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La riforma dell'Ordine dei giornalisti



Di Carlo Bartoli*


Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Toscana e gli altri Ordini regionali di categoria, di concerto con il Consiglio nazionale, sono i promotori di una proposta di riforma dell’accesso alla professione. Ecco il contributo del coordinatore della proposta, il presidente dell’Ordine toscano. In calce la bozza presentata al ministro della Giustizia Severino.



Le linee guida della riforma dell'Ordine dei giornalisti sono state approvate dal Consiglio nazionale, adesso tocca al ministro Severino dare finalmente una riforma reclamata da decenni dalla categoria. La principale novità riguarda l’accesso alla professione che, ferma restando la permanenza dell’elenco dei Pubblicisti e i diritti acquisiti dagli iscritti all’entrata in vigore della riforma, stabilisce un’unica via di accesso per Pubblicisti e Professionisti.
 
L'accesso alla professione di giornalista dovrà infatti  avvenire attraverso l’esame di Stato, per sostenere il quale gli aspiranti giornalisti dovranno possedere una laurea e aver svolto un tirocinio di 18 mesi. Le forme di tirocinio saranno individuate in uno specifico regolamento e potranno essere: il praticantato aziendale, la frequenza di un master dell’Ordine, la frequenza di corsi universitari specialistici post laurea in giornalismo, la sistematica collaborazione equamente retribuita a testate giornalistiche. Una volta entrata in vigore della riforma, chi avrà superato l’esame di Stato sceglierà se iscriversi nell’Elenco Professionisti (se possiede il requisito dell’esclusività professionale) o in quello Pubblicisti. Chi ha già superato un esame di Stato per l’iscrizione ad un diverso Albo professionale e ha svolto il tirocinio giornalistico, può accedere direttamente all’Elenco Pubblicisti.
 
La seconda novità riguarda l’obbligo della formazione permanente per tutti i giornalisti: chi contravverrà a questo obbligo commette  un illecito disciplinare che dovrà essere sanzionato.
 
Non spetterà più ai Consigli regionali l’attività disciplinare, essenziale per il rispetto della deontologia e del diritto dei cittadini a una informazione corretta e completa. Saranno creati il Consiglio di disciplina regionale (composto da otto membri con almeno 15 anni di iscrizione) e il  Consiglio di disciplina nazionale, che svolge funzioni di seconda istanza, è composto da quattordici membri eletti dal Consiglio nazionale dell’Ordine tra gli iscritti all’Albo, con almeno 15 anni di iscrizione.
 
Importanti sono le norme transitorie per l’accesso alla professione che resteranno in vigore 5 anni.
 
La normativa, tesa a garantire i diritti acquisiti, non interferisce con i canali di accesso tradizionali all’elenco dei Professionisti: praticantato aziendale, riconoscimento d’ufficio, scuole di giornalismo, tutoraggio per i free-lance.
 
Sono richiesti i seguenti requisiti: iscrizione all’Elenco dei Pubblicisti; esercizio esclusivo dell’attività giornalistica in forma di sistematica collaborazione retribuita di almeno 36 mesi nell'ultimo quinquennio; certificazione del rapporto contrattuale e comunque continuativo esistente nell’ultimo quinquennio, compresa la documentazione fiscale (Cud o dichiarazione dei redditi); attestazione della regolarità contributiva previdenziale per i compensi percepiti per il periodo equivalente; presentazione del materiale attestante l'attività giornalistica svolta.
 
L'accesso all'esame di Stato avverrà tramite la verifica dei requisiti, effettuata dagli Ordini regionali secondo linee guida approvate dal Cnog, che consente l’iscrizione ai corsi di formazione, finalizzati all’acquisizione dei fondamenti culturali, giuridici e deontologici della professione giornalistica.
 
*Presidente del Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti della Toscana

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Parole chiave: ordine giornalisti giornalismo

COMMENTI

Sono presenti 1 commenti per questo articolo

Cesare Zaccaria (utente non registrato)
L'ordine dei giornalisti in realtà è una vera e propria blindatura, una censura preventiva per l'accessio alla professione. E' un'anomalia da abolire subito.
il 5 Dicembre 2012

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