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L’industria dell’Olocausto



Accesso negato ai beni dell’epoca dell’Olocausto
L’industria dell’Olocausto  ha sostenuto  senza prove che le banche svizzere avevano negato sistematicamente ai sopravvissuti all’Olocausto  e ai loro  eredi l’accesso  ai loro  conti dopo  la seconda guerra mondiale. La Commissione Volcker ha concluso  che, a parte alcune eccezioni marginali, le prove dell’accusa erano inconsistenti. D’altro canto, la Commissione presidenziale ha scoperto  che dopo  la guerra “molti” sopravvissuti all’Olocausto  e i loro  eredi non  poterono recuperare i loro beni negli Stati Uniti a causa delle “spese e difficoltà a presentare” il ricorso (dopo il 1941 il governo federale aveva bloccato o assegnato i beni di tutti i cittadini provenienti dai paesi occupati dai nazisti). Come per le banche svizzere, in  “alcuni casi” il governo federale riuscì a individuare i legittimi proprietari.
 
Distruzione dei documenti sui beni dell’epoca dell’Olocausto
L’industria dell’Olocausto ha preteso che, per nascondere ogni traccia, le banche svizzere avessero distrutto sistematicamente documenti essenziali. La Commissione Volcker ha concluso invece che le prove dell’accusa erano inconsistenti. Furono piuttosto gli Stati Uniti a distruggere “dati grezzi” fondamentali. Dopo  che gli USA avevano  dichiarato  guerra, il Dipartimento  del Tesoro  aveva chiesto  alle istituzioni finanziarie americane di presentare descrizioni dettagliate di tutti i beni di cittadini stranieri in deposito. La Commissione riferisce che questi moduli - non meno di 565.000 - “furono distrutti, e le ricerche fatte dal personale non hanno portato all’individuazione di duplicati.
Di conseguenza, non  è possibile fare una stima dell’ammontare dei beni delle vittime negli Stati Uniti nel 1941”. La Commissione stranamente tace su quando o sul perché questi documenti siano stati distrutti.
 
Appropriazione indebita dei beni dell’epoca dell’Olocausto
L’industria dell’Olocausto ha accusato giustamente la Svizzera di usare soldi appartenenti a vittime dell’Olocausto  provenienti da Polonia e Ungheria come risarcimento  per le proprietà svizzere nazionalizzate da questi governi. Tuttavia, la Commissione Presidenziale riferisce che questo  è avvenuto anche negli Stati Uniti: “I risarcimenti per i beni americani perduti in Europa ebbero la precedenza sui risarcimenti per i beni di proprietà di stranieri congelati negli Stati Uniti. Il Congresso considerò i beni tedeschi congelati come una fonte cui attingere per pagare le richieste di
risarcimento per danni di guerra subìti da imprese o singoli americani ... Pertanto, i danni di guerra USA furono pagati in parte con beni tedeschi, che probabilmente comprendevano a loro volta beni di vittime dell’Olocausto”.

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Parole chiave: olocausto israele ebrei america europa

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