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Bamboccioni del primo Novecento



di David Hume Pinsent

 



Venerdì 7 febbraio 1913


Al tè è comparso Wittgenstein, che è rimasto fino alle 5.30, ora in cui sono andato a lezione da Russell. Alle 6.30 chez Wittgenstein a chiacchierare fino alle 7.45, quindi refettorio.

Abbiamo parlato del suffragio femminile, lui è decisamente contrario, ma solo perché «tutte le donne che conosce sono perfettamente idiote». Dice che all’università di Manchester le studentesse passano il tempo a flirtare con i professori.

La cosa lo disgusta spaventosamente. Infatti ha in odio le mezze misure, e disapprova con draconiana severità tutto ciò che non è mortalmente serio. Ma di questi tempi, in cui fino a trent’anni è quasi impossibile sposarsi – poiché prima nessuno guadagna abbastanza – e in cui i matrimoni illegittimi vengono guardati storto, cos’altro rimane da fare se non amoreggiare?
David Hume Pinsent, Vacanze con Wittgenstein
Pagine di diario





Parole chiave: femminisno maschismo

COMMENTI

Sono presenti 4 commenti per questo articolo

Eli Mcbett
Non commento, ma ti faccio rispondere da un uomo che aveva meno problemi con l'identitá della propria sessualitá.
http://www.youtube.com/watch?v=Av0pA7d1hCE
il 16 Marzo 2011

Eli Mcbett
...e diciamo anche che Wittgenstein avrebbe ben fatto, nella sua integralitá, a togliere il voto anche ai professori che flirtavano con le studentesse, dunque, i quali erano, inoltre, come egli stesso, comunque in posizione di superioritá, in quanto legittimati a pensare...
Come dire: si da il voto solo a chi ragiona come me o che io decido sia intelligente... ? E chi lo dice chi sia intelligente e quale siano le forme di intelligenza permesse?
Breve esempio:
io decisi di lasciare il liceo scientifico basandomi soprattutto su due episodi:
1
quando dissi alla prof di matematica "Io penso" lei mi disse: tu non devi pensare
2
Un giorno il prof di latino disse che avremmo fatto un compito e da questo compito avrebbe "verificato la nostra intelligenza"
Il compito consisteva in puri esercizi mnemonicoi: dovevamo aver imparato a memoria tutti i termini da tradurre in latino che il giorno dopo ci avrebbe proposto nel compito.
Io non aprii neppure il libro (come spesso facevo) e presi qualcosa come 1+ o 1=.
E pensai: mo te la dó io l'intelligenza, e cambiai scuola.

Ho studiato la matematica da sola per ció che mi é sembrato necessario quando mi é servito, in seguito, mentre mi occupavo di altro, includendo la chimica e altre cosette amene che lí non mi avrebbero neppure insegnato.

Purtroppo le infrastrutture sono fondamentali per la formazione persone.
Se non si capisce che un professore non puó solo essere qalcuno che siede su una sedia per sbarcare il lunario, ma quando parla dice e fa azioni che possono cambiare la vita a un ragzzo o ad un adolescente, siamo nei guai seri.
Se avessi continuato l'anno successivo avrei studiato filosofia, per esempio... cosa che non feci piú, dedicandomi alla letteratura e alla politica, invece.
Grazie Francesco per questa "scuola" per le donne stupide.
il 16 Marzo 2011

Eli Mcbett
Importante da raccontare é invece la storia di C:
C era una studentessa perfetta, scriveva temi senza una cancellatura nella brutta, con una calligrafia impeccabile e spesso prendeva dieci. Lei non era come me, che dalle elementari mi dicevano potrebbe fare di piú ma si distrae. o che studiavo alla fine dell'anno per raggiungere la media del sette e farmi promuovere tanto per non ripeter l'anno, menre passavo le giornate a fare altre cose. C era un genio. Non si scomponeva. Era bravissima e intelligentissima.
La incontrai anni dopo. Anche lei aveva lasciato quella scuola, ma non per un'altro indirizzo, semplicemente per una di quelle piú "alternative". Guidava una motocicletta, era punk, con una cresta bionda, era lesbica. Si faceva e, siccome l'avevano arrestata, stava in libertá vigilata. La frequentai per un po', la invitai nel mio mondo, ma lei si dissoció dalla mia scelta bucolica, perché disse, lei era persona di cittá. Io in effetti andavo a raccolta nei campi delle campagne fuori porta per svoltare qualche quattrino e vivevo in case diroccate con gente di tutt i tipi. Mi arrampicavo sugli alberi e facevo luce accendendo una nocciola in cima a uno stecchino. Mi raccontó per prima dell'Irlanda, ma attraverso il suo viaggio, il campeggio nei boschi e delle sue esperienze con i funghetti allucinogeni. Non so dove sia finita adesso. Ancora la cerco. Come diversi altri, potrebbe essere morta.
il 17 Marzo 2011

Eli Mcbett
Quando andai a insegnare nel carcere femminile incontrai una donna che era felice di essere in prigione, perché finalmente poteva studiare e passava tutto il tempo a dipingere, con qualsiasi cosa, su qualsiasi superfice. Siamo diventate amiche e le ho dedicato parte di una installazione in una mostra. Ringraziava il suo dio centramericano per essere lí, fuori dal mondo in cui era trascinata.
Mi introdusse a una sua amica sudafricana. lei veniva in Europa dal Sudafrica, dove aveva lasciato la bambina ai parenti, per farsi arrestare e per poter, in carcere, studiare psicologia. (la differenza tra un'infrastruttura ed un'altra)
il 17 Marzo 2011

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