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Il futuro fuggente



Di Claudio Velardi

Il mantra estivo recita: “Come sono mediocri, questi politici!”, colpevoli, agli occhi di tutti, dello sconquasso planetario.

Loro danno una mano: basta guardarli nelle loro apparizioni pubbliche. Colui che fu idolatrato qualche anno fa come il nuovo Messia del progressismo mondiale, si aggira per le campagne d’America inanellando (lui!) inaspettate  gaffes comunicative. (Ah, avesse vinto la Clinton, forse un po’ dell’esperienza familiare di politica e mercati avrebbe aiutato…).

Gli improbabili neo-dioscuri europei incrociano smarriti gli sguardi mentre giocano a imitare Kohl e Mitterrand, buttando giù frettolose e impraticabili proposte anticrisi. Nel frattempo, l’unico risultato che ottengono è contribuire ad inabissare le borse.

I nostri, al confronto, hanno più dignità. Uno si nasconde tra Arcore e non so dove, l’altro scappa dalle montagne che lo proteggevano, del commercialista di Sondrio si sono perse le tracce. I poveri peones si difendono, una ha detto: “Che pretendete da me, in fondo mi vengono in tasca solo tremila euro al mese”.

Le Province si preparano a gonfiare i dati del prossimo censimento. I Comuni inventano per i giornali identità storiche prêt-à-porter. I capipartito dichiarano ai Tg e fuggono dalla realtà. Uscire dal guazzabuglio della crisi, rimettere in moto il Paese e così via: nessuno ci pensa, perché nessuno sa come fare.

C’è chi dice: eliminate le pensioni d’anzianità, vendete il patrimonio pubblico, liberalizzate il mercato del lavoro. Ma, posto che queste siano misure giuste (io lo penso), il problema è: chi le realizza? I politici di governo, giusto per perdere quel po’ di consenso che gli rimane? Impossibile.

I politici tutti – destra, centro, sinistra – per prendere insieme le dolorose, necessarie decisioni, e spartirsi i conseguenti danni di immagine e elettorali? Irrealistico: ognuno spera che sia il proprio avversario a rimanere scottato. Allora – sostiene qualcuno – si ceda il posto ai tecnici. Non avendo da preoccuparsi del consenso, potrebbero approntare le necessarie cure da cavallo e poi lasciare.

Già, ma chi li piazza lì, e come se ne vanno quelli che ora sono al comando, e chi li vota ‘sti tecnici in Parlamento… Insomma, la conclusione inevitabile – anche sotto il solleone strombolano, che comunque non favorisce riflessioni lucide – è che non c’è niente da fare.

Ed è vero, in Italia e nel mondo. Ma, diciamoci la verità, non perché i politici siano “mediocri”, magari a causa del fatto – come dice Galli della Loggia sul  Corsera – che non si sono forgiati in una guerra. Intanto – come si sa – i politici non sono altro che “lo specchio della società”.

Nel bene e nel male: ne abbiamo innumerevoli, quotidiane prove. In secondo luogo andrebbe dimostrato che altre categorie ne hanno azzeccate di più, in questi anni. Gli economisti? I banchieri? Le società di rating? I cenacoli di Davos? Gli Ambrosetti, gli Italianieuropei, le Italiefuture?

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Parole chiave: futuro politica obama italia

COMMENTI

Sono presenti 8 commenti per questo articolo

Fabio Bonari Bonari
Il futuro non si conserva a lungo neanche in frigorifero. Si trasforma subito in presente, indigesto, e poi in passato, tossico.
il 24 Agosto 2011

Viviana Governi (utente non registrato)
Norberto Bobbio ha scritto ''l'atteggiamento del buon democratico sia quello di non illudersi sul meglio e di non rassegnarsi al peggio'' meditiamo gente!!
il 24 Agosto 2011

Remo Carta (utente non registrato)
E' proprio così, mentre Velardi ci dà le coordinate per il futuro, quello è già passato...
il 24 Agosto 2011

Cristina Benvenni (utente non registrato)
E sì, come si può fare affidamento sul futuro mettendo le basi sulla rete, luogo incontinuo movimento? Strutturalmente è il non luogo per eccellenza!

il 24 Agosto 2011

Anna Gi (utente non registrato)
Insomma, Velardi, come Maria Antonietta: che mangino brioches
il 24 Agosto 2011

Simone (utente non registrato)
Rimango a bocca aperta leggere contro Obama, il quale non merita di essere difeso da me...
il 24 Agosto 2011

Giorgio Melloni (utente non registrato)
Certo, i politici non sono altro che “lo specchio della società”. E con questo vuoi dire che i cittadini italiani sono pessimi, e i politici sono mezzi-salvati perché sono la loro espressione. Quindi, non hanno tutte le colpe..

il 24 Agosto 2011

Guglielmo Renda (utente non registrato)
Non c'è che dire. Rondolino, il suo compagno di ex partito, caro Velardi, per le vacanze (e non solo) ci ha  predicato le incongruenze e le nefandezze dei suoi ex amici di partito comunista e del Pd da una casa nel deserto di non so quale stato americano (una specie di Cristo nel deserto accompagnato da moglie figli ed amici?). Lei (Velard) ci parla da stromboli come un guru del futuro: dice che abbiamo tutto sotto mano e sott'occhio. Oltre a tutte le altre superfiacialità e cose ovvie, legga: luoghi comuni della politica. Be' a me viene da ridere. Se la prende con tutti. lei che  è stato al fianco di D'Alema, lei che ha fatto l'assessore nella Giunta Bassolino fino a pochi secondi (politici) fa in Campania...
Continui a fare non so cosa faccia ora, ma ci eviti questi temini ovvi, nemmeno tanto intelligenti. Velardi, ci faccia il piacere... 
il 25 Agosto 2011

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