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Sgranando piselli con Omero



di Francesco Panaro

Particolare tratto da Goethe di G.M. Kraus

Particolare tratto da Goethe di G.M. Kraus







«Quando allo spuntar del giorno esco e m'incammino verso Wahlheim e là nell'orto della locanda raccolgo da me i piselli e mi siedo a pulirli leggendo frattanto il mio Omero...».
L’epica più alta accostata alla quotidianità, ad un compito comune, due sostanze diverse messe sullo stesso livello, rompono l’idillio e condensano il secolo dei Lumi, la letteratura aulica subisce un tonfo e il mondo inizia a saggiare la frattura della società dalla caduta dei paradigmi, con l’interruzione di un’armonia e la nascita di un nuovo sistema di cose. È il punto più vibrante del Settecento (non solo tedesco), raggiunto nella lettera del 21 giugno dal giovane Werther/Goethe.



21 giugno

Vivo dei giorni felici come quelli che Dio riserva ai suoi santi; e qualunque cosa mi succederà, non potrò più dire di non aver colto le gioie, le gioie più autentiche della vita. Sei al corrente del mio Wahlheim; mi ci sono stabilito definitivamente, da qui a Lotte ho soltanto mezz'ora di strada, là mi sento me stesso e provo tutta la felicità che sia concessa all'uomo. Chi avrebbe mai pensato, quando scelsi Wahlheim come meta delle mie passeggiate, che si trovasse così vicino al cielo? Quante volte ho visto la casa di caccia che ora racchiude tutti i miei desideri, nelle mie lunghe escursioni, ora dai monti, ora dalla pianura oltre il fiume!
 
Caro Guglielmo, ho fatto ogni genere di riflessioni sulla bramosia dell'uomo di espandersi, di fare nuove scoperte, di vagare per il mondo; e poi sul recondito impulso a limitarsi volontariamente, a procedere nel solco dell'abitudine senza preoccuparsi di guardare né a destra né a sinistra. È curioso il fatto che io sia arrivato qui e dalla collina abbia scorto la bella vallata, abbia sentito da ogni dove una specie di richiamo... Ecco laggiù il boschetto! Ah, potersi immergere nella sua ombra! e laggiù ancora la cima della montagna! Ah, poter contemplare da là la vasta regione! la catena delle colline e le nostre valli! Oh, se potessi sperdermi in esse! Poi sono corso laggiù e sono tornato senza aver trovato ciò che speravo.

Oh, la distanza per me è come il futuro. Un tutto nebuloso giace davanti all'anima, la nostra sensibilità vi si smarrisce, i nostri sensi non bastano più e noi, ahimè, aneliamo a lasciarci andare con tutto il nostro essere per lasciarci colmare dalla voluttà di un unico, grande, splendido sentimento... Ahimè, e quando vi accorriamo, quando il «là» diventa «qui», tutto è come prima, ci ritroviamo nella nostra miseria di sempre, nella nostra limitatezza, e la nostra anima riprende a struggersi per quella promessa rinviata.
 
Per questo il vagabondo più inquieto alla fine sospira per la sua patria e trova nella sua capanna, accanto alla sua sposa, nella cerchia dei suoi figli, nello strapazzo per mantenerli, quella voluttà che ha cercato invano nella vastità del mondo. Quando allo spuntar del giorno esco e m'incammino verso Wahlheim e là nell'orto della locanda raccolgo da me i piselli, e mi siedo a pulirli leggendo frattanto il mio Omero... quando nella piccola cucina prendo un tegame, ci metto il burro, i piselli, il coperchio e mi siedo accanto al fuoco per rimestarli di tanto in tanto, mi sento pieno di vigore come gli arroganti pretendenti di Penelope che da sé macellavano buoi e maiali, li squartavano e li arrostivano. Non c'è niente che mi dia una sensazione di calma, di autenticità, come queste usanze di vita patriarcale che io, grazie a Dio, intesso senza affettazione nella mia esistenza di tutti i giorni.
 
Come sono contento che il mio cuore sappia provare la semplice, ingenua delizia dell'uomo che mette sulla sua mensa un cavolo coltivato da lui stesso, e non il cavolo soltanto, bensì tutti i giorni belli, il bel mattino che lo piantò, le dolci sere che lo innaffiò, e la sua contentezza nel vederlo crescere di giorno in giorno: tutto si concentra in quell'istante.
Goethe, I dolori del giovane Werther




Parole chiave: francesco panaro goethe illuminismo romanticismo werther

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