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Il lungo secolo di Rita Montalcini



di Piergiorgio Odifreddi

A lei non è mancato non avere dei figli?


Tutt’altro! Io non ero fatta per queste cose. Da bambina ho sofferto, perché mio padre era una personalità notevole. In casa mia tutto era in mano sua, e io mi chiedevo: «Ma la donna che ci fa?» Così ho deciso che non mi sarei sposata, e non avrei avuto figli. Fin da quando avevo cinque o sei anni ho capito che non mi andava di vivere in «seconda» come mia madre. Poi ho odiato le scuole femminili che ho fatto, perché insegnavano a essere mogli e madri, e io non volevo essere appunto né l’una né l’altra.
 
Non si è mai innamorata?
Da quel lato son donna al cento per cento, e mi sento molto femminile. Ma non era necessario sposarsi.
 
Quale differenza vede tra la visione maschile e femminile del mondo?
L’uomo ha creato la guerra. Alle discendenti di Eva spetta il compito, più arduo ma più costruttivo, di creare la pace. Dio solo sa se ce la faranno: io non sono futurologa, e non rischio giudizi sul futuro, ma essere ottimisti è più valido che esser catastrofici in partenza. Bisogna essere assolutamente ottimisti, anche se dentro di noi magari non ci crediamo.
 
A proposito di credere, lei è religiosa?
Sono laica, ma credo profondamente nei valori. E i valori sono un fatto religioso, senza bisogno di andare alla sinagoga o in chiesa.
 
Ma crede in Dio?
Sono atea: non so cosa si intende per credere in Dio.
 
Einstein credeva nel Dio di Spinoza, cioè nella natura
È anche il mio modo di vedere. Io sono sempre stata spinoziana: da piccola mi vantavo persino di essere sua parente, visto che il mio nome è Rita Benedetta.
 
Alla fine del suo lungo percorso, lei ha raggiunto la felicità?
Io sono serena. Felice no: di fronte all’enorme sofferenza nella quale naviga il mondo, chi può essere felice? Non avrebbe senso.
 
Cioè, si può essere felici solo se tutti lo sono?
È proprio la parola stessa che io abolirei: di felicità non si può parlare.
 
Nemmeno nel futuro?
No, mai. L’uomo è portato all’imperfezione, e dunque all’infelicità. La serenità è il massimo che noi possiamo desiderare e sperare.
 
Nel 1953, lo stesso anno in cui fu scoperta la doppia elica del DNA, Rita Levi Montalcini scoprì l’NGF, o «Fattore di Crescita Nervosa»: una molecola che regola e favorisce la crescita delle cellule del sistema nervoso, e svolge un ruolo di coordinamento fra i tre grandi sistemi (nervoso, endocrino e immunitario) che mantengono lo stato di salute di un organismo. Ad esempio, gli animali privati dell’NGF si sviluppano male, capiscono meno, si ammalano di più e invecchiano prima del solito, mentre quelli curati con l’NGF recuperano parte della funzionalità persa a causa dell’età.
Per la sua scoperta, che come si può immaginare ha anche molteplici applicazioni terapeutiche, la Montalcini ha ricevuto nel 1986 il premio Nobel per la medicina insieme a Stanley Cohen, ed è stata nominata senatrice  a vita nel 2001. Fra i suoi libri divulgativi spiccano gli autobiografici Elogio dell’imperfezione (Garzanti, 1988) e Cantico di una vita (Cortina, 2000), mentre un suo profilo biografico e scientifico si trova in Rita Levi Montalcini, a cura di Lilia Alberghina e Piera Levi-Montalcini (Mondadori Scuola, 2004).
Abbiamo intervistato questa fragile ma indomita quasi centenaria il 26 settembre 2005 a Bergamo, in occasione di due suoi memorabili bagni di folla con gli studenti delle superiori e con il pubblico di BergamoScienza.

Intervista con Rita Levi Montalcini, in Piergiorgio Odifreddi, Incontri con menti straordinarie

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Parole chiave: rita levi montalcini renato dulbecco piergiorgio odifreddi premio nobel

COMMENTI

Sono presenti 2 commenti per questo articolo

Gisella Fioravanti
"...io considero l’imperfezione come la molla darwiniana della selezione naturale. Ad esempio gli insetti di seicento milioni di anni fa sono identici a quelli di oggi: erano perfetti non c’è motivo che cambiassero. L’uomo invece era imperfetto, e questo ha dato la molla per il suo sviluppo e la sua evoluzione". Com'è vera quest'asserzione. Eppure vediamo tanti babbei che stanno condizionando la vita e... l'evoluzione. La Chiesa (le chiese), per esempio.
il 30 Dicembre 2012

Angelica Rebora
Donna nata in un altro secolo, ormai lontanto, lucida, intelligente e avanti più di tante sciocche persone. E questo, mettendo  da parte la scienziata. 
il 30 Dicembre 2012

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