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I finti indignati



di Gad Lerner

I bugiardi di ieri si mascherano oggi da difensori degli interessi del popolo contro la speculazione finanziaria, gridando alla congiura plutocratico-massonica. Ma la crisi ha fatto emergere tutta la loro inadeguatezza. Se c’è una élite internazionale che decide le sorti del mondo, serve una contro-élite di analoga competenza. Gli ultimi che possono protestare contro il commissariamento della democrazia sono i parlamentari che, a larghissima maggioranza, hanno tributato la fiducia ai nuovi governi simultanei avvicendatisi in Italia e in Grecia, sotto la presidenza di tecnocrati di indubbio valore, come Mario Monti e Lucas Papademos. Non riesco a prendere sul serio chi, per esempio, ha votato la mozione “Ruby nipote di Mubarak”, e poi s’è messo il lutto al braccio venerdì 18 novembre scorso, quando gli è stato sottoposto il programma dell’austerità.

    Erano bugiardi ieri quando mentivano in difesa di Berlusconi, sono bugiardi oggi quando fingono di voler difendere gli interessi del popolo dalle mire della speculazione internazionale.

  Su una rivista missionaria non si potrà certo spacciare la demagogia patriottarda di bassa lega (con la minuscola o con la maiuscola, fate voi). Che si facciano largo dentro la crisi del sistema occidentale personalità cosmopolite, formatesi nelle istituzioni politiche e finanziarie sovranazionali, è naturale, ed è pure benefico. La sorte di ogni singola nazione attraversata dalla bufera dei debiti sovrani è indissolubilmente legata a quella dei suoi partner. Perfino la Germania sta rendendosi conto, a malincuore, quanto la danneggi la disunione europea. Il populismo di destra è in grado di esprimere solo leadership periferiche destinate all’impotenza; mentre il richiamo del movimento di protesta giovanile contro l’ingiustizia della grande finanza, deriva proprio dalla sua visione globale, ben oltre i limiti angusti del provincialismo.

  Se c’è una élite internazionale che si frequenta nei vertici delle sigle divenute oggetto del malcontento popolare, va favorita la rapida formazione di una contro-élite di analoga competenza sovranazionale. In parte sta già accadendo. Ma certo non è rinserrandosi nei confini delle singole patrie che si difendono le vittime della Grande Depressione.

  Non sto proponendo di attenuare la carica critica nei confronti delle ricette dei tecnocrati. Ma, semmai, di stare in guardia quando gridano allo scippo della democrazia, con annessa congiura plutocratico-massonica, i medesimi personaggi che trovavano conveniente fino a ieri affidare il governo del paese a un miliardario ex affiliato a una loggia segreta, sorretto da un parlamento di nominati. Gli stessi che ora blaterano di dittatura, senza però avere neppure il coraggio di bloccare l’azione del governo Monti. Perché non osano? Perché la crisi li ha letteralmente storditi, ne ha fatto emergere la plateale inadeguatezza, e sperano che i tecnocrati tolgano loro le castagne dal fuoco, per poi ritornare a fare i propri comodi. Davvero non ne sentiamo la mancanza.  (Nigrizia)  


COMMENTI

Sono presenti 4 commenti per questo articolo

Pio Antonio Caso
I pseudoindignati di oggi mi richiama alla memoria l'invocata indignazione di Camilla Cederna per "le rughe del Leone": poi si scoprì che il buon Giovanni era innocente! 
l'8 Dicembre 2011

Alfredo (utente non registrato)
competenza... una di quelle parole che sembra si possa fare senza... (certamente nel nuovo millennio non l'aveva nominata piú nessuno, ma anche prima aveva giå perso popolaritå)
l'8 Dicembre 2011

Bluepino (utente non registrato)
Ho sempre presente, in particolare quando leggo codesti pseudo-articoli, l'sola di Pasqua ...(rapanui ?) ...e la voglia irrefrenabile di navigare verso l'isola che non c'è. Poi mi tranquillizzo pensando alle nuove albe che non vedrò ma, ci saranno cmq a prescindere (da credente). 
l'8 Dicembre 2011

Guido (utente non registrato)
Io penso che Lerner abbia fatto bene a rammentarci che in parlamento esistono falsi ed ipocriti indignati votivendoli, uomini e donne senza scrupoli nè dignità, capaci di rendere "bene per il Paese" le acrobazie dei legulei e dei violatori di minorenni in attesa di giusto esito processuale. Sappiamo bene in cosa consista la levatura intellettuale e morale dell'attuale Parlamento. Certo, in quanto espressione della volontà popolare esso non può affatto essere paragonato alla porcata da cui deriva, perché, anche in presenza di porcellum, sempre di sovranità popolare (magari un po' limitata, direi) si tratta. C'è chi potrebbe ritenere che se nell'urna s'appalesava il porcellum, la mano che infilava la scheda era del coglioncellus, ma, soprattutto adesso, sarebbe solo sterile e aristocratica polemica. La volontà popolare è, punto e basta. Ma Lerner è persona di finezza intellettuale tale da saper bene che il punto oggi non è tanto chi e che cosa faccia dentro il Parlamento, quanto cosa fuori da esso si pensi e cosa si faccia o s'abbia intenzione di fare. Non intendo seguire la dinamica dell'indignazione nè dentro (quella della Fornero, per esmpio, dovremmo ritenerla una semindignazione?) nè fuori dal parlamento, ma il giuoco delle parti, le pressioni delle loro Emittenze e delle loro Santità, delle loro Evasioni e delle loro Belligeranze rendono odiosa questa manovra e gli intenti dei parlamentari disposti a votarla, non di quelli indegnamente indignati. La democrazia non è in pericolo perché le nostre aule sfornano mortadellai danzanti e sorridenti o deprimenti responsabili col lutto al braccio e in posa da squadraccia fascista, i nostri diritti traballano e crollano, senza che ce ne accorgiamo, perché viene raschiato il fondo del pubblico (pure tradizionalmente abbastanza indegno) del nostro Paese, perché una pensione vale meno d'un nuovo caccia bombardiere e mia nonna più d'un padrone, un asilo nido meno d'un evasore e un ospedale meno d'un'azienda di Stato ... della Chiesa. Non basta che i Professori al governo non tromentino il centralino d'una Questura per essere apprezzabili, se poi il loro obiettivo è la Grecia (manovrata in egual misura per più di un anno per risultare poi sostanzialmente fallita e senza più l'ombra d'una protezione sociale), se la loro mission risiede nella filigrana d'una banca privata.
il 9 Dicembre 2011

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