uncommons

village



«L’Italia è malata, di mente.»



Di Andrea Purgatori



Intervista con Vittorino Andreoli


«L’Italia è un paziente malato di mente. Malato grave. Dal punto di vista psichiatrico, direi che è da ricovero. Però non ci sono più i manicomi”. Il professor Vittorino Andreoli, uno dei massimi esponenti della psichiatria contemporanea, ex direttore del Dipartimento di psichiatria di Verona, membro della New York Academy of Sciences e presidente del Section Committee on Psychopathology of Expression della World Psychiatric Association ha messo idealmente sul lettino questo Paese che si dibatte tra crisi economica e caos politico e si è fatto un’idea precisa del malessere del suo popolo. Un’idea drammatica. Con una premessa: “Che io vedo gli italiani da italiano, in questo momento particolare. Quindi, sia chiaro che questa è una visione degli altri e nello stesso tempo di me. Come in uno specchio».
 
Quali sono i sintomi della malattia mentale dell’Italia, professor Andreoli?
“Ne ho individuati quattro. Il primo lo definirei “masochismo nascosto”. Il piacere di trattarsi male e quasi goderne. Però, dietro la maschera dell’esibizionismo”.
 
Mi faccia capire questa storia della maschera.
“Beh, basta ascoltare gli italiani e i racconti meravigliosi delle loro vacanze, della loro famiglia. Ho fatto questo, ho fatto quello. Sono stato in quel ristorante, il più caro naturalmente. Mio figlio è straordinario, quello piccolo poi…”.
 
Esibizionisti.
“Ma certo, è questa la maschera che nasconde il masochismo. E poi tenga presente che generalmente l’esibizionismo è un disturbo della sessualità. Mostrare il proprio organo, ma non perché sia potente. Per compensare l’impotenza”.
 
Viene da pensare a certi politici. Anzi, a un politico in particolare.
“Pensi pure quello che vuole. Io faccio lo psichiatra e le parlo di questo sintomo degli italiani, di noi italiani. Del masochismo mascherato dall’esibizionismo. Tipo: non ho una lira ma mostro il portafoglio, anche se dentro non c’è niente. Oppure: sono vecchio, però metto un paio di jeans per sembrare più giovane e una conchiglia nel punto dove lei sa, così sembra che lì ci sia qualcosa e invece non c’è niente”.
 
Secondo sintomo.
“L’individualismo spietato. E badi che ci tengo a questo aggettivo. Perché un certo individualismo è normale, uno deve avere la sua identità a cui si attacca la stima. Ma quando diventa spietato…”.
 
Cattivo.
“Sì, ma spietato è ancora di più. Immagini dieci persone su una scialuppa, col mare agitato e il rischio di andare sotto. Ecco, invece di dire “cosa possiamo fare insieme noi dieci per salvarci?”, scatta l’io. Io faccio così, io posso nuotare, io me la cavo in questo modo… individualismo spietato, che al massimo si estende a un piccolissimo clan. Magari alla ragazza che sta insieme a te sulla scialuppa. All’amante più che alla moglie, forse a un amico. Quindi, quando parliamo di gruppo, in realtà parliamo di individualismo allargato”.
 
Terzo sintomo della malattia mentale degli italiani?
“La recita”.
 
La recita?
“Aaaahhh, proprio così… noi non esistiamo se non parliamo. Noi esistiamo per quello che diciamo, non per quello che abbiamo fatto. Ecco la patologia della recita: l’italiano indossa la maschera e non sa più qual è il suo volto. Guarda uno spettacolo a teatro o un film, ma non gli basta. No, sta bene solo se recita, se diventa lui l’attore. Guarda il film e parla. Ah, che meraviglia: sto parlando, tutti mi dovete ascoltare. Ma li ha visti gli inglesi?”.
 
Che fanno gli inglesi?
“Non parlano mai. Invece noi parliamo anche quando ascoltiamo la musica, quando leggiamo il giornale. Mi permetta di ricordare uno che aveva capito benissimo gli italiani, che era Luigi Pirandello. Aveva capito la follia perché aveva una moglie malata di mente. Uno nessuno e centomila è una delle più grandi opere mai scritte ed è perfetta per comprendere la nostra malattia mentale”.
 
Torniamo ai sintomi, professore.
“No, no. Rimaniamo alla maschera. Pensi a quelli che vanno in vacanza. Dicono che sono stati fuori quindici giorni e invece è una settimana. Oppure raccontano che hanno una terrazza stupenda e invece vivono in un monolocale con un’unica finestra e un vaso di fiori secchi sul davanzale. Non è magnifico? E a forza di raccontarlo, quando vanno a casa si convincono di avere sul serio una terrazza piena di piante. E poi c’è il quarto sintomo, importantissimo. Riguarda la fede…”.
 
Con la fede non si scherza.
“Mica quella in dio, lasciamo perdere. Io parlo del credere. Pensare che domani, alle otto del mattino ci sarà il miracolo. Poi se li fa dio, San Gennaro o chiunque altro poco importa. Insomma, per capirci, noi viviamo in un disastro, in una cloaca ma crediamo che domattina alle otto ci sarà il miracolo che ci cambia la vita. Aspettiamo Godot, che non c’è. Ma vai a spiegarlo agli italiani. Che cazzo vuoi, ti rispondono. Domattina alle otto arriva Godot. Quindi, non vale la pena di fare niente. E’ una fede incredibile, anche se detta così sembra un paradosso. Chi se ne importa se ci governa uno o l’altro, se viene il padre eterno o Berlusconi, chi se ne importa dei conti e della Corte dei conti, tanto domattina alle otto c’è il miracolo”.
 
Masochismo nascosto, individualismo spietato, recita, fede nel miracolo. Siamo messi malissimo, professor Andreoli.
“Proprio così. Nessuno psichiatra può salvare questo paziente che è l’Italia. Non posso nemmeno toglierti questi sintomi, perché senza ti sentiresti morto. Se ti togliessi la maschera ti vergogneresti, perché abbiamo perso la faccia dappertutto. Se ti togliessi la fede, ti vedresti meschino. Insomma, se trattassimo questo paziente secondo la ragione, secondo la psichiatria, lo metteremmo in una condizione che lo aggraverebbe. In conclusione, senza questi sintomi il popolo italiano non potrebbe che andare verso un suicidio di massa”.
 
E allora?
“Allora ci vorrebbe il manicomio. Ma siccome siamo tanti, l’unica considerazione è che il manicomio è l’Italia. E l’unico sano, che potrebbe essere lo psichiatra, visto da tutti questi malati è considerato matto”.
 
Scherza o dice sul serio?
“Ho cercato di usare un tono realistico facendo dell’ironia, un tono italiano. Però adesso le dico che ogni criterio di buona economia o di buona politica su di noi non funziona, perché in questo momento la nostra malattia è vista come una salvezza. E’ come se dicessi a un credente che dio non esiste e che invece di pregare dovrebbe andare in piazza a fare la rivoluzione. Oppure, da psichiatra, dovrei dire a tutti quelli che stanno facendo le vacanze, ma in realtà non le fanno perché non hanno una lira, tornate a casa e andate in piazza, andate a votare, togliete il potere a quello che dice che bisogna abbattere la magistratura perché non fa quello che vuole lui. Ma non lo farebbero, perché si mettono la maschera e dicono che gli va tutto benissimo”.
 
Guardi, professore, che non sono tutti malati. Ci sono anche molti sani in circolazione. Secondo lei che fanno?
“Piangono, si lamentano. Ma non sono sani, sono malati anche loro. Sono vicini a una depressione che noi psichiatri chiamiamo anaclitica. Penso agli uomini di cultura, quelli veri. Che ormai leggono solo Ungaretti e magari quel verso stupendo che andrebbe benissimo per il paziente Italia che abbiamo visitato adesso e dice più o meno: l’uomo… attaccato nel vuoto al suo filo di ragno”.
 
E lei, perché non se ne va?
“Perché faccio lo psichiatra, e vedo persone molto più disperate di me”.
 
Grazie della seduta, professore.
“Prego”.

Huffington Post



Francesco Panaro, Pagina Facebook
Contro la cultura



Parole chiave: psichiatria andrea purgatori vittorino andreoli esibizionismo culture

COMMENTI

Sono presenti 132 commenti per questo articolo

Annamaria Di Ciommo
Mi sento presa a schiaffi, schiaffoni. Per intenderci, quelli che si danno quando si vuol far rinvenire qualcuno. 
il 7 Agosto 2013

Ivo Rispoli (utente non registrato)
mi fischiano le orecchie. fortissimo.
il 7 Agosto 2013

Patrizia Monachesi (utente non registrato)
Bravo Prof. Andreoli.... tutto assolutamente e disperatamente vero. Mi piacerebbe tanto che queste parole venissero lette da tantissima gente. Nel mio piccolo provero' a diffonderle su facebook etc etc...  ci vorrebbe proprio una rivoluzione, altroche'....
il 7 Agosto 2013

Maria Tersigni (utente non registrato)
Triste a dirsi ma l'individualismo spietato è alla base della nostra "non società" e del perché da noi è ritenuto "normale" e "giustificato" non pagare le tasse.
Gli ultimi 20 anni poi, non hanno fatto altro che venir fuori e far crescere questo "cancro" che abbiamo sempre avuto dentro. Tutto drammaticamente vero!
il 7 Agosto 2013

Mirco Marchesi
Credo che il primo sintomo, il masochismo nascosto, celato dietro l'esibizionismo sia una traccia univerale e non solo italiana. L'individualismo spietato, secondo sintomo, va in scena sotto la regia dell'esibizionismo.  Il terzo sintomo, la recita, la interpreto come una certa teatralità vuota irritante, falsa e ipocrita. Il quarto sintomo, la fede lo vedo invece come lo stato di minorità descritto da Kant. Insomma, un pessimo e tremendo quadro. Complimenti al prof. Andreoli, studioso che stimo molto.

l'8 Agosto 2013

Fabio Combariati (utente non registrato)
Avevo letto già questa affermazione nell'incipit del libro del Prof. Andreoli, "Principia". Io credo che sia più confusione che malattia mentale, almeno spero!!! 
l'8 Agosto 2013

Alberto Mori (utente non registrato)
Mi sembra che l'impotenza sia proprio della psichiatria caro Vittorino... Che nulla può, se non aggravare la situazione (cito sue testuali parole)... Credo che tutta la vecchia Europa sia malata a livello psicologico! Ritengo inoltre sano, un certo narcisismo personale senza cadere nell'eccentricità . Parlando delle maschere, direi che vivendo in una societa' dove la pubblicità e' la regola a livello mondiale, dove tutto ciò che viene comprato e venduto e' reclamizzato in maniera da risultare accattivante e di qualita' ottima, non possiamo certo proporre beni,servizi o persone denigrandoli e/o esponendone i limiti: saremmo ancora piu' fallimentari ( oltre che in controtendenza globale ). Inoltre le ricordo che fin dalla caduta dell'Impero Romano, l'Italia e' stata sempre conquistata o salvata dal potente straniero di turno (ben prima dell'invenzione della psichiatria), con la benedizione della Chiesa Vaticana. E sono proprio tutte le stereotipie e le morali cattoliche a causare gran parte dei mali che la Sua psichiatria descrive... Inoltre,mi scusi, ma se Lei dice che con il suo operato e quello dei Vostri Istituti di cura la situazione si può solo aggravare, allora propongo di eliminare la Psichiatria e i suoi cari manicomi, in quanto, come da Lei ammesso, completamente inutili se non per il reddito e la fama che porterebbero a Lei e i suoi colleghi.
l'8 Agosto 2013

Francesco (utente non registrato)
Ad ognuno le sue . Ma anche lei caro professore indossa la maschera,  perchè alla domanda "perche lei non se ne va ?" ha risposto “Perché faccio lo psichiatra, e vedo persone molto più disperate di me”.
Invece la risposta corretta è "Perchè faccio un sacco de soldi grazie ai vostri problemi" 
l'8 Agosto 2013

Alberto Mori (utente non registrato)
....dimenticavo la cosa piu' importante: l'individualismo degli italiani e' l'ingrediente fondamentale, primario, del successo di gran parte del business nostrano in tutto il mondo. Insomma la sua analisi e' da genocidio! L'eliminazione di tale caratteristica millenaria del popolo italiano sarebbe la fine del nostro amato paese!!!
l'8 Agosto 2013

Catiuscia (utente non registrato)
Che tristezza ste generalizzazioni...ma i Francesi, i Tedeschi, gli Americani sono tutti uguali????? Mi sembrano le barzellette degli anni '80...quelle in cui c'era un Francese, un Tedesco e un Italiano...
l'8 Agosto 2013

Catia Damore (utente non registrato)
Grazie Dott.Andreoli ...ho letto tanti suoi libri e devo dire che lei è un GRANDE psichiatra ...e un grande UOMO.... Quello che ha detto lo condivido e aggiungo ...ITALIANI ANDIAMO TUTTI A ZAPPARE LA  TERRA !!!!!!!!!
l'8 Agosto 2013

Giovanni (utente non registrato)
La psicologia di un popolo si forma in secoli..e noi siamo una genia antica. Premesso questo, é vero che in questi ultimi 20 anni si sono coltivati piú i vizi che le virtú..ma io vivo all'estero e vi assicuro che la capacitá di lavoro e la creativitá degli Italiani sono uniche..l'intuizione nel risolvere un problema..sará che fuori d'Italia emerge il meglio?
l'8 Agosto 2013

Elisabetta (utente non registrato)
Non mi sono mai piaciute le generalizzazioni, specialmente di un popolo come l'Italia che ha subito nei secoli innumerevoli influenze straniere che hanno reso questo paese differenziato in ogni singola caratteristica, basti pensare alle differenze tra paesi, città, regioni, ecc. Inoltre, sinceramente da psicologa a psichiatra, se io fossi un suo paziente non verrei mai in cura da lei, perché come italiana mi sentirei giudicata da lei a priori.
l'8 Agosto 2013

Catiuscia (utente non registrato)
P.s. se c'è una cosa che mi fa più tristezza delle generalizzazioni sugli italiani sollo quegli italiani che le caldeggiano e le propongono pensando di far parte di una ristretta minoranza di eletti che non vi rientra...
l'8 Agosto 2013

Antonella (utente non registrato)
Interessante quadro clinico su cui riflettere...personalmente non riesco a riconoscermi nella esibizionista-masochista...se faccio vacanze a due stelle non vado a dire in giro che sono andata a Dubai!! Sul silenzio degli inglesi...si sarà un merito ma perché non parlare di una certa dissociazione diurno-notturna quando dopo lunghi silenzi giornalieri si ubriacano nei pub..o quando li trovo in vacanza e bevono dalla mattina alla sera monopolizzando interi alberghi? Ogni popolo è un paziente a suo modo...con questo non giustifico la nostra inerzia civile né una certa superficialità di valutazione dei problemi...grazie dello spunto di riflessione!
l'8 Agosto 2013

Michele (utente non registrato)
Sono in inghilterra da gennaio e credo che il silenzio degli inglesi sia solo un sintomo della loro malattia mentale, isolani frustrati. Uno psichiatra dovrebbe proporre anche una cura a noi poveri italiani malati di mente. Fare la rivoluzione? Questa sarebbe la cura? Non le sembra antistorico Professore? Certo l'Italia e' sempre stata piena di pazzi da cui ci siamo fatti abbindolare, ma cerchiamo di essere realisti! Il suo mi sembra il Mito del mitomane! Piedi per terra, please!
il 9 Agosto 2013

Enrico (utente non registrato)
Un'intervista banale e grossolana, zeppa di luoghi comuni e gratuite generalizzazioni.
Finchè non ho letto la riga dove afferma che i "malati di mente" dovrebbero andare in piazza contro quelli che "vogliono abbattere la magistratura", non si capiva dove volesse andare a parare, nè a quale scopo un articolo simile venisse pubblicato su Huffington Post.
Ora è tutto chiaro.
il 9 Agosto 2013

Gennaro (utente non registrato)
Ritengo che l'analisi fatta sia su un piano prettamente Mentale, quindi risulta essere fondante ed anche giusto, sempre su tale piano. Aggiungerei comunque una nuova prospettiva che non ha a che fare con lo spazio mentale e cioè riuscire a guardare ancora oltre, e quindi considerare lo spazio che va oltre la mente. Faccio riferimento all'Anima, in tal senso allora si potrebbe dire che gli italiani, sempre non generalizzando, non hanno consapevolezza delle proprie potenzialità, in quanto nessuno a scuola ha insegnato a vedere queste cose e siccome si è molto dipendenti dall'esterno, molto ialiani non sanno che ognuno può crescere da solo senza le indicazioni politiche, economiche o psichiatriche. Rendersi consapevole delle proprie potenzialità allora diventerebbe più appropriato nello smascherare i falsi miti costruiti dalla mente e rendere tutto più reale, anche la sofferenza. Sarebbe questo il primo passo per accettare quello che si è e quello che si ha, per poi progredire nel proprio percorso dell'Anima. Grazie al Proff. Andreoli per avermi ispirato a tale riflessione
il 9 Agosto 2013

Roberto (utente non registrato)
Un quadro perfetto degli italiani, "illustrato" con pensiero semplice e parole comprensibili da tutti. Per questo siete tutti arrabbiati, anche qui, perché punti nel vivo, offesi dallo specchio nel quale accidentalmente vi state specchiando.
il 9 Agosto 2013

Andrea (utente non registrato)
Tanta irritazione la vedo negli italiani solo quando vengono stuzzicati nel loro torpore, nei momenti importanti della vita sociale invece - vedi elezioni/scioperi/ manifestazioni - ronfano e sparano voti da sonnambuli!
Chiaramente questa è un'analisi generale del popolo italiano e non pretende di definire ogni singolo italiano ma solo di tracciare delle linee guida.
Pensare alla malattia mentale delle altre nazioni non ci porta ad alcuna soluzione e comunque la loro situazione generale non mi sembra grave come la nostra.
Un malato che cerca negli altri un "mal comune, mezzo gaudio" non dà segni di voler guarire.

il 9 Agosto 2013

Daniele (utente non registrato)
Certo, generalizzare non è mai un bene, soprattutto in un paese come l'Italia, dove se c'è un popolo eterogeneo per cultura, per abitutidi, per usi è proprio il nostro, però colgo nell'analisi del prof. molti aspetti comuni alla maggior parte degli italiani, una fotografia di un popolo in cui ciacun elemento ha messo al primo posto se stesso, fregandosene degli interessi o dei diritti degli altri, soprattutto ora che la crisi imperversa, al grido di " si salvi chi può... e chi non può si fotta!". Un paese dove la meritocrazia non esiste, dove per contro esiste la raccomandazione del imbecille di turno messo al posto di chi potrebbe far progredire questa o quella azienda e di conseguenza il paese. Un paese dove insegnamo ai nostri figli la prevaricazione, la prepotenza, il passare avanti, il saltare la fila. Una cosa non ha detto il prof. che leggendo i vs commenti ho riscontrato è che  siamo anche permalosi, e spocchiosi, il primo passo per guarire, per un malato è quello di riconoscere la propria malattia, ma noi non sappiamo fare neppure quel passo.
il 9 Agosto 2013

Roberto (utente non registrato)
Condivido il tuo scritto, Andrea. E come non condividere anche quello di Daniele? Già. proprio così.
il 9 Agosto 2013

Royalpappa (utente non registrato)
grazie !
il 9 Agosto 2013

Silviobarbata (utente non registrato)
L'unica causa vera della malattia italiana è la disumanizzazione dovuta alla ideologia COMUNISTA che rimane viva solo in Italia: per il comunismo la persona come individuo e soggettività non esiste...è questa la radicale malattia...Berlusconi e il capitalismo liberista per quanto fastidiosi sono come un raffreddore ce ne possiamo liberare con qualche accorgimento...nel primo caso invece la malattia è così diabolica che è difficile accorgersene e colpisce l'essenza dell'uomo...come le malattie genetiche...
il 9 Agosto 2013

Luciana Scognamiglio (utente non registrato)
Tu e la banda berlusconi, rovina italiana, siete fortunati che non c'è più la ghigliottina, caro barbata.
il 9 Agosto 2013

Michele (utente non registrato)
Gli andrebbe revocato, con effetto immediato, il permesso di esercitare la professione.
il 9 Agosto 2013

Senza Parole (utente non registrato)
Hahahahahaha la toccato proprio nell'ego, sono d'accordo in pieno, grazie!!!!!
il 10 Agosto 2013

Stefano (utente non registrato)
@Silviobarbata ..bah luoghi comuni sul comunismo, comunque dove lo vedi il comunismo in italia? è il solito capro espiatorio che usa Silvio per plasmare le menti.
il 10 Agosto 2013

Fabio (utente non registrato)
Complimenti! Queste parole oneste dalla bocca di un'Italiano sono veramente rare!
il 10 Agosto 2013

Andreamoro (utente non registrato)
Quindi se ho capito bene ... se me ne sono andato dall'Italia ... me la sono scampata e sono sano.
il 14 Agosto 2013

Nino Arconte (utente non registrato)
Beh, che razza di psichiatra è chi racconta l'esteriorità del male, ma non ne indica le cause e non prescrive le cure?
Gli italiani sanno bene che sono corresponsabili di questo disastro. Sono oro che hanno dato il potere a bande di bassotti mascherati, gli hanno permesso di insinuarsi nelle istituzioni democratiche e di farne scempio, di entrare nelle banche, anche quella nazionale, la banca d'Italia e saccheggiarla, indebitandoci in maniera impossibile da ripagare e ora? ...Ora non sanno che fare e l'unica cosa che gli viene in mente e' ...facciamo finta di niente, qualcosa succederà.
Si definisce da sempre cura dello struzzo che, quando ha paura del leone, mette la testa sotto la sabbia.... non vede, non sente e si calma ...
Ma non siamo tutti così, la maggioranza però sì e questo è il guaio.
il 14 Agosto 2013

Barbara (utente non registrato)
condivivo, ma anche lei parla... nel suo privato che fa? come cambia questo paese? questa Italia malata avrebbe bisogno di una guida seria, forse un po' dispotica come certi bimbi indisciplinati una "Nannee Mc Phee"..ci sono persone che fanno politica tutti i giorni vivendo fuori dal coro, dando un esempio o forse solo un'alternativa....siamo squattrinati, lontani anni luce dall'europa, ma abbiamo un sacco di belle qualità: usiamole, smettiamola di salvare la Fiat o chi per esso che prima o poi se ne andranno e lottiamo per Pompei,per la mole antoneliana, per il forte di Bard, per i nostri musei...che non se ne andranno e potrebbero mantenere un sacco di persone....... 
Gli italiani non hanno la maschera, hanno una scarsissima autostima, quando invece ne hanno allora fuggono e abbandonano il Bel Paese perchè forse la sfida di restare e fare è troppo difficile?
il 17 Agosto 2013

Paola (utente non registrato)
Credo cha la malattia, tipicamente italiana, sarà il fulcro di un cambiamento epocale. Le maschere grottesche finora indossate sono di per sè la forma profonda di una trasformazione . Gli inglesi a mio avviso sono calmi perchè non sono sfiorati se non marginalmente dal cambiamento, pensi alla crisi l'hanno subita anche loro o l'hanno scaricata altrove, la germania idem, a ben guardare siamo quelli che hanno trovato un modo teatrale per resistere, ma anche per ritrovarsi e ripartire ... gli scavi vanno fatti a fondo e non fermarsi all'apparenza
il 17 Agosto 2013

Kikor (utente non registrato)
Si può guarire da questa malattia solo con una decisa e vera riscoperta dei nostri valori Cristiani e delle antiche tradizioni.

Grazie a Dio, il cambiamento sta avvenendo e quando sarà a un buon punto inglesi, francesi, americani invidieranno il nostro spirito italiano.
il 28 Agosto 2013

Fabio Combariati (utente non registrato)
Azzarderei un'ipotesi suggestiva: estinguendosi la generazione post-bellica in Italia,quella della famiglia "perfetta", ne è seguita un'altra, quella della contestazione, della "no famiglia" e "no figli", che da una parte ha contribuito a demitizzare quell'ideale di perfezione piccolo-borghese, ma dall'altra ha prodotto un effetto boomerang, creando di fatto una "generazione vecchia" che oramai cita solo sè stessa ed impedisce alle nuove generazioni di avere potere economico, politico e sociale e di introdurre cambiamenti nelle modalità esistenziali, di creare una politica giusta di welfare e vicina ai bisogni reali delle persone, insomma, una società più moderna. Il degrado che stiamo osservando esiste un pò in tutta Europa, ma in altri paesi, causa maggiore presenza di giovani, la situazione appare meno grave rispetto che da noi. Aggiungerei poi che, causata dalle relazioni di tipo "familistico" in Italia, che sono presenti anche fasce di parassitismo, cioè di persone adulte che non lavorano (ma non hanno mai voluto farlo e ne conosco parecchi  specialmente al Sud) che si accontentano di una vita mediocre facendosi ancora mantenere dalla famiglia e magari con una pensioncina di invalidità, casa pagata dai familiari, internet, sigarette e Facebook...
 
il primo Settembre 2013

Antonio Bevilacqua
Individualismo spietato... che, poi, riferendosi al "gruppo" diventa "individualismo allargato". E qui il dubbio mi assale e, magari, il supporto del sociologo Francesco potrebbe venirmi in soccorso: possiamo parlare di una trasposizione "clinica" di quello che Banfield definì "Familismo amorale"?
il 20 Settembre 2013

Francesco Panaro
Credo che Banfield abbia ragione per alcuni versi. La famiglia è quel nucleo dove nascono molte “malattie” sociali. E aggiungerei anche personali (il sociologo, come sai, condusse studi fra la popolazione di “Montegrano”, nome fittizio, in realtà è Chiaromonte, paesino lucano che tu Antonio conosci sicuramente).
Sulla famiglia hanno scritto in molti, è superfluo qui ricordare Freud e Marx, ma è necessario dire che il Partito comunista italiano (specialmente quello del periodo di Enrico Berlinguer) ha manomesso e contraffatto la critica che i due facevano proprio sulla famiglia per attuare quella trasformazione del partito, era un modo per aprirlo ai cattolici. Il PCI ha voluto la famiglia che piaceva ai conservatori. Da qui l’immobilità sociale, nessuna visione progressista della società (per fare solo un esempio marxiano, la famiglia non dovrebbe pensare al benessere della prole perché porta all’accumulo delle proprietà, per passarle in eredità. Da qui l’idea di Marx che ai figli, alla prole, dovrebbe pensare lo Stato. Si può essere d’accordo o meno, ma è una visione). Ho sintetizzato il più possibile per non dilungarmi, una semplificazione che potrebbe far pensare ad una leggerezza, ma non lo è: ho cercato di usare un linguaggio ovvio e leggero, visto che stiamo commentando l’intervista con Andreoli, che è costruita in maniera semplice e fulminante. Grazie Antonio, e perdonami il ritardo.
il 22 Gennaio 2015

Alex Omnia (utente non registrato)
Vittorino Andreoli non è professore. Non ha mai insegnato all'Università come Ordinario o altro. E' un medico e uno psichiatra. Bisognerebbe chiamarlo dottore.
il 20 Maggio 2015

Paolo (utente non registrato)
Ha dimenticato la più Importante: L'IPOCRISIA.
il 21 Maggio 2015

Paola (utente non registrato)
Il paradosso dello psichiatra sono gli schemi. Usando i suoi stampini é in grado di classificare tutti e tutti. Tu normale tu folle tu depresso. Ci vedi solo una pessimistica presunzione in questa seduta, del tutto priva di un elemento essenziale che dovrebbe illuminare ogni buon medico: l'amore e il desiderio di far star meglio i suoi "pazienti".
il 21 Maggio 2015

Viviana (utente non registrato)
Paola, ma era solo una intervista..ha risposto alle domande che gli han posto..non era mica una seduta terapeutica..possibile che anche tu non riesca ad uscir fuori dai tuoi schemi mentali e vederla come una opportunità di riflessione?
il 21 Maggio 2015

Libera (utente non registrato)
Poveri noi 😳......italiani .... Siamo veramente come ironicamente a detto il professore ..... Mi dispiace molto .... Inizio a riflettere ...
il 21 Maggio 2015

Herman (utente non registrato)
Leggo delle risposte che mi fanno ridere. Ed e' esatttamente quello che ha detto il dottore Andreoli. Quando leggo "....  che la crisi gli altri l'hanno scaricata altrove...  e' estattamente quello che Andreoli ha spiegato come una delle malattie. Leggere bene prego.

Quando leggo un'altro che dice "grazie a Dio" e poi pensa alla ripicca richiamando l'invidia che potenzialmente gli altri paesi sentiranno nei confronti dell'Italia..... questa e' un'altra malattia. ha ha ha. Un cristiano che pensa a queste cose. Mi fa morire. Siamo cosi' arroganti che leggiamo con desprezzo e rabbia quando la verita' ci viene detta. Complimenti delle vostre risposte. Sono la prova di quanto detto il dottore o professore.... anche se a qualcuno non le piace.
il 21 Maggio 2015

Erode (utente non registrato)
Che cazzata. Che enorme cazzata. Siccome non bastano capelli selvaggiamente incolti, ciglia da cinematografia dell'orrore e comparsate televisive a destra e a manca (ora meno, grazie al cielo...), avevamo bisogno di raffigurarcelo nell'atto delle proprie funzioni lavorative. Grazie: adesso abbiamo una prova provata in più che quest'uomo ha vissuto ben oltre le proprie possibilità: e quelle altrui.
il 21 Maggio 2015

Salvatore (utente non registrato)
IL LIMBO del MONDO di MEZZO
 
 
Come in un limbo d’innocenza vivono in una bolla anestetizzati dalle brutture del reale. In una bolla dove la vita è dolce, tutto ciò che hanno bisogno gli viene dato in virtù del loro prestigio e decoro familiare, in atmosfere anestetizzanti. Vivono nel loro mondo settario. Anche il paese, la terra esiste solo per il loro piacere. Sacrificio ed empatia non sanno cosa siano. Quanto devono fare i conti con la realtà, si sentono abbandonati e traditi dal mondo volgare  ed ingrato e allora diventano cinici, irritabili, litigiosi, strumentali manipolatori e pretestuosi. E per questo agiscono come supporto logistico al sistema paese, facendo i delatori  e reclutatori.
La loro “natura” li porta a spingere sul cammino del <<vivere facile>>, di brame oscure. Come bravi testimonial pubblicitari riducono i loro argomenti a spot, questo paese s’ispira a loro rinchiusi nelle loro scatole e comode case.
il 22 Maggio 2015

Salvatore (utente non registrato)
Infantilismo, pressapochismo, incompetenza, arroganza, familismo, clientelismo, esteti, trasformismo, provincialismo globalizzato, disfattismo, sospetto, dietrologia, individualismo e rassegnazione. Che diventano una cartina a tornasole delle depressioni nella quale ci troviamo: regole e numeri senza emozioni, è pura burocrazia, la sola emozione senza regola e puro velleitarismo.
Domanda qual è il modello esplicativo dell’attuale società? Il sacro romano impero si rifaceva al modello cristiano del vivere con il sudore della propria fronte e noi?
il 22 Maggio 2015

Pinucciamulas (utente non registrato)
Arranchiamo nel buio.
il 22 Maggio 2015

Liliana Polia (utente non registrato)
qual è la data di questa intervista?
il 22 Maggio 2015

Canavacciuolo (utente non registrato)
Quello invece che non è in crisi é il portafoglio seppur vuoto! Ma il conto o parcella arriva sempre e profumato a spese di noi italiani perché quelli che "lavorano" per l'Italia o non si fanno vedere o sono nascosti! Parlo dei tanti volontari e altri come chirurghi ad esempio che fanno turni estenuanti e salvano vite e in ferie vanno con Emercency ad esempio!
il 22 Maggio 2015

Paola Gelsomino (utente non registrato)
Grande professore Andreoli!
La consueta grande bravura, sapienza, perfetta conoscenza dell'animo umano. Italiani, cercate tutte le scuse che volete, ma noi siamo diventati questo tipo di popolo, basta guardarsi intorno. Ognuno di noi rifletta e poi qualcosa cerchi di migliorare. Lo dovete a voi stessi e alla società nella quale siete inseriti. Esiste un 'dovere ecologico' per ognuno di noi, fare qualcosa per migliorare l'ambiente nel quale vive e che deve consegnare al futuro.
il 22 Maggio 2015

Valerio (utente non registrato)
Quando si descrivono "gli italiani" non si può non pensare anche a quelli che non vanno dallo psichiatra ma che se la cavano benissimo senza i difetti che Andreoli attribuisce agli italiani in massa. Non è affatto corretta questa diagnosi troppo generica. Io conosco molti italiani, giovani di solito e non sconsolatamente attempati come Andreoli, che non haannno uno solo dei difetti che il professore ha elencato. Grazie comunque dell'analisi dal lettino del paziente.
il 22 Maggio 2015

Paola Gelsomino (utente non registrato)
Valerio, rilegga con calma l'intervista
il 22 Maggio 2015

Carlo (utente non registrato)
Concordo con Paola. Mi sembra un ritratto troppo estremo, troppo oltre questo del Dottor Vittorino Andreoli. Il che mi fa pensare alla cosa piú come un semplice sfogo piuttosto che una vera riflessione su ció che la realtá italiana presenta. Ovviamente la domanda sarebbe: "qual'é la vera realtá italiana, allora?" Una realtá oggettiva non esiste, ovviamente, ma non condivido il fatto che tutto il paese sia malato. Che tutti siano malati. É una generalizzazione troppo forte. Stimo il mestiere dello psichiatra, perché veramente capace di aiutare persone dimenticate da una societá troppo individualista. Ma la speranza e l' entusiasmo sono i motori del futuro successo, personale e di comunitá. Accolgo quanto espresso, ma non condivido. Non bastano i valori per restituire un' anima a qualcosa di apparentemente morto (o malato, o pazzo o qualunque cosa sia). Lo spirito di agire e muoversi nel concreto per generare il bene altrui e degli altri dev' essere il fuoco di qualsiasi rinascita, sia individuale che di gruppo. Se vogliamo abbracciare dei valori, cogliamo la positivitá. Qualsiasi idiosincrasia potrá allora apparire come una semplice caratteristica apprezzabile della persona, piuttosto che un sintomo di malattia. In un' epoca di difficoltá, ci vuole questo: la forza di volere e volere ancora.
il 23 Maggio 2015

Edwards (utente non registrato)
Penso che il paese sia realmente malato, si è perso il senso della realtà individualmente dissestato privo di sicurezze in cerca di conferme e sotto certe forme masochista, l'Italia e un paese passivo piegato in 2 proprio a 90 gradi
il 23 Maggio 2015

Pietro (utente non registrato)
D'in sulla vetta della torre antica.......
il 23 Maggio 2015

Barbara (utente non registrato)
Ritratto azzeccatissimo. L'ho trovato perfino clemente e in un certo senso compassionevole, perchè dotato di quella compassione che solitamente si offre ai malati, quasi deresponsabilizzati da questo e da quello proprio in virtù della loro malattia. Mi delude solo il finale: non mi pare proprio che un motivo sano, sensato e intelligente al fatto di restare sia quello di paragonarsi agli altri, e ritenersi il 'meno peggio'. D'altronde l'aveva detto fin dall'inizio che la sua era un'analisi che riguardava anche se stesso, e alla fine probabilmente l'ha voluto dimostrare. Che dire? Io sono per l'anadrsene, ma non prima di aver chiarito a se stessi che partire per restare gli stessi serve a ben poco. Anzi.
il 23 Maggio 2015

Vitangelo Moscarda (utente non registrato)
Io sono per andarsene. E infatti me ne sono andato.... Molto lontano.. Spero di non tornare per molto tempo.
il 23 Maggio 2015

Luca (utente non registrato)
Io aggiugerei che un grande problema degli italiani e'di pensare che siamo i migliori al mondo .Che l'italia e'il più bel posto al mondo .Che facciamo il cíbo più buono al mondo .ecc eccc. Non siamo i migliori . Siamo solo un paese vecchio e bello si ma il mondo e'grande e ci sono posti altrettanto belli . Non siamo i migliori . Non Abbiamo la miglior fama . Dovremmo pensare alla realta di oggi e basta vivere del Passato xche e'.....Passato.
il 23 Maggio 2015

Pinopino (utente non registrato)
...Andreoli voleva la conferma della pazzia degli italiani? Legga questi commenti... ognuno di noi si è sentito in dovere di scrivere "qualcosa"... ma stare fermi e riflettere no eh? Dobbiamo commentare io compreso... è compulsivo... sì: siamo pazzi...
il 24 Maggio 2015

Guido (utente non registrato)
E forza, coraggio, ma di chi altri starebbe parlando? Ma non siamo noi sotto esame? Cosa si pretendeva? Che analizzasse uno per uno i residenti, i presenti, gli strutturati e che poi redigesse un'analisi basata su una media, ma quale, poi, artmetica? Ponderata? E il miracolo! Certo che non c'entra la religione col miracolo, a noi basta l'uomo della provvidenza da Mussolini a Renzi passando per Craxi e Berlusconi e i loro strafalcioni vieppiù aderenti al reale, così che, oggi, la mania ossessiva da lavabo-rottamazione finisce con l'apparire proprio lo spirito del tempo, bella e pronta, compiacente e collimante con la deprimente immagine di chi si specchia in una vetrina telematica certo di scorgere se stesso senza raggiungersi. Insomma, ci sono i pazzi in fila in autostrada e quelli a senso unico che ritengono pazza la moltitudine in senso inverso e che lo stramaledice. Uno, nessuno e sessanta milioni.
il 24 Maggio 2015

Luisa (utente non registrato)
come mi piace il commento di Pinopino..... è proprio vero.... siamo tutti qui a scrivere qualcosa di noi.... triste e buffo in egual misura....
il 24 Maggio 2015

Angelo (utente non registrato)
Siamo cosi' dal tempo della caduta dell'impero romano, nulla di nuovo sotto al sole. Eppero', come si diceva negli anni '60, siamo troppo leggeri per affondare! O come diceva il mio amico Bruno Zoratto, siamo un popolo di caproni ma ogni diecimila caproni nasce un genio che quasi quasi compensa per le altre diecimila bestie. Saluti e viva la Patria italiana.
il 25 Maggio 2015

Angelo (utente non registrato)
X Pinopino
Le faccio notore che il Dott. Prof. Andreoli ha stracimato per una pagina, un inglese avrebbe detto solo una frase o forse mezza...dunque pure lui e' Arcitaliano. Saluti
il 25 Maggio 2015

Antonio (utente non registrato)
L'analisi e' validissima per circa il 70% degli italiani... la posso confermare osservando i miei clienti. Antonio agosta
il 25 Maggio 2015

Italiana (utente non registrato)
O.O
il 26 Maggio 2015

Rita Lupo (utente non registrato)
Temo che anche il validissimo prof. Andreoli si sia sbagliato: Ha fatto come gli italiani che ha messo sul lettino, ha dato loro troppa importanza, forse dà anche a se stesso troppa importanza con questa analisi troppo particolareggiata, ampia,
confrontata che gli dà il lustro che la sua italianità richiede.
Siamo seri! (non come gli inglesi, per carità) cerchiamo di essere semplici, cominciando da coloro che dovrebbero farci luce, professore, forse potremmo farcela.
il 26 Maggio 2015

Il Simo (utente non registrato)
Il primo a dover seriamente prendere in considerazione l'idea di sottoporsi a delle visite psichiatriche credo sia proprio il dott.Andreoli. Non ho mai visto ne sentito nulla di meno scientifico. Sarebbe interessante conoscere il numero di pazienti da lei preso in considerazione per determinare i 4 sintomi della "malattia di cui soffrirebbe, secondo lei, l'Italia intera. L'erba del vicino è sempre stata più verde,ma da un uomo di cultura come lei mi sarei aspettato di sentire per una volta la VERITÀ sul falso paradiso, che tutti coloro che non hanno mai viaggiato, credono sia l'estero.Fatevi un giro a New York e guardate quanti Barboni riempiono le metro,fatevi un giro in nord Europa ed iniziate a contare quanti suicidi avvengono ogni giorno,fatevi un giro in Turchia e rendete conto di come trattano le donne,fatevi un giro in Grecia e parlate con chi Povero lo è diventato sul serio,fatevi un giro in Asia e provate a chiedere notizie su sindacati e diritti dei lavoratori.Mi fermo qui perché potrei raccontarvi ancora molto dei gravi e seri problemi che ho visto in mezzo mondo E NON VORREI MAI CHE ALLA FINE INIZIASTE AD APPREZZARE UN PO' DI PIÙ IL VOSTRO PAESE.
il 27 Maggio 2015

Lucy Su (utente non registrato)
Molto educativo, l'analisi del dottore Andreoli,anche altri commenti,come è diverso ognuno di noi, come percepiamo le cose ,il paese , la sensazione in maniera totalmente diverso.I punti di vista è preziosa. Simao tutti molto simile ma anche molto diversi,ogni individuo è una isola, e oguno ha un modo di concepire nozioni di esprimersi in maniera diversa, Il mestiere dello psichiatra è molto difficile, certamente , potere dire tutto questo, analisi,in forma sarcastico, analitico, non è semplic.Se gli italiani comprendonp che hanno degli sintomi gravi, bisogna farsi curare, inizando a togliere delle erbacce dalle mente,credo che la meditazione o la disciplina orientale potrebbe essere molto utile.Non disperatevi, dove c'è la malattia, c'è sempre la cura.
il 27 Maggio 2015

Yo Yo (utente non registrato)
Concordo in pieno con Rita Lupo, non mi sarei potuto esprimere meglio!!
il 28 Maggio 2015

Kyriakos (utente non registrato)
Basta dire italiano hai detto tutto........
il 28 Maggio 2015

Carlo (utente non registrato)
Lasci i suoi pazienti prima che diventi troppo tardi..
il 29 Maggio 2015

Michele (utente non registrato)
Non difendete l' indifendibile..ha perfettamente ragione il prof. Andreoli...basta sapersi guardare intorno! Chi non lo ammette e' perche' si sente soggetto. Come il tifoso che non vuole accorgersi che col calcio si e' degenerato!!
il 31 Maggio 2015

Maria (utente non registrato)
CONDIVIDO AL CENTO PER CENTO LE SUE PEROLE
il 4 Giugno 2015

Ayeshina (utente non registrato)
dev'essere per forza così, altrimenti non si spiegherebbero i ristoranti sempre pieni, i luoghi di vacanza congestionati e  il perenne ingorgo di Smart nuovissime sulle strade cittadine, nonostante la crisi e i soldi che scarseggiano sempre di più
l'8 Giugno 2015

Stefano (utente non registrato)
Direi molto verosimile anche se impietoso.
In questo momento storico economico darei un alibi agli italiani
Poi pero' basta
il 9 Giugno 2015

Cristi (utente non registrato)
Questo caro profesore ha indovinato essatamente questo popolo di pagliaci
il 2 Luglio 2015

Amanda (utente non registrato)
Analisi impeccabile del Prof. Andreoli Italiani popoluccio dai colletti alzati delle polo
il 29 Luglio 2015

Marco (utente non registrato)
Tristemente vero. E si, ci vorrebbe proprio un po di meditazione e visione orientale dell'universo per farci ammettere, umilmente e ridendo, che siamo ridicoli
il 30 Luglio 2015

Cinzia (utente non registrato)
Sono passati due anni e non è cambiato niente... anzi...
il 30 Luglio 2015

Rosroz (utente non registrato)
Io vedo un paese malato ma vedo anche tante persone che potrebbero cambiare e vivere una nuova vita. La loro forza di volontà è in proporzione ai problemi che possono essere curati. Io non l'ha vedo come il professor, io vedo volere e potere altrimenti non sarei uno di quegl' italiani che è andato oltre, ho avuto visione ma anche tanta forza, sarebbe bene aiutare le persone che non ce la fanno a fargli fare il passo successivo. ProFessore io non condivido con le lei, io non mi reputo malato e non vedo tutte le persone in balia del peggio. Siamo ottimisti sempre e diciamo anche che la vecchiaia ci spaventa .
il 30 Luglio 2015

Andrea (utente non registrato)
Si può che questo Professore(Ergo non voglio sminuire il suo lavoro)pensare che su 10 persone in mare su una barca che affonda noi penseremo a noi stessi,oddio forse è vero ma chi può dirlo?Lei professore o io normale ragazzo,esatto nessuno dei due.Io sono contro a questo articolo per quanto in parte vero perché molte delle cose sono inverosimili se io mi trovassi su un balconcino che ci stanno appena un tavolino io mi ci troverei bene se accompagnato da una bella veduta ovvio se la veduta è magari sulle periferie di Bucarest non mi piacerebbe più di tanto.E voleva puntualizzare sul fatto del credere noi italiani puntiamo sul credere sopratutto su religione e calcio,e forse dovuto al fatto di come una persona è cresciuta ed è stata educata,non è dovuto al fatto che nascendo tra mediterraneo e alpi si è un popolo di COG****i.Io sono contro a questo articolo perché forse risalta il sesto problema degli italiani ma anche il primo problema degli psichiatri cioè il parlare di grandi temi senza conoscerne neanche il fulcro parlare degli "Italiani" è difficile se non impossibile adesso perché siamo un popolo che ancora non si riconosce in una nazione ma bensì è più attaccato al campanile della propria città,e penso che l Italia non sia un paziente in stato terminale ma bensì sia un bambino che sia un adolescente che ha bisogno di essere indirizzato verso la dritta via e non di venir continuamente insultato da tutti quelli che lo abitano e non,probabilmente avrò torto e mi scuso se magari no n ho capito il suo punto di vista fatto sta che io la penso così.
il 30 Luglio 2015

Francesco (utente non registrato)
Articolo, fantastico, poi leggo i commenti, tipo, questo ha individuato benissimo questo popolo di pagliacci, e così ci tenevo a dire a questi, che i malati son sempre gli altri, che anche voi fate parte di questo popolo, e non è perchè "credete" di essere diversi, che lo siate... nessun vero malato, sa di esserlo 
il 31 Luglio 2015

Luca700 (utente non registrato)
Bravo Vittorino, ti sei guadagnato un passaggio in un talk show spazzatura.
E non dimenticare la prossima volta che illumini sull'esibizionismo di citare le capigliature improbabili.
il 31 Luglio 2015

Francesco Z (utente non registrato)
Un po' di sano conformismo culturale e puritanesimo moralista superficiale, non vedo l'ora in cui la psichiatria e la psicologia saranno inserite nell'elenco dei disturbi della persona e la loro pratica bollata come delirio dell'ego e disprdine della personalità, dalla stessa WPA, Al giornalista: complimenti per la foto scelta. Buona giornata. :)
il 31 Luglio 2015

Giacomo Zuccolo Arrigoni (utente non registrato)
Sono d0accordo sull'analise deo popolo italiano spiegata dal Prof Andreoli.
In effetti è im problema sociale, do massa, ci sarà qualche eccezione, ma il sinìgolo non risolve il problema della massa

il 31 Luglio 2015

Andrea (utente non registrato)
Un po' un emerita cazzata. Perché è davanti a tutti di fronte ad uno specchio. Semplicemente è un post qualunquista in cui infarcisce di qualche citazione colta qua e là per dare autorità ad un diiscorso perfettamente sovrapponibile a quelli di un vecchio in una qualsiasi bettola da quattro soldi, per poi scendere dal suo piedistallo infarcendo di "volgarità" mirate il discorso. Questa è una piece teatrale, né più, né meno, e sinceramente non sapevo che le interviste fossero diventate così. 
E parlo rispecchiandomi in tutti i sintomi, visto che è necessario premettere che si è infami per evitare che successivamente tutti me lo facciano notare. E non come artificio retorico, io ritengo di essere così, però, mi pare, che chi vegge è inetto quanto gli altri e il problema degli italiani si mangia da solo e si caga da solo. 

il 31 Luglio 2015

Angela (utente non registrato)
magari quel miracolo che ieri doveva farci Berlusconi oggi pensiamo che ce lo faccia Renzi! O no? Con l'aiuto di Boldrini e Marini comunque!
il 31 Luglio 2015

Luigi (utente non registrato)
Quello che afferma il Prof. Andreoli che stimo è vero dal punto di vista di uomo di cultura. Per confermare questo pensiero sono andato in vacanza per 20 giorni a Londra dove ero stato 54 anni fa ai tempi dei Beatels. Avevo 20 anni e volendo apprendere l'inglese, studiavo il giorno e "lavoravo" la sera come lavapiatti o vendevo ice cream mangiando fish and cheaps, bevendo tè e facendo colazione col porridge. A quel tempo di italiani a Londra ce n'erano 4 gatti, oggi è ce ne sono più di un milione che lavorano stabilmente, Italiani stanchi dell'Italia corrotta che non offre a loro niente. Ma non lavorano più come lavapiatti nei ristoranti, sono proprietari di ristoranti e sono da per tutto. Guide turistiche nella strada, professori universitari a Oxford e Cambridge, medici e chirurghi, perché quelli inglesi c'è il rischio che siano dediti all'alcool. Fish and cheaps? Una rarità,porridge scomparso, al posto della Guinness, rarissima, al supermercato ho trovato la Peroni e la Moretti, vino italiano a volontà, spaghetti già cotti e conditi in vari modi da portare a casa e scaldare al microonde. Ristoranti, Pizzerie, caffè espresso da per tutto etc etc. Poi oltre un milione di turisti italiani che sciamano per la città e trovano La repubblica o il Corriere in tutte le Edicole. Allora mi sono ricordato dei versi di Dante che nel 1300 faceva un quadro del Paese più nero del Prof. Andreoli: "Ai serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di province ma bordello". Quell'Italia vilipesa e condannata dopo qualche anno ha illuminato tutta l'Europa con gli uomini del Rinascimento, oggi questo "manicomio" sta con i propri figli illuminando non solo l'Inghilterra con la sua semplice sana onesta cultura nella cucina, nella moda, nel designer, dalle Vespe alle Lamborghini, Maserati, Ferrari, Fiat - il più alto Grattacielo europeo a Londra di Enzo Piano - ma tutta l'Europa,il Giappone, gli Usa, la Cina ecc. Allora se da questo manicomio escono tanti matti da influenzare il mondo intero che ben venga questa follia perché del doman non v'è certezza e chi vuol esser allegro sia. Siamo piuttosto un gran popolo "savio che s'ammaschera da matto" alla Trilussa per difendersi, per esorcizzare l'amarezza e la disperazione, caro Prof. Andreoli, perché è amministrato malissimo, come ai tempi di Dante o anche peggio. Ma questa è un'altra storia. Sempre con grande stima la saluto prof. Andreoli e si tagli i capelli perché mascherarsi da matto quando si è saggio come Lei?
il primo Agosto 2015

Marco (utente non registrato)
Ha pienamente ragione,  se togliamo poche persone la stragrande maggioranza inizia un discorso con "IO" io conosco, io ho fatto, io so fare, io io io ...  purtroppo non bisogna essere psichiatri per leggere la menzogna in quelle parole, ed è squallido sentire e vedere con quante teatralità certa gente cerca di convinverne altra delle loro doti infinite sotto ogni senso.
Al contrario del professore credo che sotto molti punti di vista queste persone si possano curare, e la migliore cura è smettere di sorridere e credere a questa valanga di burattinate, e iniziare sputargli in faccia la relatà.
il primo Agosto 2015

Corrado (utente non registrato)
Concordo. Forse, tra le patologie inserirei anche l'ignoranza che ci fa confrontare col mondo con la presunzione di non farne parte. Una domanda: quando l'abbiamo contratta questa malattia? Io non credo che sia cronica: I nostri nonni erano sani.
il primo Agosto 2015

Ingrid (utente non registrato)
Concordo con l'articolo e con il commento di Corrado. La generazione pre Guerra non era cosi, pero' penso che quella dei BabyBoomers abbia allevato figli ignoranti e senza valori. E adesso ci ritroviamo con un popolo di pagliacci che manco sanno di esserlo. Tristezza infinita.
il primo Agosto 2015

Daniela (utente non registrato)
Bravo dottore per una volta qualcuno a detto la verità su di noi. Un popolo che sta a fare solo chiacchiere. Bravo, bravo!
il primo Agosto 2015

Giorgio (utente non registrato)
Caro Luigi…
 
Quel che lei sostiene – come si diceva a Milano, quando ci abitavamo ancora (ora viviamo serenamente in Florida…) – NON FA UN PLISSE’ (= non fa una grinza).
 
Vorremmo solo obiettare, se lei ce lo consente, che tutta ‘sta illuminazione che gli italiani fanno nel mondo (mamma mia, quasi ‘na centrale atomica...) – fatto peraltro sacrosantemente vero - non e’ che lei magari concorderebbe che sarebbe meglio la facessero dall’... Italia, invece che – “nemo profeta in patria” – essere costretti a girovagare per lidi piu’ amici e meno ostili del Bel Paese!?
 
Sa, vogliamo dire, proprio come fanno inglesi, tedeschi, francesi, americani, ecc., ecc., che per essere famosi non devono emigrare per trovarsi un lavoro!? Che poi, quando tutti costoro li si trova in Italia, sono per lo piu’ turisti o persone ricche che vengono a risiedere in quello che giustamente e’ ritenuto uno dei Paesi piu’ belli del mondo, se non addirttura IL PIU’ BELLO!?
 
Ma, forse, le sue critiche derivano dal fatto che lei e’ uno di quelli che – a questo punto e per sua grande fortuna – “sta bene” e quindi puo’ ben vivere anche nella Bella Italia...
 
A proposito, come amanti della Gran Bretagna, ci rendiamo conto che le attuali “fish’n’chips” non sono piu’ come quelle d’una volta e, quindi, come lei indica, sono diventate... “cheaps” (pero’ durante il nostro ultimo soggiorno a Londra, non ci sembra ch fossero proprio cosi’... “cheaps”, ma ancora e soltanto... “chips”. E, ancora, poiche’ lei sembra persona di coltura, a noi sembra di ricordare che il Medici non disse “chi vuol esser allegro sia”, bensi’... “chi vuol essere lieto sia”...
 
Restiamo dell’idea, gentile Signor Luigi, e sottolineiamo con forza questa nostra convinzione, che tutte le abilita’, le capacita’, il genio (totalmente verissimi) degli italiani, dovrebbero potersi vivere nel Bel Paese, e non ai quattro angoli del mondo, quasi da esuli... per esempio, cominciando, finalmente, ad insegnare l‘inglese, sicche’ gli italiani che vanno all’estero – dovunque – FINALMENTE, avvaLendosi della “lingua del mondo”, capiscano quanto accade intorno a loro e quanto vanno perdendo...
 
Con cordialita’
Giorgio (utente non registrato)
il primo Agosto 2015

Piero (utente non registrato)
NELLA FOLLIA DELL'ITALIANO IN CUI VIVE,ESCE SEMPRE IL GENIO
il 2 Agosto 2015

Marco (utente non registrato)
Gli italiani sono il popolo più stupido che abbia mai visto e purtroppo ne faccio parte, i cavernicoli erano più avanzati
il 2 Agosto 2015

Alessia (utente non registrato)
IO L'HO SEMPRE DETTO CHE C'ERA QUALCOSA CHE NON ANDAVA ! ORA LA CONFERMA , GRAZIE DOTTORE , CAMBIERò AL PIU PRESTO CONTINENTE 
il 2 Agosto 2015

Marynci (utente non registrato)
Credo che il Professore abbia pienamente ragione riguardo all'analisi poichè è ciò che si riscontra normalmente e comunemente nella società italiana. Bisogna però ammettere che esiste un gran numero di persone non corrispondenti allo squallore descritto, ma che tuttavia non hanno buone probabilità interattive. In realtà coloro che culturalmente potrebbero modificare questo grigiore non sono molto ben viste perchè la società è soggiogata dagli interessi personali di pochi dominatori. Agli altri rimane solo di potersi lamentare - come facciamo noi che stiamo qua a dire la nostra - oppure "mostrarsi" soddisfatti, ricchi, felici ... e solipsisti 
il 2 Agosto 2015

Dirk B (utente non registrato)
Io da straniero, attivo e domiciliato in Italia lo vedo da tanto tempo. Ne parlo spesso con amici (non italiani) e se oso parlarne con qualche Italiano mi rispondono: "se non ti piace torna al tuo paese, non sputti dove mangi". Anche se la mia polemica non è, anzi.. stando a ciò letto sopra sembra ad aver visto bene. Poi, si.. tornare nel mio paese.. lo farei, se non piovesse cosi tanto. Sapete, in Belgio non fa cosi caldo come qui..anche se Anversa e la sua mentalità “Signorile” merita. Beh, magari cercherò una meta un po meno superficiale e tornerò in Italia come turista. Ora pensiamo a lavorare e raggiungere proprio uno di questi obiettivi.. :) 
il 2 Agosto 2015

Davide (utente non registrato)
Siamo tutti sani!!!!
il 2 Agosto 2015

Albertob (utente non registrato)
una sola domanda al professore: ma cosa c'entra la depressione ANACLITICA che è tipica dei bambini, con lo sconforto che ti prende nel vedere il tuo Paese devastato da politici corrotti con il beneplacito di milioni di idioti malati di mente? 
il 2 Agosto 2015

Roberta (utente non registrato)
Mi sembra che tutti questi commenti, oltre che questo articolo, siano proprio l'espressione della lamentela masochista. Condita da scissione, per cui l'Italia e gli italiani fanno completamente schifo. A me sembra che dietro queste lamentele e continue svalutazioni ci sia la voglia di prendere le distanze dal proprio paese, senza fare nulla di reale. Le vostre lamentele prendono il posto delle vostre azioni. Sveglia che siete nel loop, ve ne accogete?
il 3 Agosto 2015

Ricktherickest (utente non registrato)
Certo che l'Huffington post ne scrive di minchiate, poi dare voce a sti imbecilli; solo oggi mi ha perso 2000 punti
il 3 Agosto 2015

Roberto (utente non registrato)
Tutto giusto però ragazzi non è che Andreoli a me dia tutta questa idea di sanità mentale e questa sua tiritera/lamentela fa parte di un'altra caratteristica tutta nostrana. Sappiamo lamentarci tantissimo e benissimo del nostro paese siamo i principali denigratori dello stivale ma poi tutti (TUTTI) quando siamo lontanti (io son stato emigrante per due anni) abbiamo la nostalgia dell'Italia. Magari se imparassimo ad avere un po' più di autostima a livello nazionale (che non vuol dire diventare dei fanatici patriori nazionalisti) e a rispettare un po' di più uno dei posti più belli del pianeta, le cose andrebbero meglio e i professionisti della critica avrebbero molto meno lavoro. 
il 3 Agosto 2015

Marco (utente non registrato)
Vabbè, ma il professore vada a fare un giro negli Stati Uniti, dove la quasi totalità delle persone sono o droga dipendenti o farmaco dipendenti.Che poi è la stessa cosa....
il 3 Agosto 2015

Andrea (utente non registrato)
Come la metti la metti sto paese fa schifo sotto ogni punto di vista :D
il 3 Agosto 2015

Vincenzo (utente non registrato)
In verità x me gli psicologi hanno più problemi dei pazienti che visitano ,concordo sul fatto che ci lamentiamo anche più del dovuto e che siamo al limite della sopportazione ma se fossimo veramente malati saremmo già andati tutti a Roma a rompere qualche testa e grazie a Dio questo fenomeno non si è ancora presentato quindi mio caro professore con tutto il rispetto credo sia meglio ,se realmente ha rilasciato questa intervista, che lei fissi al più presto una visita da un suo collega giovane poiché ,forse, non è stato ancora contagiato dalla follia.Il collega giovane intendo
il 4 Agosto 2015

Filippo Lifodi (utente non registrato)
la legge basaglia e assurda.va tolte nessuno stato ha chiuso gli ospedali psichiatrici pubblici.
il 4 Agosto 2015

Barbara (utente non registrato)
bellissimo.e per chi ha qualcosa da replicare peggio per lui.
il 4 Agosto 2015

Giuseppe (utente non registrato)
La mente che crede di avere il giardino in terrazzo,ed invece ha un balconcino , che dice di essere stato in vacanza 2 sett ed invece c'è stato una così via..questo dimostra la reazione del singolo e poi il collettivo ,che ha necessità di reagire ad uno condizione sociale che non può cambiare -allora preferisce illudersi - Ma tutto questo credo sia solo superabile solo con una buona base culturale e scientifica ,dove non si può barare con le parole ,dove tutti hanno ragione e nessuno sbaglia" tutto ed il contrario di tutto" Già allora Il Fisico Enrico Fermi si preoccupò molto di questo aspetto -disse di stare attenti a che non avvenga l Hiroshima culturale- era troppo lungimirante (era uno scienziato molto pragmatico) cosa che sta accadendo nei nostri giorni- i politici che parlano di medicina,problemi inquinamento atmosferico,problemi delle scorie radioattive,problemi climatici ,come se ne sapessero più di colui che ha creato il mondo- mettendo da parte il parere valido di grandi scienziati- se un vaccino (inutile e costo per la collettività a danno di malattie provocate dal vaccino non adeguatamente sperimentato ma tossico per le adolescenti ,esempio per il papilloma..se dico che deve essere prodotto e tutti obbligatoriamente lo devono fare -questo é la condizione di chi decide a scapito di chi non è Informato e non acculturato- così per altre cose come energia nucleare come diceva il nobel Rubbia e il ministro Casini che gli dava contro perché è Un esperto di materiale radioattivo ,di elettroni,protoni,integrali ,derivate (dx/dy) di calcolo del punto di equilibrio convenienza economica di un investimento rispetto ad un altro e le varie alternative. Il nostro paese ha 3 poteri SEPARTI legislativo,esecutivo,giudiziario. ...la condanna di un cittadino Italiano ,non lo fa il Magistrato ,per alcuni si ma se questo cittadino serve lo stato secondo il buon padre di famiglia ed invece si scopre che è il ladro della famiglia creando il malessere collettivo, ecco che avanza una cerchia di difensori prima del potere Giudiziario ,sono i compagni stretti attorno al giudicato che hanno un simbolo di partito che prendono le difese del malo affare. Si parla nel codice civile di risarcimento di danno per l immagine e la dignità verso qualcuno -ma i soggetti che ci rappresentano politicamente e si scopre che non hanno fatto il buon servizio come possiamo calcolarlo il danno verso la collettività ?pagano con i loro soldi privati verso ogni singolo cittadino!saluti
il 4 Agosto 2015

Vincenzo (utente non registrato)
Guardi, professore, che non sono tutti malati. Ci sono anche molti sani in circolazione. Secondo lei che fanno?
“Piangono, si lamentano. Ma non sono sani, sono malati anche loro.

----

Ah, ok... forse un altro psichiatra internerebbe lui. Se ti vedi come l'unico sano di mente fra milioni di malati che vuoi internare hai qualche problema tu.

Siamo fra la paranoia, il delirio di onnipotenza e la tipica presunzione di poter accorpare gente totalmetne diversa in una manciata di categorie.
Presunzione tipica di chi non sa di cosa parla.
il 5 Agosto 2015

Emanuele (utente non registrato)
Molti dei commenti che leggo (non tutti per fortuna) non fanno che confermare l'ipotesi del professore. 
il 5 Agosto 2015

Antocacchina (utente non registrato)
Sarebbe opportuno valutare le parole del prof prima di demonizzarlo
il 6 Agosto 2015

Giulia (utente non registrato)
Il dr. Legacci sostiene che non siamo pazzi, ma solo un po' bambini
http://www.psicologopadova-adrianolegacci.it/gli-uomini-sono-ancora-bambini/
il 10 Agosto 2015

Paolo (utente non registrato)
Tutti gli uomini "non solo gli italiani" sono esibizionisti per natura. Io x esempio sono un musicista amo suonare ed di esibirmi è naturale. pesco in apnea e se catturo una grossa cernia mi piace esibirmi condividere e cucinar con gli amici. Che c'è di strano tutto questo sono malato?
l'11 Agosto 2015

Maria B (utente non registrato)
Studio antropologico interessante.
l'11 Agosto 2015

Moilantoine (utente non registrato)
PSICOLLOCO lasciamo perdere!! Piuttosto ci vorrebbe quella VIOLENZA PSICHIATRICA,ancora più SPIETATA dell'Italia malata mentale che lei racconta:TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO!!...
il 12 Agosto 2015

Moilantoine (utente non registrato)
...e pure MASOCHISTA!!
il 12 Agosto 2015

Monica (utente non registrato)
Peccato dottore...eri fantastico finché non sei caduto sull'antiberlusconismo...
il 12 Agosto 2015

Tatiana (utente non registrato)
Quanta verità dottore ... È stato troppo buono a non descrivere proprio tutti i sintomi .... Però come ribadisce anche Lei è impossibile curarle questo è il brutto ma anche il bello di questo paese !!!!
il 13 Agosto 2015

Stefano (utente non registrato)
M I T I C O ! ! !
il 13 Agosto 2015

Maurizio Droli (utente non registrato)
Ci sono anche persone che fanno del loro meglio per cercare di migliorare le cose, guardando all'interesse generale oltre che che al proprio, parlando delle proprie debolezze oltre che dei successi, cercando di ascoltare davvero le persone quando parlano. Forse Vittorino Andreoli parlava solo del nostro lato negativo. Saranno poche ma se le cerchiamo intorno a noi è le troviamo forse possiamo aiutarle a sentirsi meno sole. La fede in Dio ci aiuterebbe moltissimo, ma spesso siamo i primi a essere masochisti e rifiutiamo di farci aiutare. Vittorino Andreoli compreso.
il 14 Agosto 2015

Arinunes (utente non registrato)
Un momento, un momento. Lo psichiatra Andreoli, come tutti quelli che si occupano di malattie mentali pecca di specialismo, ovvero guarda solo all'interno del suo punto di vista, per altro alquanto antiquato per impostazione. In questi anni è tutta la società umana ad essere impazzita ed ogni popolo reagisce com'è par suo, secondo tradizioni millenarie. Solo dei pazzi scatenati segherebbero l'albero (la terra) sul quale stanno seduti. Forse la reazione "italiana" è una delle più sane, rispetto al nazionalismo, razzismo, xenofobia di certe nazioni uber alles, oppure al fanatismo produttivista di altre. La caratteristica (e non il difetto, o il pregio) della pazzia italiana, forse, la preferisco.
il 15 Agosto 2015

Marco Bernardi (utente non registrato)
Io aggiungerei anche il pensiero frantumato, questa incoerenza di fondo ... Ossia fare spesso il contrario di quello che si dice .., la città fa schifo è sporca, ma intanto anche io la insozzo ... I politici fanno tutti schifo e poi li voto ad ogni tornata elettorale ... Dovrebbero colpire l evasione fiscale e poi pago in nero per primo ... L illegalità è diffusa gli italiani non sanno seguire le regole e poi costruisco abusivo su un letto del fiume ... Questo il male atavico , non mettere in pratica ciò che si professa ma esattamente l opposto ...
il 15 Agosto 2015

Magister (utente non registrato)
Forse dietro alle parole del Prof. Andreoli potrebbe leggersi una per nulla velata provocazione, un pungolo a smuovere le coscienze ( ammesso che gli italiani ne siano ancora provvisti ). 

Di sicuro - in parte in linea con quanto espresso - siamo un popolo ormai omologato e anestetizzato a qualsiasi genere di "disfunzione" socio-culturale: ormai ci sta bene tutto, privati d'ogni senso critico oscilliamo tra opposte modalità di giudizio, o per il buonismo o per l'integralismo. E questo causato da che? Da un'indolenza totale verso ogni cosa. 

Forse il "malato" potrebbe ridestarsi quando si troverà davanti al suo personale "serial killer"?
il 18 Agosto 2015

Castnick (utente non registrato)
Il manicomio Italia. Dove sono quasi tutti matti e quelli sani sono considerati matti. Il paese dove la normalità é anormalità e viceversa
il 22 Febbraio 2016

Tiberio (utente non registrato)
buonasera la vera cura per la psichiatria e' fare l' analisi psicologico  per cambiare il nome alla psichiatria........si salvi chi puo
il 13 Marzo 2016

Alessandra (utente non registrato)
Vede Vittorino, dai commenti capiamo chi siamo... Aggiungerei che ľ individualismo, le maschere che ciascuno porta, la scarsa autostima, ecc... Queste patologie collettive diffusissime producono un clima aggressivo, di persone incapaci di pensiero riflessivo e di autocritica, incapaci di empatia e coesione sociale, incapaci di prendersi la responsabilità del proprio agito e di lottare per la giustizia, incapaci di tenacia e coerenza, incapaci di sentire se stessi e gli altri... mi fermo. coltivo la speranza occupandomi di educazione nella prima infanzia e lavorando con cura e attenzione con i genitori. Con stima. Buon lavoro, buone fatiche!
il 2 Aprile 2016

Marco (utente non registrato)
Un'analisi impeccabile da parte di un grande uomo prima che grande professionista. Penso da tempo ciò che ha scritto e lo condivido in pieno. Lavorando anch'io nell'ambito della salute mentale, so quanto inutile e disumano fosse il manicomio e quanto poco lasciasse alla speranza. La domanda che mi faccio è "che fare"? Smettere di " far finta di essere sani"?
il 31 Maggio 2016

Savino (utente non registrato)
Ieri chiacchieravo con un signore che per lavoro vive in Svizzera si si la nazione che per ultima i Europa ha dato il voto alle donne dove tutto funziona,tutto è pulito ma lito ma meglio vivere in un manicomio che in una caserma
il 4 Giugno 2016

Stefano Marcelli (utente non registrato)
Vittorino già il nome... mi piace per come lascia sempre liberi i capelli. Ed è ovvio che è del Movimento 5 Stelle.
il 12 Luglio 2016

Gaurino Salvatore (utente non registrato)
il professore,secondo me ha descritto i sintomi di questa patologia che affligge gli itaiani.non ha parlato della causa.

il 24 Luglio 2016

Michele Vinci (utente non registrato)
un bravo a salvatore gaurino,una patologia non può essere spiegata allatto reale,ci sono dei presupposti alla manifestazione del problema. visto che il dottor andreoli ha citato freud,non può dare un giudizio così superficiale,anche perché è fonte della sua professione.
il 14 Novembre alle 18.38

Nome (*richiesto)

Email (*richiesta, non sarà pubblicata)


Attenzione! E' possibile inserire commenti di massimo 500 parole.


Registrati al sito, è gratuito e istantaneo!

condividi

Feed

   

archivio

accedi


Se non l'hai ancora fatto, registrati!
Hai per caso dimenticato la password?
benvenuto   Puoi accedere o registrarti.

gli ultimi articoli in village

rubriche

ultimi commenti

gli ultimi articoli pubblicati

i più letti

tag cloud

CHI E' UNCOMMONS Uncommons è © 2017 proprietà riservata Tramas Web