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Il portavoce delle cose



di Fausto Pellecchia

Ma così facendo, dava fiato all’obiezione secondo cui lo Specialista ha una visione troppo parziale: non è abbastanza generalista per occuparsi del Bene Comune. Oggi i tempi sono cambiati e con essi la natura delle ‘risorse umane’: le società contemporanee sono incredibilmente complesse e le loro leve di funzionamento devono essere affidate a mani sicure e a teste lucide, quadri responsabili, competenti, professionali, dai compiti ben circoscritti. Si tratta di essere duttili, flessibili e di gestire dispositivi adatti alla molteplicità delle possibili congiunture. In fondo, se l’Ancien régime aveva i Chierici e lo Stato moderno gli “intellettuali” e gli uomini di Scienza, la società post-moderna ha sempre più bisogno di Esperti: la salvezza della comunità è affidata alle loro mani.
 
Tuttavia, non è amato: l’Esperto è anzi guardato con sospetto e, spesso, moralmente censurato. I suoi antichi colleghi, gelosi per non aver saputo compiere la sua mutazione, lo trattano da rinnegato, lo dipingono come un mostro freddo e un mercenario del Potere.  Ad essi si unisce il coro del popolo-bambino e dei i suoi cattivi tutori, l’Opinionista, il Polemista, il Portavoce, e tutti quei supponenti firmatari di petizioni sempre pronti a puntare su qualcuno il dito accusatorio. L’Esperto è la loro testa di turco, li ossessiona.

Così, di tanto in tanto, deve tornare a spiegare, riprendendo l’abito del Professore, o vestendo la divisa giovanilista del Blogger. Ma lo fa senza illusioni perché, sebbene sia amareggiato da questa ingratitudine della folla, sa perfettamente che questo rancore è inevitabile: la verità è impopolare, risulta troppo amara per un volgo avvezzo agli zuccherini. Più lo si odia, più l’Esperto si conferma e si rafforza. Accenna un mesto sorriso, mentre si abbandona al sottile godimento di essere “politicamente scorretto”.
 
Perciò, l’Esperto diffida del vociare delle piazze, di cui pure sa calcolare le probabili reazioni attraverso la simulazione di modelli statistici. Frequenta volentieri soltanto quei luoghi di lavoro in cui le perizie tecniche si sommano alle note e ai rapporti : il think tank, la commissione, il gabinetto ministeriale, in generale le strutture di consulting. All’interno di questi laboriosi alveari in cui si forgiano le (coraggiose) riforme, l’Esperto dilaga. Perché è qui che si elabora il Progresso, non nelle sezioni dei militanti che urlano al vento, tra le tappezzerie dei salotti delle anime belle, e neppure nei vecchi laboratori scientifici. L’ex-Specialista non potrebbe esser più felice del suo destino sociale. Finalmente egli è e si sente utile.

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Parole chiave: politica

COMMENTI

Sono presenti 1 commenti per questo articolo

Giovanni (utente non registrato)
Analisi condivisibile! A parte, per fortuna, il breve periodo del governo Monti, questa situazione l'ho vissuta sulla mia pelle durante il periodo lavorativo in una grossa azienda. 
il 25 Febbraio 2013

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