è salvezza). Come possono salvarsi le persone buone e giuste? Ecco la risposta: queste persone buone e giuste sono cristiani, ma non lo sanno. E’ solo semplice ignoranza la loro: sono “cristiani anonimi”. Ma davvero, se lo sapessero, si considerebbero “cristiani”?

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Parole chiave: filosofia

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