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L’era dell’Acquario



di Francesco Panaro Matarrese




È un grande pot-pourri che emana fragranze inebrianti, la new age. Un mix ben riuscito dalla deformazione della controcultura degli anni Sessanta e Settanta, delle spiritualità orientali e delle teorie olistiche. A queste si è aggiunta la vasta e multiforme galassia delle (serie) medicine alternative, come l’omeopatia e l’agopuntura. L’elenco è destinato a diventare più lungo per perfezionare la nuova era, quella dell’Acquario.

Il veloce propagarsi è facilitato da una non imposizione, o quasi assenza, di logiche e regole classiche, di tipo occidentale. Il  new ager annulla i contrasti della vita di tutti i giorni con esperienze personali di armonia, riposo e calma raggiunti con la meditazione e l’introspezione. C’è un lavorio continuo all’eliminazione dei conflitti. La personalità dell’adepto sfugge ad una definizione perché rifiuta il conflitto. Una pratica che porta l’individuo a sottrarsi alla precisione e al pensiero logico.
La  new age è stata derisa da Hegel. Non esattamente la new age, bensì un equivalente dei suoi tempi. Schiller, drammaturgo e poeta del romanticismo tedesco vicino allo Sturm und drang, descrisse nelle sue opere il concetto di  anima bella: la legge può trionfare senza perdere la grazia, l’armonia degli esseri umani. La figura dell’anima bella  viene ridicolizzata da Hegel perché, dice, per mantenere la propria moralità integra non agisce, si mette in disparte, preferisce l’inazione chiudendosi in sé stessa per non sporcarsi le mani. Questo, sempre per Hegel, dà all’anima bella l’autorevolezza e la credibilità di giudicare tutto dall’alto senza entrare nelle questioni reali, di tutti i giorni. Dimensione che porta all’isolamento, ad un restringimento, alla fine.
La concretezza dell’anima bella è del tutto simile alla personalità che sviluppa la new age. Come la prima, la seconda si sente al di sopra delle cose comuni, si sente quindi  divina: tutto quello che può provocare contrasti, tutto ciò che è terreno deve essere respinto perché non degno. Queste posizioni danno la scappatoia di instaurare una propria e personalissima legge fondata sulla libertà individuale che è possibile disfare a seconda del momento e della predisposizione psicologica.

In occidente è sempre più comune incontrare seguaci di spiritualità orientali che vacillano fra la consultazione dell’I ching e l’oroscopo anche solo per  pianificare la propria giornata, poche ore. C’è un proliferare continuo di scuole e corsi di cultura e filosofie tenuti da maestri che esprimono contraddizioni nette ed evidenti: il signore di un paesino sulla costa pugliese che di giorno svolge l’attività di macellaio e di sera fa la guida buddista, o l’avvocato toscano che ha lasciato la sua professione per quella di maestro di tai chi che, nelle cene di fidelizzazione della clientela, stappa bottiglie di champagne e fa discorsi briatoreschi sulle lussuose automobili della sua guida spirituale cinese. Le domande sono numerose, ma è possibile concentrarle solo in un paio. Non potrebbe essere offensivo per il buddismo avere fra le proprie file un maestro che fa il macellaio? Il taoismo non suggeriva di vivere la vita riducendo al minimo l’egoismo e di agire senza artifici e deformazioni?
È tutto possibile. Questo vento chiamato new age promette ad ogni individuo una personale libertà, lusinga sconti e non ha controindicazioni perché non ci sono né pene né giudizi sull’operato: l’individuo non attua un momento critico su ciò che è stato fatto. Probabilmente questo attimo di riflessione esiste, ma giusto per capire cosa è stato buono o non buono per sé, non è messo in relazione all’altro, al proprio compagno di vita, ai figli, ai colleghi, alla società in cui vive.

È un giro di boa per la società occidentale e le sue religioni. Non avere obblighi verso le persone o le istituzioni, buone o brutte che siano. tutto può essere abrogabile, siano essi sentimenti o responsabilità. Cose cancellabili, queste, perché è necessario fare tutto con  grazia. È l’attuazione dell’insegnamento del distacco e della serenità di Lao Tse: «Scorrendo come l’acqua […] ci spostiamo rapidamente, senza mai contrastare la corrente, né fermarci abbastanza da ristagnare o aggrapparci agli argini o alle rocce – gli averi, le situazioni o le persone che attraversano la nostra vita –, e nemmeno tentando di restare fedeli alle nostre opinioni o visioni del mondo, a ciò che ci si presenta mentre passiamo, che lasceremo poi andare, con grazia e senza avidità…».

Questi sono i presupposti di libertà di scelta osservati da Zygmunt Bauman: smettere in qualsiasi momento di essere ciò che si è, per diventare quello che ancora non si è. Una generazione – a prescindere dall’età, giovani o adulti che siano –  molto veloce nel costruire e demolire affetti, relazioni e vite in comune prima ancora che abbiano preso consistenza, dove l’esperienza non è necessaria, anzi è d’impiccio, un ostacolo ingombrante sulla propria strada. E questo saltare da un fiore all’altro per poter prendere il meglio che la vita offre ha una migliore resa se è veloce. Pattinando sopra il ghiaccio sottile – bisbiglia Emerson –, la nostra speranza di salvezza sta nella velocità.






Parole chiave: francesco panaro matarrese religioni filosofia sociologia new age

COMMENTI

Sono presenti 41 commenti per questo articolo

Antonella (utente non registrato)
Articolo molto interessante... Spesso un certo tipo di "atteggiamento new age" mi fa pensare al rinchiudersi nella nicchia del proprio nirvana personale, dove peraltro la dimensione universale e dialogica del pensiero è solo apparente, in realtà a me non sembra venga colta davvero nella sua interezza, così come non viene colto il senso e l'importanza del conflitto e del suo superamento (si vuole invece toglierlo semplicemente di mezzo)...Ma soprattutto a me fa specie il fatto che molti si improvvisino new-ager in un tempo anche brevissimo e che non ci sia quasi mai, alla base, un vero "lavoro" e percorso di analisi e consapevolizzazione, fattori secondo me essenziali ad una reale evoluzione della coscienza
il 18 Febbraio 2011

Eli Mcbett
Non riesco a vedere nulla di ció che é qui illustrato in maniera critica, da un punto di vista opposto, quello lucido e razionale, come fosse possibile una possibilitá opposta e migliore attraverso una "convergenza" del pensiero. Esasperare al massimo questa percezione aperta della vita é invece una mera aspirazione per coloro come noi che non possono, grazie ai substrati culturali che ci aggrovigliano al suolo. Solo volando durante la notte riesco a passare le grandi acque. Wild Things Run Fast
il 18 Febbraio 2011

Francesco Panaro
Antonella, vero. Eli è solo un sottoprodotto culturale, per giunta di pessima marca per cialtroni individualisti. Hanno ribaltato completamente una visione. Per trasformarla in altro. In Italia fino allla fine degli anni Settanta non ha funzionato perché c'era un impegno politico/civico. Non è un caso che dagli anni Ottanta in poi ha preso benissimo piede. Negli anni precedenti "inventarono" l'eroina per rovinare cervelli brillanti, creativi e rivoluzionari: dagli anni Ottanta in poi  hanno inventato la new age. Indovina chi... 
il 18 Febbraio 2011

Giuseppe G Carchidi
il chi ....mi incuriosisce più di detto strano "minestrone"....
il 18 Febbraio 2011

Giacomo Galletti (utente non registrato)
Ricordavo bene il buddista macellaio, figura che mi aveva colpito. L'evoluzione del concetto che porta all'era dell'acquario mi risveglia citazione dal carpe diem al panta rei passando per le 'barbarie' di Baricco e arrivando, o meglio confluendo, tanto per cambiare, a Bauman. Ma se si osserva da un punto di vista opposto la liquidità new age style, si può notare un solido e tutto sommato ben definito disagio esistenziale, relazionale,  solitudine e vuoto di senso (anomia?). In altri termini, se per il macellaio avesse senso essere macellaio, o per l'avvocato essere avvocato, e se questa professione avesse senso nell'ambito della loro volontà di autorealizzazione, non finirebbero a fare la guida buddista o l'I Ching. La frustrazione è una brutta bestia, e discipline come il buddismo o l'I Ching dovrebbero aiutare a comprenderla per affrontarla, non per evadere liquefacendosi seguendo la moda
il 18 Febbraio 2011

Erica (utente non registrato)
Condivido l'analisi di Francesco. Non aggiungo altro alla sostanza, è stata un'operazione compiuta scientemente da chi deteneva/detiene il potere. Forse dovrei dire 'chapeau', e dovremmo pensare a chi  poteva contrastare questo processo e ha fallito o non ha visto, o ha rincorso la deriva pensando di essere al 'passo coi tempi'. Mi spiace solo una cosa: si dimentica spesso  che la razionalità del pensiero  e la capacità di azione e partecipazione  sono accompagnate anche da lavoro interiore e passionalità del sentire, che questa sedicente spiritualità da domenica sportiva riesce solo a ridicolizzare.
il 18 Febbraio 2011

Eli Mcbett
Non so se Andrea Pazienza facendo yoga avrebbe fatto gli stessi fumetti psichedelici, o Syd Barrett la stessa musica, ma magari da vivi avrebbero avuto ancora qualcosa da dire e il tempo di diventare cariatidi fuori moda. Da morti no.
il 18 Febbraio 2011

Francesca Sidoti
Concordo pienamente con quanto scrivi, Francesco. Pare esista, da qualche decennio, una sorta di “spirito del tempo” che magicamente conduca, e a ogni costo, in una direzione. Che è quella - pericolosa perché rischia di renderci schiavi – di rinunciare al pensiero critico e alla autonomia intellettuale per fuggire acriticamente in una qualsiasi sciocchezza a cui, in questo caso, la logica affaristica e del profitto marcata new age ha ridotto, come moda o “merce da supermercato” (quello della “felicità”), pratiche e insegnamenti antichi svilendone significati e valori originari, in un mix "alternativo". Quando invece per rifondare le ragioni di una scelta responsabile, non su base pregiudiziale, per partecipare alla costruzione di un presente composito in cui la cultura non rechi segni di stanchezza né mistificazioni è necessario, credo, non certo saltare da un fiore all’altro alla velocità della luce ma interrogarsi sul proprio ruolo mettendolo in discussione in una disposizione plurale, nella prospettiva cioè del confronto e anche del conflitto dei valori, delle ragioni e delle idee. Senza liquidare tutto in un cammino solitario per la propria strada non vedendo disinteressatamente le altre che corrono accanto. Grazie come sempre della proposta di riflessione :-) 
il 19 Febbraio 2011

Guido Repetto (utente non registrato)
Mi pare che fosse don Milani a denunciare l’inutilità delle mani pulite mantenute in tasca. Io riterrei che, tutto sommato, è inutile sporcarsele invano. Il buonsenso, qualunque cosa sia, giunge - si tratta solo di una questione di tempo - a configgere con le scelte del tipo “il meno peggio” o “il male minore”. È vero, noi, in linea di massima, scegliamo in base ad un principio che si fonda sulla riduzione del danno, ma se ci fermassimo un attimo a riflettere sulla natura della scelta e su quella del danno potremmo magari accorgerci che, tante volte, si tratta di una finta scelta e, quindi, sempre dello stesso danno: non d’uno più grave e l’altro meno, bensì dello stesso danno declinato differentemente. A ciò aggiungerei che alcuni aspetti della logica che presupporrebbero l’esercizio della capacità di giudizio come antecedente dell’esercizio della capacità di scelta mi sembrano assolutamente scardinati. Non mi dilungo inutilmente, ma la specie che domina il pianeta non è l’homo sapiens sapiens, è l’homo consumator consumator, la specie prodotta proprio attraverso la mediazione del quadro istituzionale a pezzi che oggi – vengo al punto – si dovrebbe ripristinare rilanciando tutte quelle forme di partecipazione in cui il senso di responsabilità individuale s’accompagna con le aspirazioni della collettività. Il nodo, a mio avviso, sta qui: che senso ha ricostruire ciò che ha prodotto il danno? O meglio: dove sono quegli elementi di novità che potrebbero spingerci alla partecipazione? Se oggi protestassimo per il diritto allo studio, cosa staremmo facendo? Forse
il 19 Febbraio 2011

Roberta Aquilini
In perfetta sintonia con il tuo commento Francesco, aggiungo new -age, next age anche definita fino a qualche anno fà per me è =business della spiritualità, illusione ed illusionisti, dagli anni ottanta in poi ha mietuto vittime quanto le droghe, spesso il passaggio dalle droghe a questo tipo di pratiche è sembrato "positivo", metto questo termine fra virgolette perchè questa favoletta del pensiero positivo è divenuto martellante, persino il nostro premier possiamo definire un new ager....e quante persone in buona fede, alla ricerca di Dio ma spaventati dal concetto errato di dogma religioso hanno intraspreso tali vie, io stessa ci sono passata attraverso e devo dire oggi fortunatamente indenne o quasi, perchè dei segni, della negatività di queste esperienze quando vengono protratte nel tempo nessuno parla, dei danni a livello psicologico ad esempio, so che qualcuno protesterà, ma come il pensiero è positivo! E' questa l'illusione, l'illusione di essere sempre belli ed ottimisti....ma delle capanne sudatorie(rito degli indiani d'america) fatte in piena brianza a cardiopatici, ammalati di tumore, di aids, con dei rischi da veri pazzi nessuno parla, questa illusione di essere che diviene non essere, che porta lontanissimo da ciò che si è, dalla realtà quotidiana, dalle piccole-grandi cose semplici della vita. Con 10.000 euro(se mi va bene) mi compro una rudra intarsiata d'oro e ripeto mantra e mi compro uno stato di grazia, i danni materiali, pratiche che costano quintali di soldi....ma sono contrario alla Chiesa che ha partorito lo IOR però! capirai! business, è facile capire da
il 19 Febbraio 2011

Roberta Aquilini
chi è stato gestito questo velenoso minestrone, con 2000 euro i cialtroni ti dicono quante e quali vite passate hai vissuto o ti parlano di qualche intreccio planetario che cambierà la tua vita definitivamente e se ci entri sul serio certo la tua vita cambierà, sorriderai a 360 denti ma le tue viscere grideranno vendetta, ti sentirai quattro spanne più in alto del mago otelma ma non saprai più chi sei, annullamento totale della tua personalità ma con l'illusione in tasca di essere nel giusto sempre, e la normalità(che bello questo termine oggi per me!) del tuo modo di essere, l'essere normali, naturali proprio come quando eri bambino, con i piedi ben radicati a terra e la naturalezza della tua vita se ne andranno a pallino.
il 19 Febbraio 2011

Eli Mcbett
Siamo tutti un po' artefatti, in qualunque contesto. Possiamo lasciar perdere di spendere per comprarci un posto su Venere o donare tutti i nostri averi a scientology, ma neppure penso che la finalitá della mia vita sia parlare tutto il tempo di Silvio Berlusconi che invece tengo volentieri fuori. Con un occhio un po' fuori dalla mera realtá nazionale, da cui sono uscita perché mi stava stretta e perché era un circolo chiuso giá quindici anni fa, ho partecipato alle cerimonie del thé e ho praticato l'aikido, ho visto altre forme di essere che mi hanno fatto ridere o mi hanno commosso o che non ho capito, ma mi sono resa conto che esistono mille modi di essere assolutamente diversi dai nostri e che di gente nel mondo ce n'é tanta, davvero diversa da me, ma con cui vorrei comunicare e che non mi capirebbe se parlo solo di certe cose che non sa, cosí come noi non capiamo se "loro" parlano a noi di cose che non sappiamo. Imparare ad ascoltare é stato difficile ma istruttivo.
il 19 Febbraio 2011

Eli Mcbett
http://esotericbookconference.com/2011/events/artists/ ho appena ricevuto questo invito. Dolorosa é una mia amica. Una donaparticolare e complessa che insegna nel carcere femminile, assolutamente non fasulla perché radicata nella sua cultura e nella sua storia.
il 19 Febbraio 2011

Guido Repetto (utente non registrato)
Mi accorgo che prima non tutto è rientrato nel post. Lo aggiungo adesso. ... ci si poteva credere quarant’anni fa che fosse un diritto, ma oggi lo vediamo bene che così non è. Insomma, delle due l’una: o i diritti non sono monetizzabili oppure non sono diritti (per non dire di quelli universali, addirittura!). E poiché non lo sono e la forma più alta di partecipazione, di collegamento dell’individuo alla società, è la loro rivendicazione, che rimane? Da un lato la folla dei festanti-rabbiosi (delle gioiose macchine da guerra) destinati all’auto-logoramento (e tutt’al più ad occasionali jacqueries) e dall’altro quella dei minchioni che folleggiano spensierati da un fiore all’altro, da un oggetto all’altro, inseguendo una misera felicità che ben rappresenta l’impietosa descrizione che di essa ci ha donato T. Hobbes. Solo un pensiero che sganciasse le prerogative umane (sarebbe inutile a quel punto parlare ancora di diritti) dalla catena di produzione del valore potrebbe indurre forme di partecipazione (e di cambiamento) concretamente segnate dalla convergenza tra l’individuo e la società civile.
il 19 Febbraio 2011

Evo Giunti (utente non registrato)
Guido, concordo con quasi tutto ciò che scrivi. Non farò l'elenco, mi soffermo solo a quello che dici nel primo commento: ciò che ha prodotto il danno non può, non deve essere ripristinato... Ma io non sono sicuro che tutti hanno concorso, tutto ciò che è ventuo prima d'ora abbiamo costruito il danno. Ma credo che la parte buona (a riuscire ad individuarla, dirai!) sia stata manipolata e travolta da un'ondata.Molto spesso la parte cattiva viene presentata come la parte buona... e la parte buona appare, viene fatta apparire come quella cattiva... 
il 19 Febbraio 2011

Roberta Aquilini
Eli ho dato una occhiata al link ...che mal di testa! Con tutto il rispetto per la tua amica,  trovo l'esoterismo qualcosa di talmente torbido e basso...come giustamente scrivi non siamo tutti uguali, per me è qualcosa di addirittura rivoltante....sono sempre stata così, l'esoterismo non mi ha mai attratta, ho cercato di capire, di passarci attraverso ma il risultato è sempre stato lo stesso: per come sono fatta e credimi ho visto coi miei occhi anche altre persone è qualcosa di dannoso, incatenante illusoriamente liberante. 
il 19 Febbraio 2011

Evo Giunti (utente non registrato)
«Se non c'è uno specchio, non vuol dire che non hai un volto» Osho Questo signore era molto di moda, e lo è ancora. Coniava (scopiazzando a man bassa da più discipline) frasi per insicuri e per persone che non hanno mai avuto un'affidabile preparazione... In politica si chiama "ad usum delphini". Ecco lui - con molti altri orientali - creava quelle frasi per chi non doveva studiare tomi e tomi... "la verità" la detengono i tipi come Osho, alla massa frasi ad effetto. Ecco un estratto da Wikipedia (nel bene e nel male). Chiarisce chi era Osho...   "I suoi insegnamenti sincretici enfatizzano l'importanza della meditazione, della consapevolezza, dell'amore, della celebrazione, della creatività e dell'umorismo - qualità che egli riteneva soppresse dall'adesione a sistemi di credenze statici, alla tradizione religiosa, al socialismo. I suoi insegnamenti ebbero un notevole impatto sul pensiero New Age occidentale e sulla controcultura e la loro popolarità è decisamente aumentata dalla sua morte. Osho era un professore di filosofia e viaggiò per l'India negli anni Sessanta del XX secolo come conferenziere. Le sue posizioni contro il socialismo, Mahatma Gandhi e la religione istituzionale erano considerate controverse. Sosteneva anche una più aperta attitudine verso la sessualità, una posizione che gli guadagnò il nomignolo di "guru del sesso" presso la stampa indiana e successivamente internazionale..."  
il 19 Febbraio 2011

Evo Giunti (utente non registrato)
Eli, ho avuto la stessa impressione di Roberta...
il 19 Febbraio 2011

Roberta Aquilini
Eli ho parlato e non solo con gli adepti di Osho per riprendere il commento di Evo, ma anche con  adepti di altri guru, ho amici che da anni battono questi selciati, voglio dirti che le mie considerazioni non vengono da una osservazione esterna....non è che si rasenta l'esperienza di setta, il calderone-minestrone è fatto di tante mini o grandi sette... la grande illusione di quando ci sei dentro è proprio la libertà, la liberazione mentre il lavaggio di cervello che ti fai da solo(credi) è ai massimi livelli....e quando cadi giù, nella vita e fai un bel tonfo se ti va bene ti svegli, acciaccato ma ti svegli e se ti va male sei proprio fuori testa, l'illusione, la grande illusione dell'età dell'acquario (si scriverebbe in gergo new age senza la c) serve per non esserci, per non riflettere, per non pensare, non a caso la ripetizione di mantra per ore riduce l'attività pensante del tuo cervello e i guru indiani o no te lo propinano come riposo, risveglio del tuo vero essere. Certo siamo tutti un pò contaminati scrivi, ma c'è un limite, esistono delle misure. Gandhi era indiano, la ripetizione dei mantra faceva parte della sua cultura lontana mille anni luce dalla mia, cresciuta a prosciutti e bistecche di vitello.
il 19 Febbraio 2011

Valentina (utente non registrato)
Sono molto cerebrale, razionale,nel mio piccolo appassionata di scienza. Snobbavo tutte le tendenze new-age, mi pesava anche il mio essere cattolica, ma per abitudine era razionale anche quello. L'altro ieri sono andata a farmi "contraddire" un fastidioso herpes da un medico "grillo" come dicono i miei vecchi, il quale ha usato croce, immaginetta (presumibilmente S.antonio) mormorando preghiere o formule magiche. mi ha preparato una pomata che ho preferito agli antivirali e alla ciclosporina. Naturalmente chi ha il dono (di far guarire) non può essere pagato, non ci si può arricchire con ciò che deve essere adisposizione di tutti, ma la riconoscenza è di obbligo.  Ha funzionato. Se non vi basta ieri sono anche andata da una sciamana, quelle che leggono l'anima e le vite passate, perchè anche di quelle siamo fatti. Prima di conoscerla e provare per curiosità (non per disperazione) disapprovavo fortemente questo tipo di pratiche. di fatti non mi ha detto niente di nuovo. E' come sei hai mal di panciae vai dal gastroenterologo: ti spiega come sono fatti e come funzionano gli organi interni, come fare per mantenerli in salute ed eventualmente le cure per le disfunzioni. Il resto sta a te. Pratico il buddismo del Daishonin e ripeto mantra per  almeno un'ora al giorno e magari mi si riposasse il cervello! poi, questo buddismo è quello della" via di mezzo" tra una spiritualità fine a se stessa ed il totale materialismo. Non deleghi a qualcosa di esterno, ma ti responsabilizzi ancora di più. E diventi anche più tollerante e cosciente dell'impermanenza di tutti i fenomeni. Eppure,  a Firenze, lo chiamavano il buddismo "della Ferrari"...
il 19 Febbraio 2011

Roberta Aquilini
Valentina come in tutte le cose nulla è solo buono o cattivo....e non sta sempre a noi, la tradizione erboristica, un certo tipo di spiritualità non a pagamento può apportare benefici, sul fatto dei mantra, per esperienza ribadisco infatti che non riposano la mente ma bensì la portano ad una condizione innaturale, per noi occidentali poi, questa la mia esperienza chiaramente.
il 20 Febbraio 2011

Patrizia Barbera
Nata sotto il segno dei Pesci, sfuggo volentieri al pensiero di potere essere rinchiusa in un "acquario"... Se l'anastesia delle coscienze, la sterilzzazione delle passioni, la superficialità degl incontri,l'abdicazione della politica davanti ad idee (... con quale ipocrisia spacciate ) di falsa equivalenza dei principi, si chiama libertà dai legami...io ne voglio molti, anzi moltissimi . Bello l'articolo, Francesco.
il 20 Febbraio 2011

Patrizia Barbera
Ops..."anEstesia"...
il 20 Febbraio 2011

Paola Nenciolini (utente non registrato)
Nata sotto il segno dell'acquario, fortemente mai attratta dalle correnti di pensiero descritte nell'articolo, come sempre trovo molta sintonia con quanto dice Roberta; mi apparirebbe totale forzatura recitare mantra e convertirmi a linee di pensiero che appartengono a culture così diverse dalla mia occidentale, cultura con tanti nei ed ombre ma comunque la mia cultura, quella in cui sono nata e che impregna il mio io. Pertanto ho sempre provato anche un po'di pena per chi sta coi piedi scalzi e le gambe incrociate a rigirarsi collane di palline tra le dita e a recitare per ore preghiere che non girano all'interno della coscienza di chi non è parte di quella coscienza...
il 20 Febbraio 2011

Roberta Aquilini
Si narra che l'ultima parola di Gandhi prima di morire fosse un mantra, questo io intentendo per normalità, aderente al proprio credo non è mai stato un guru, eppure il suo carisma era notevole ma il suo impegno civile in perfetta sintonia con la sua spiritualità, per questo ha lasciato un segno indelebile, li riconosci dai frutti gli uomini veri dai ciarlatani. 
il 20 Febbraio 2011

Anna Santoriello
Valentina mi dai il numero della sciamana? Mi manca solo quella......  
il 20 Febbraio 2011

Caterina Mameli (utente non registrato)
Non c'è da stupirsi, in un mondo dove tutto è bene di consumo da terminare velocemente e sostituire col successivo, anche la spiritualitá deve necessariamente essere qualcosa di veloce e facilmente fruibile, per palati buoni in cerca ma non troppo.
il 21 Febbraio 2011

Valentina (utente non registrato)
Anna, la vita non te la cambia di certo, ma è una esperienza interessante che può contribuire a rimettere in linea la vita con l'anima. Sarà in Italia fino a giovedì. lo vuoi davvero il numero?
il 21 Febbraio 2011

Evo Giunti
Questa è una specie di follia... la sciamana. quasi un titolo di film dell'orrore. Sempre immaginato che saremmo tornati al medioevo
il 21 Febbraio 2011

Valentina (utente non registrato)
classica reazione da maschio. Ma tu lo sai cosa è? io non lo sapevo, ora lo so. non ero folle prima e neppure adesso. piedi per terra e testa a posto. poi se ci chiamano fate o streghe è per altri motivi
il 21 Febbraio 2011

Gisella Fioravanti
  Non posso far altro che postare ciò che ho detto in altra discussione... Era indirizzata ad una persona, però qui non è per niente fuoriluogo:  "consapevolezza attraverso il movimento", le tecniche di massaggio, scuola di formazione: per operatori termali. E' come dire fare  un gran miscuglio di professioni serie (massaggio) e l'estetica e il benessere... Insomma prototipi adatti all'articolo in questione... che guazzabuglio. E poi si offendono, ma non argomentano, perché non hanno la capacità, quindi...
il 22 Febbraio 2011

Maria Laura (utente non registrato)
Premetto, con doverosa gratitudine verso chi la esercita professionalmente, che l’agopuntura è una pratica medica (riservata ai laureati in medicina, quindi) assolutamente seria, scientifica e, soprattutto, efficace; oltretutto rimborsata dal servizio sanitario pubblico per numerose patologie in paesi europei diversi dal nostro. La questione che affronti, però, con pienezza e profondità, è ben altra da quella dello stabilire se siano più o meno efficaci certe metodiche. Il punto, assolutamente centrale, che ancora una volta condivido, sta nel fatto che attraverso tutta la ricerca “alternativa” di benessere si esprime l’abdicazione da ogni forma di responsabilità verso l’altro in favore del bene per noi, quasi fosse un dovere, quest’ultimo, superiore a quella responsabilità. Temo stia proprio qui il dramma, e qui affondano facili radici i mali che ci stanno involgarendo, che ci hanno reso suscettibili, ma in realtà insensibili, e che forse ci uccideranno.
il 22 Febbraio 2011

Francesco Panaro
Certo Maria Laura, qui non è sotto accusa l'agopuntura o la medicina alternativa in generale, bensì la sua strumentalizzazione, tirarla dentro come se fosse...
il 22 Febbraio 2011

Mcbett (utente non registrato)
non esistono dei modi ideali per entrare in contatto con forme diverse di conoscenza e altre culture. Non esistono incidenti. Tutto è maledettamente funzionale e pericoloso, ma la terra è rotonda e la gente parla di cose che noi non capiamo e non accettiamo. così facciamo noi...
il 22 Febbraio 2011

Roger Waters (utente non registrato)
If you should go skating On the thin ice of modern life Dragging behind you the silent reproach Of a million tear stained eyes Don't be surprised, when a crack in the ice Appears under your feet You slip out of your depth and out of your mind With your fear flowing out behind you As you claw the thin ice.
il 23 Febbraio 2011

Ntonella Iurilli Duhamel (utente non registrato)
La nuova era non è sbagliata in se stessa caso mai lo è il  suo uso anzi il suo abuso, dovuto alla globalizzazzione del processo  che  ha svuotato il  movimento dei  suoi contenuti piu creativi e significativi.  Basti pensare in campo artistico a Kandisky, Mondrian, Pollock, in campo psicopedagogico a Rudolph Steiner, o in campo psicoanalitico a G. Jung,  Wilelhm Reich, Margareth Mead, Malinowsky la psicologia umanistica  eec ec ec ecc: cosi tanto per citare una piccola parte di eminenti studiosi che hanno apportato alla New age contributi più che significativi.
Il circo New age a cui ti riferisci ignora le matrici del movimento,  è solo un trend pieno di superficialità, ma questo  purtroppo non è specifico del New age è semplicemente la promozione dell'ignoranza di massa voluta da uno Establishment che puntualmente svuota tutti gli elementi eversivi trasformandoli a suo vantaggio in  oggetti di consumo di massa.riducendo un messaggio rivoluzionario e potenzialmente destabilizzante in un trend , in un prodotto da supermercato. D'altronde l’establishment  si comporta puntualmente in questo modo nei confronti di qualulunque manifestazione  dai caratteri eversivi,  prima se ne sente minacciato poi lo fagocita ed infine finisce con l'addormentare ed assoggettare ulteriormente a suo eslusivo vantaggio. La me age di cui parli è ha queste qualità ma bisogna stare attenti, a non buttare via il bambino con l'accua soprca, anche perchè credere a tutto e non credere a nulla implicano i mdesimi ingredienti: superficialità  e poca energia, pardon impegno , con i tempi che corrono anche la parola energia potrebbe essere  cadere nello stesso pentolone del New Age. 
il 23 Febbraio 2011

Antonella Iurilli Duhamel
La nuova era non è sbagliata in se stessa caso mai lo è il  suo uso anzi il suo abuso, dovuto alla globalizzazzione del processo  che  ha svuotato il  movimento dei  suoi contenuti piu creativi e significativi.  Basti pensare in campo artistico a Kandisky, Mondrian, Pollock, in campo psicopedagogico a Rudolph Steiner, o in campo psicoanalitico a G. Jung,  Wilelhm Reich, Margareth Mead, Malinowsky la psicologia umanistica  eec ec ec ecc: cosi tanto per citare una piccola parte di eminenti studiosi che hanno apportato alla New age contributi più che significativi.
Il circo New age a cui ti riferisci ignora le matrici del movimento,  è solo un trend pieno di superficialità, ma questo  purtroppo non è specifico del New age è semplicemente la promozione dell'ignoranza di massa voluta da uno Establishment che puntualmente svuota tutti gli elementi eversivi trasformandoli a suo vantaggio in  oggetti di consumo di massa.riducendo un messaggio rivoluzionario e potenzialmente destabilizzante in un trend , in un prodotto da supermercato. D'altronde l’establishment  si comporta puntualmente in questo modo nei confronti di qualulunque manifestazione  dai caratteri eversivi,  prima se ne sente minacciato poi lo fagocita ed infine finisce con l'addormentare ed assoggettare ulteriormente a suo eslusivo vantaggio. La me age di cui parli è ha queste qualità ma bisogna stare attenti, a non buttare via il bambino con l'accua soprca, anche perchè credere a tutto e non credere a nulla implicano i mdesimi ingredienti: superficialità  e poca energia, pardon impegno , con i tempi che corrono anche la parola energia potrebbe essere  cadere nello stesso pentolone del New Age.
il 23 Febbraio 2011

Marika Ortolani (utente non registrato)
Io non sono del tutto convinta che un'anima bella, per rimanere tale, non debba "sporcarsi" le mani o non debba entrare in un contesto attivo. Anzi... un'evoluzione più moderna della new age potrebbe essere proprio questa. Il mantenimento di uno stato di "superiorità" e di bellezza dell'anima applicato alla vita attiva di ogni giorno... Sarebbe fantastico...
il 24 Febbraio 2011

Anna Santoriello
@ Valentina, accidenti ho letto troppo tardi! tienimi informata se dovesse tornare, grazie!

credo che tutti abbiamo bisogno di affidarci e di fidarci a qualcosa o a qualcuno. Se si chiama New Age o altro poco importa. Nei momenti di grave difficoltà abbiamo bisogno di conforto e tutto fa brodo. Ovviamente tenendo aperti gli occhi per non lasciarci indottrinare o plagiare. Allora se Valentina trova conforto con la sciamana perchè no?
@ Francesco non è un diritto di tutti cercare la felicità? anche a scapito di chi ci sta vicino? Non era peggio vivere consapevoli che altri stavano sacrificando la propria felicità per te?
il 25 Febbraio 2011

Claudia Lanteri
Non era male crescere con la prospettiva di attorniarsi di solidità, eh?
il 25 Febbraio 2011

Eli Mcbett
qualcuno da fuori Italia mi fa notare questa realtá occulta su terreno nazionale...
mmm...?
http://www.disinfo.com/2010/12/damanhur-my-sci-fi-theophany-under-the-mountain/
il 7 Marzo 2011

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