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La concessione di non credere


di Francesco Panaro Matarrese

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La concessione di non credere


di Francesco Panaro Matarrese

Massimo Turlinelli, pastelli su legno

Massimo Turlinelli, pastelli su legno




Parole chiave: francesco panaro matarrese dio religioni

COMMENTI

Sono presenti 5 commenti per questo articolo

Alfredo (utente non registrato)
ahah non c'é granché da giudicare: parlano i fatti, e come parlano, basta lasciarli parlare...
Non c'é peggior sordo di chi non vuol sentire, ma i fatti parlano... http://www.youtube.com/watch?v=jHPOzQzk9Qo
il 31 Gennaio 2012

Roberta Aquilini
Non sono d'accordo, è concesso non credere in Dio perchè se una persona non lo sente non lo sente, non è nemmeno una concessione, ciò che non abbiamo ancora capito, difficile per chi non crede, è che se gli apparatri religiosi sono a dir poco uno scandalo ai vertici  questa non è la prova che Dio non esista.

il 31 Gennaio 2012

Gisella Fioravanti
Una rappresentazione perfetta degli apparati religiosi, delle “chiese”, di tutte. In questo caso della chiesa cattolica. Basti immaginare – o leggere alcune cronache nere o bianche – i sommovimenti in seno  allo Stato Vaticano e in tutte le curie periferiche: l’odore di santità si trasforma in puzza di zolfo.
Scusi Roberta, l’opera qui sopra e il commento a me non fanno pensare a: “pessimi apparati religiosi uguale inesistenza di Dio” bensì che la chiesa mi permette, mi concede la libertà di mettere in dubbio l’esistenza di Dio (però vuole il confronto per dimostrarmi che sbaglio), ma non tollera per niente che si critichi l’apparato, gli apparati, gli uomini della chiesa, perché questo potrebbe mettere in dubbio l’intera società degli umani, nata dai suggerimenti, dalle imposizioni, dall’egemonia… degli uomini Chiesa.
il 31 Gennaio 2012

Francesco Pelillo
È vero! Tutti i massacri e le porcherie perpretati dalle "chiese" non provano che Dio non esiste. Sono fatti umani. Però ti fanno chiedere il perché, se Dio c'é, non li fulmina. Anche perchè questi dicono di parlare in suo nome...
il 2 Febbraio 2012

Mcbett (utente non registrato)
per chi é ateo, il fatto che dio, nella forma delle sue religioni o nella sua essenza, esista o meno sembra sia un problema irrilevante fin quando la propria convinzione, superficiale, etica o profonda che sia, non contrasta con la cultura vigente che ne impone la presenza e formalitá, ma pare che questo problema esista anche all'opposto, laddove sono  esseri umani peró  a prendersi la responsabilitá delle proprie azioni. senza scaricare su entitá impalpabili Diciamo dunque che il problema dovrebbe essere rilevante  solo a titolo individuale, ma come questo diventa rilevante a titolo di comunitá va chiarito che non si tratta piú un problema concernente l'esistenza di dio o meno, ma il diritto di questo eventuale dio esistente di coercizzare la vita degli uomini  secondo certe leggi imposte e gerarchie di dubbia certezza, spesso superstizioni,  che per lo piú, per parafrasare,  non stanno né in cielo né in terra. Mi fa pensare alla Santaché che dice che quando un poliziotto uccide non sarebbe un omicidio... 
Purtroppo per mia cattiva educazione personale riesco a tollerare solo chi pratica la propria religione in intimitá per se stesso senza voler fondare nazioni sui propri principi. In effetti non credo neppure nelle nazioni.
poi che individui vogliano credere lo facciano anche io credo in tante altre cose che on concernono dio ma ci credo, ma non impongano il rpoprio credo agli altri. e non scivolino via come pesci quando li si mette di fronte alle contraddizioni. 
il 26 Febbraio 2012

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