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Il futuro è molto aperto



di Michele Marsonet

Ma qui Kennedy è in buona compagnia. Quasi tutti, negli anni ’80 del secolo scorso, avevano capito che l’Urss era una superpotenza militare afflitta da una grave crisi sociale ed economica. Nessuno però riuscì a intravedere un’implosione così subitanea e repentina come quella che poi si verificò. Quali i motivi? Kennedy non li precisa, ma a me pare di poter dire che non si può prevedere il futuro quando abbiamo a che fare con entità collettive esistenti. Troppi sono i fattori in gioco e troppo evidenti le conseguenze inintenzionali delle azioni umane.

Un altro esempio. E’ di moda oggi discettare della crisi degli Stati Uniti e del possibile avvento della Cina come superpotenza globale. Quando si parla con politici, diplomatici e accademici USA si percepisce quasi un senso di “stanchezza”, una rassegnazione impensabile, per esempio, ai tempi di Ronald Reagan e persino in quelli – assai più vicini – di Bill Clinton. E tuttavia non è detto che gli USA siano avviati verso un declino certo. La Cina è sicuramente un concorrente pericoloso, ma occorre vedere fino a che punto il regime che oggi la domina riuscirà a contenere i conflitti sociali latenti da un lato, e la spinta all’occidentalizzazione dall’altro (particolarmente forte nelle nuove generazioni).

Kennedy, a differenza di Fukuyama, è molto prudente ed evita di formulare previsioni di lungo respiro, limitandosi a considerazioni minimali che tutti – o quasi – possono condividere. E fa certamente bene, visto che nessuno è mai riuscito a fare previsioni certe sul corso futuro della storia. Eppure resta alla fine un senso di delusione e di scontento: a ognuno di noi piace pensare che ci siano “teste d’uovo” in grado di dirci con una certa sicurezza cosa accadrà nei prossimi 50 o 100 anni.

Il fatto è che, se si vuole qualcosa di quel tipo, filosofia, storia e politologia non bastano. Bisogna ricorrere alla fantascienza. Proprio così, per quanto possa sembrare incredibile. E in particolare occorre leggere le opere di Isaac Asimov, il più grande scrittore di fantascienza del secolo scorso che probabilmente resterà insuperato anche nel nostro.

Nel ciclo asimoviano della Fondazione troviamo infatti Hari Seldon, scienziato ideatore della “psicostoria”. Quest’ultima è una disciplina che, grazie all’uso di metodi matematici e statistici, può prevedere sul piano probabilistico l’evoluzione futura della società. Naturalmente vi sono limiti. In particolare si applica solo quando è disponibile un numero assai elevato di intelligenze umane che non devono essere al corrente delle predizioni psicostoriche, né è compatibile con la presenza di alieni o mutanti. E infatti la comparsa del Mulo, individuo mutante non controllabile, sconvolge ogni piano mettendo in grave pericolo il progetto seldoniano di indirizzare secondo certi criteri lo sviluppo futuro dell’umanità.

Ovviamente Seldon è un personaggio di fantasia e la psicostoria è una scienza immaginaria, anche se molti sostengono che in futuro si potrebbe elaborare qualcosa di simile. Ora non ne disponiamo. Per fortuna secondo alcuni, sventuratamente a parere di altri. E’ chiaro, in ogni caso, che una vera previsione storica sarebbe possibile solo se vivessimo nei romanzi di Asimov. Dovendo condurre le nostre esistenze nel mondo reale, occorre rassegnarsi al fatto che, per dirla col titolo di un libro di Karl Popper e Konrad Lorenz, il futuro è aperto.




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Parole chiave: storia filosofia asimov fantascienza

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