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Oltre il copyright



di Antonella De Robbio

La seconda parte delle licenze prevede l’individuazione delle condizioni per l'utilizzo dell'opera.
È qui che se ne possono evidenziare le caratteristiche di grande semplicità e flessibilità. Infatti, il titolare dell'opera ha a disposizione quattro clausole di base che possono essere agevolmente utilizzate creando delle vere e proprie combinazioni di diritti e  ottenendo una licenza specifica capace di rispondere in maniera quanto più efficace possibile alle sue esigenze.

In particolare, le quattro clausole individuate dalle licenze Creative Commons sono:
● Attribuzione (BY). Questa clausola impone che si debba riconoscere la paternità dell'opera all'autore originario. Si tratta di una clausola sempre presente in tutte le tipologie di licenze CC e con la stessa viene imposto di segnalare sempre la fonte. Uno dei problemi da considerare è quello dell’attribution stacking nel caso di set di dati laddove l’utente può essere legalmente obbligato ad attribuire a tutti i collaboratori – alle volte una folla di persone – l’origine dei dati di insieme.

● Non uso commerciale (NC). Tale clausola impone che il riutilizzo dell'opera non sia consentito per fini commerciali. Tuttavia, occorre precisarne la portata: infatti, essa indica che se si distribuiscono copie dell'opera, non si può farlo in una maniera tale che sia prevalentemente perseguito un vantaggio commerciale o un compenso monetario. Per utilizzare in tal senso il materiale distribuito, è necessario chiedere uno specifico consenso all'autore.

● Non opere derivate (ND). L'applicazione di tale clausola indica l'impossibilità di trasformare, alterare o modificare l'opera. Anche in tal caso, come accade per la clausola non commerciale, qualora si volessero realizzare opere derivate sarebbe necessario ottenere uno specifico permesso da parte dell'autore originario.

● Condividi allo stesso modo (SA). E' anche conosciuta come clausola virale della licenza (tecnicamente clausola di persistenza). Infatti, se applicata stabilisce che l'alterazione, trasformazione o sviluppo dell'opera, obbliga a redistribuire l'opera risultante soltanto per mezzo di una licenza identica a quella attribuita all'opera originaria. Tale clausola garantisce che le libertà concesse dall'autore, siano attribuite anche alle opere derivate.

Le sei licenze generate dalle quattro clausole sono le seguenti, partendo dalla più aperta alla più restrittiva:
1. Attribuzione – Solo attribuzione CC BY
2. Attribuzione - Condividi allo stesso modo CC BY-SA
3. Attribuzione - Non opere derivate CC BY-ND
4. Attribuzione - Non commerciale CC BY-NC
5. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo CC BY-NC-SA
6. Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate CC BY-NC-ND

Oltre a queste esiste anche la licenza CC0 ovvero “nessun diritto riservato”, qualora l’autore voglia rendere di pubblico dominio il proprio lavoro. In questa direzione è attivo anche il protocollo CC Plus che permette di creare accordi personalizzati in maniera semplice e immediata, indicando quali ulteriori permessi sono eventualmente associati ad un'opera licenziata sotto CC e in che modo usufruire di tali permessi. CC Plus, infatti, permette di indicare in maniera immediatamente comprensibile – sia per gli utenti umani sia per i programmi – che una data opera può essere soggetta, previo accordo, ad utilizzi non coperti dalla particolare licenza CC scelta, specificando l'entità che gestisce i diritti relativi a tali utilizzi. (Il Bo, il giornale dell'Università di Padova)



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Parole chiave: creative commons copyright

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