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Affilate il rasoio. Di Ockham



di Ben Dupré




Cavalli, non zebre.
O viceversa.


È talvolta attraente per dei medici, soprattutto giovani, diagnosticare una malattia rara ed esotica là dove sarebbe molto più probabile una spiegazione comune e banale. Contro questa tendenza, sono talvolta messi in guardia studenti americani di medicina: «Quando senti un rumore di zoccoli, non aspettarti di vedere una zebra». Nella maggior parte dei casi, la diagnosi più ovvia sarà quella corretta.

Comunque, come in analoghe applicazioni del rasoio di Ockham*, la spiegazione più semplice non è necessariamente quella giusta, e un medico che abbia solo conosciuto cavalli sarà semplicemente un dottore di cavalli. I medici americani che lavorano in Africa dovrebbero naturalmente invertire i termini dell’aforisma.

I cerchi tracciati nei campi sono modelli geometrici di grano appiattito, orzo, segale e così via. Tali formazioni, spesso molto estese ed estremamente intrecciate nel disegno, sono state trovate in varie parti del mondo in numero sempre crescente a partire dal 1970. Sono state molto enfatizzate dai media, e si è risvegliata una febbrile curiosità sulla loro origine.

Tra le principali teorie vi sono le seguenti:
1. i cerchi rappresentano luoghi di atterraggio di navicelle spaziali, o UFO, che hanno lasciato i loro segni caratteristici sul terreno;

2. i cerchi sono stati creati da veri e propri imbroglioni, armati di corde e altri strumenti, giunti di notte per tracciare quei segni, attraendo così l’attenzione dei media e le illazioni più varie.

Entrambe le spiegazioni sono compatibili con gli indizi disponibili; pertanto come decidere a quale delle due teorie credere? In assenza di altre informazioni, possiamo scegliere in modo razionale una teoria  piuttosto che un’altra? Secondo un principio noto come il rasoio di Ockham, possiamo: là dove vengano offerte due o più teorie per spiegare un dato fenomeno, è ragionevole accettare la più semplice, quella che provoca il minor numero di ipotesi infondate.

La teoria 1 ritiene che gli UFO esistano, ipotesi in favore della quale non vi sono chiare prove. La teoria 2 non fa ipotesi sul paranormale, ma chiama in causa solo quel tipo di comportamento burlone che è sempre stato comune nella storia dell’uomo. Siamo pertanto razionalmente giustificati – in maniera provvisoria e sempre accettando che possano sorgere nuove prove – nel credere che i cerchi tracciati nei campi siano opera di imbroglioni in carne ed ossa. Di fatto, in questo caso il rasoio di Ockham è ben affilato. È noto ora che la teoria 2 è quella corretta, poiché gli imbroglioni del caso hanno ammesso tutto quanto. Il rasoio è sempre affidabile come in questo caso?

Ambizioni e limitazioni
Noto talvolta come il principio di parsimonia, il rasoio di Ockham è, per definizione, un’ingiunzione a non cercare una spiegazione più complicata là dove ne sia disponibile una più semplice. Se vengono offerte numerose spiegazioni alternative, pur essendo tutto il resto identico, si dovrebbe scegliere la più semplice. Il rasoio di Ockham è talvolta criticato per il fatto di non fare ciò che però, in realtà, non ha mai dichiarato di fare.

Le teorie empiriche sono sempre «sottodeterminate» dai dati sui quali si basano, cosicché ci sono sempre diverse possibili spiegazioni per un dato insieme di prove. Il principio non dice che la spiegazione più semplice è corretta, ma solo che è più probabile sia vera e, pertanto, dovrebbe essere preferita fino a che non insorgano elementi che ci inducano ad adottare un’alternativa più complicata. È essenzialmente una regola di buon senso o ingiunzione metodologica, preziosa soprattutto (si potrebbe supporre) nel dirigere i nostri passi nelle fasi iniziali di un’indagine.

* Il rasoio di Ockham prende il nome da William of Ockham, filosofo inglese del XIV secolo. L’immagine del «rasoio» deriva dall’idea di tagliar via da una teoria tutte le ipotesi non necessarie.

 

Parole chiave: rasoio di ockham william of ockham filosofia

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