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Lo Stato ficcanaso



di Fabrizio Rondolino

Perché mai lo Stato vuole conoscere quante sono, come si chiamano, dove e quando sono nate le “persone che hanno dimora abituale nell’alloggio” in cui vivo? Che diritto ha di sapere se ho oppure non ho una doccia (domanda 3.4), un impianto di riscaldamento (4.1), un posto auto (5.2) o una connessione a internet (6.4)? E perché pretende che gli dica a che ora esco di casa per andare al lavoro (7.6) o se ho qualche difficoltà nel salire e scendere le scale (8.3)? Il nuovo censimento Istat che sta arrivando nelle case degli italiani è un’intrusione illegittima, costosa e inutile nella vita privata di ciascuno di noi.
 
Il censimento costa l’astronomica cifra di 590 milioni di euro (il doppio di quello di dieci anni fa) e non serve palesemente a nulla: “permetterà di acquisire informazioni utili a comprendere meglio la realtà in cui viviamo – ci scrive il presidente dell’Istat nella lettera minatoria che accompagna il questionario – e ad assumere scelte più consapevoli da parte delle istituzioni”. Fantastico! Per sapere com’è fatta male l’Italia, casomai venisse loro in mente di migliorarla, le “istituzioni” hanno bisogno di spendere più di mezzo miliardo costringendomi a compilare un questionario tanto sciocco quanto intrusivo.
 
È infatti in gioco, soprattutto, una questione di principio. Ogniqualvolta lo Stato limita la mia libertà intromettendosi nella mia coscienza, nella mia famiglia o nella mia proprietà, deve avere un motivo molto valido per farlo: per esempio, ho commesso un crimine. Ma se non faccio nulla di socialmente pericoloso, lo Stato deve restarsene fuori dalla mia porta di casa. Se entra, commette un crimine. Ogni raccolta di dati sulla mia vita privata è una violazione del diritto naturale alla protezione della mia persona, e come tale è illegittima.
 
La multa per chi sceglie la disobbedienza civile va da 200 a 2000 euro; in alternativa, per difendersi dallo Stato totalitario e impiccione, si può sempre rispondere a casaccio. (www.thefrontpage.it)

Parole chiave: privacy censimento

COMMENTI

Sono presenti 4 commenti per questo articolo

Gisella (utente non registrato)
questa non la sapevo, mi mancava davvero....di una cosa sono certa, sarò precisissima e meticolosa, elencando i nomi del mio gatto e dei mie ventisei cani....è il massimo che posso fare...di più non sapranno.
il 5 Ottobre 2011

Fabio Bonari (utente non registrato)
Avete il caldo appoggio di tutti gli evasori fiscali.

il 7 Ottobre 2011

Andrea Ferroni
Direi che ci sono battaglie più interessanti da combattere... Forse (ma forse) posso concedere che sia una spesa eccessiva.
E poi quel titolo (Lo Stato Ficcanaso) potrebbe essere largamente condiviso anche da un Presidente del Consiglio di una Repubblica europea...
il 10 Ottobre 2011

Francesco Panaro
Andrea, da docente di sociologia (e con ovvi interessi in comunicazione e giornalismo... quindi, la faccenda per me è ancora più grave :-)) ti dirò che non mi sento per nulla in colpa di non vedere di buon occhio questo censimento (e di poter essere accomunato a un signore che lo vede di cattivo occhio. Il censimento permette di guardare in profondità come muta un popolo e in che modo ecc ecc, è la fotografia di quel momento. Tanto è vero che si possono compilare i moduli solo da una data in poi, nel nostro caso è il 9 ottobre il momento della “fotografia” di gruppo, e che gruppo. Come se non la vedessimo tutti i giorni la "fotografia" degli italiani. Io la vedo, in tutti i minuti della mia giornata questa immensa ed inutile gigantografia dell'italianità…). Il motivo principale è quello che ricordi tu, il costo. Che è il doppio di dieci anni fa (e chissà qual è il “ricarico” a confrontarlo con i costi affrontati da un’altra nazione europea, non voglio indagare). Ma non solo, anche se fosse costato meno non sarebbe stato opportuno farlo perché – e vengo al punto – siamo in una crisi economica  profonda, dove la scuola e l’università (come sicuramente sai) versa in condizioni da pre unità d’Italia, dove tutto va alla malora. E noi a cosa pensiamo? Al censimento. Che serve solo (e quindi ne fanno uso gratuito) ai pubblicitari, ai partiti politici… e non continuo, credo che tu abbia capito dove vado a parare.
Servisse, Fabio, a sgominare i gli evasori fiscali! Con tutti i censimenti fatti negli ultimi 150 anni siamo ancora qui a chiedere lo scontrino al barista e al ristoratore, nonché al medico specialista e al dentista (grazie a quel signore di cui parla Andrea. E la situazione va a peggiorare. Ma credo che quei soldi se li avessero dati alla guardia di finanza e ai tribunali (che non hanno nemmeno il toner e la carta per le fotocopie, la benzina...)…
Gisella, elenca nomi e date di nascita di tutti i tuoi cuccioli: è l’unico uso onesto che si può fare di tutti quei moduli di carta…
il 10 Ottobre 2011

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