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Visioni misteriose



Di Oliver Sacks

Ora, secondo la descrizione originale del 18mo secolo, Charles Bonnet non aveva queste allucinazioni: ma suo nonno ne aveva. Suo nonno era un magistrato, una persona anziana. Era stato operato di cataratta. La sua vista era molto scarsa. E nel 1759 descrisse a suo nipote varie cose che stava vedendo.
 
La prima cosa che disse fu che vedeva un fazzoletto sospeso a mezz'aria. Era un grande fazzoletto blu con quattro cerchi arancioni. E sapeva che era un'allucinazione. Non ci sono fazzoletti sospesi a mezz'aria. Poi vide una grande ruota a mezz'aria. Ma a volte non era sicuro se le sue visioni fossero o meno allucinazioni, perché le allucinazioni si potevano adattare al contesto della visione. Ad esempio una volta, quando le sue nipoti li stavano visitando, disse: "Chi sono questi bei ragazzi che sono con voi?" E loro risposero: "Ahimè, nonno, non ci sono bei ragazzi." E allora i bei ragazzi scomparvero. È tipico di queste allucinazioni che possano comparire in un lampo e scomparire in un lampo. Di solito non aumentano e non si affievoliscono in modo graduale. Arrivano all'improvviso. E cambiano all'improvviso.
 
Charles Lullin, il nonno, vedeva centinaia di figure diverse, paesaggi diversi di ogni tipo. Una volta vide un uomo in accappatoio che fumava una pipa, e si rese conto di vedere se stesso. Questa fu l'unica figura che riconobbe. Un'altra volta, mentre stava camminando per le strade di Parigi, vide – e questa era reale – un'impalcatura. Ma quando tornò a casa vide una miniatura dell'impalcatura alta sei pollici, sul tavolo del suo studio. Questo ripetersi di una percezione a volte viene chiamato palinopsia.
 
Con lui, e con Rosalie, cosa sembra stia accadendo? – anche Rosalie chiedeva: "Che cosa sta succedendo?" – Io le dissi che quando si perde la vista, quando le parti del cervello preposte alla vista non ricevono più nessun input, diventano iperattive ed eccitabili. E iniziano ad accendersi spontaneamente. E si comincia a vedere delle cose. Le cose che si vedono possono essere davvero molto complicate.
 
Con un'altra delle mie pazienti, che, [come Charles Lullin, ancora] vedeva qualcosa, le visioni che aveva potevano essere inquietanti. Una volta disse che aveva visto un uomo con una camicia a strisce al ristorante. Che si era girato. E quindi si era diviso in sei figure identiche con la camicia a righe, che avevano cominciato ad andare verso di lei. E poi le sei figure si erano ricomposte di nuovo, come una piccola fisarmonica. Una volta, mentre stava guidando, o meglio, suo marito stava guidando, la strada si era divisa in quattro. E si era sentita come se stesse percorrendo simultaneamente le quattro strade.
 
Aveva delle allucinazioni molto mobili. Molte di esse avevano a che fare con una macchina. A volte poteva vedere un ragazzino seduto sul cofano dell'auto, era molto tenace e si muoveva in modo piuttosto aggraziato quando l'auto voltava. E quando si fermavano, il ragazzo poteva improvvisamente muoversi in verticale, fino ad un'altezza di 100 piedi, e poi scomparire.
 
Un'altra delle mie pazienti aveva un diverso tipo di allucinazioni. Questa donna non aveva problemi agli occhi, ma, nella parte preposta alla vista del suo cervello, aveva un piccolo tumore, nella corteccia occipitale. E, soprattutto, vedeva dei cartoni animati. Questi cartoni erano trasparenti e coprivano metà del campo visivo, come uno schermo. Vedeva specialmente cartoni di Kermit la Rana. Ora, io non guardo il Muppet Show. Ma lei puntualizzò: "Perché Kermit?" disse: "Kermit la Rana non significa niente per me. Sa, stavo pensando ai determinanti freudiani. Perché Kermit? Kermit la Rana non significa niente per me."
 
Non le importava molto dei cartoni. Ciò che la disturbava era che aveva immagini o allucinazioni molto persistenti di volti e come con Rosalie, i volti erano spesso deformati, con denti molto grandi, o occhi molto grandi. E questi [volti] la spaventavano. Bene, che cosa sta succedendo a queste persone? Come medico, devo cercare di definire ciò che sta succedendo, e rassicurare le persone. Devo specialmente rassicurarle sul fatto che non stanno diventando pazze.
 
Qualcosa come il 10 per cento, come ho detto, delle persone videolese ha queste allucinazioni. Ma non più dell'un per cento delle persone lo riconosce. Perché hanno paura di essere considerati pazzi, o qualcosa di simile. E se ne parlano con i loro dottori possono avere una diagnosi errata.

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COMMENTI

Sono presenti 1 commenti per questo articolo

Pio Antonio Caso
E così, caro Francesco, come nel racconto di Jerome K. Jerome con "il ginocchio della lavandaia", anch'io mi sono riconosciuto affetto dalla patologia. In altra occasione ti raccontai, con la segreta fiducia di non essere preso per pazzo, della musica soave che ascoltai da ragazzo, mentre ero accucciato sotto la prora di una grossa barca, nello Stretto di Messina, che pescava le aguglie.
E potrei ancora raccontare di quando conobbi mia moglie, che sentii una voce dirmi quel che preferisco tenere privato. Oppure delle visioni che dopo le morti di quasi tutti i miei parenti (si sà che la morte prende i migliori, i fetenti quelli preferisce conservarceli), vennero a tenermi compagnia tra realtà e....ma dopo aver letto e riletto e pure ascoltato in lingua originale e pure con la sottotitolazione italiana Oliver ...come oso presuntuosamente parlare di realtà?
Dimenticavo: io sono affetto da ipoacusia bilaterale. Cioè, sono sordastro. Dall'età di vent'anni uso una protesi acustica.
Potrebbe essere una spiegazione, ma non è questo che mi interessa.
Allucinazioni visive ed auditive e penso a Padre Pio, ma anche a Carlos Castaneda. Penso agli spinelli, alla buona erba e all'olio libanese. Penso alle visioni di una realtà aumentata dal digiuno, dalla meditazione, dalla Fede (beato chi ce l'ha). Penso anche a quel film con Jhon Travolta, dove il personaggio da lui interpretato, affetto da un mortale tumore al cervello, "vedeva" luci da un altro mondo che gli fornivano un'intelligenza superiore. Penso a chi in punto di morte "vede" altri trapassati preparare la festa di benvenuto. 
Insomma è un fatto acclarato che si usa solo una piccola porzione di cervello. E questo nemmeno tutti gli uomini. 
il 21 Ottobre 2011

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