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Checca o pubblicitario



di William S. Borroughs

Sento sul collo il fiato caldo della Legge, li sento che fanno le loro mosse, piazzano pupe diaboliche come informatori e canticchiano davanti al cucchiaino e al contagocce che butto alla fermata di Washington Square, salto un cancelletto girevole, scendo a precipizio due rampe di scale di ferro, prendo la metrepolitana in direzione uptown… Una checca con l’aria da pubblicitario, giovane, carino, capelli a spazzola, targato Ivy League, mi tiene aperta la porta. Evidentemente sono il tuo tipo. Sapete, uno di quelli che se la fa con baristi e tassisti, sempre lì a parlare dei ganci giusti e dei Dodger, e che chiama per nome il barman di Nedick’s. Un vero stronzo. Ma proprio all’ultimo momento ‘sto paraculo della narcotici con trench bianco (ve l’immaginate pedinare qualcuno con un trench bianco? Per spacciarsi meglio da frocio, immagino) Zompa sulla banchina del métro. Già sento che dice, stringendo nella mano sinistra le cose che uso per prepararmi la dose, la mano destra sul cannone: «Amico, mi sa che t’è caduto qualcosa». Ma il métro si sta già muovendo.

 «Ciao piedipiatti!» urlo, rifilando alla checca la scena da film di serie B che si aspetta da me. Lo guardo negli occhi, noto i denti bianchi, l’abbronzatura della Florida, il completo in sagrì da duecento dollari, la camicia di Brooks Brothers e una copia di «The News» che si porta dietro per far scena. «Io leggo solo Little Abner». 
Uno regolare che si spaccia per uno al passo coi tempi… Parla di «spine» e ogni tanto ne fuma una, e la tiene a portata di mano per offrirle ai depravati modello Hollywood.
 «Grazie,» dico «vedo che se dei nostri». La faccia gli si accende tutta come un flipper con giochi di luce ottusi, rosa.
 «Era un canarino, l’infame m’ha fatto la spia» ho detto di cattivo umore. (Nota bene: Nel linguaggio della mala sta per informatore). Mi sono avvicinato mettendogli le dita sozze da tossico sulla manica di sagrì. «E pensare che eravamo fratelli di sangue e abbiamo condiviso lo stesso ago sozzo.  Detto tra noi prima o poi si sparerà in vena una bomba». (Nota bene: E’ una dose di roba non tagliata che si vende ai tossicomani per liquidarli. Spesso la danno agli informatori. Di solito la bomba è a basa di stricnina perché sembra droga e ha lo stesso odore).
 «Ehi, bello, hai mai visto uno che si spara in vena una bomba? Una volta a Philadelphia ho visto Gimp che se ne faceva una. Gli avevamo messo in camera uno di quegli specchi da bordello facendo pagare un deca a chi voleva guardare. Non è neppure riuscito a togliersi l’ago dal braccio. Se è roba giusta non ce la fanno mica. E così che li trovano, il contagocce pieno di sangue coagulato che penzola da un braccio livido. Dovevi vedere l'espressione che aveva negli occhi quando gli è entrata in circolo… Roba da leccarsi i baffi, caro mio…

 Ricordo quando lavoravo con il Vigilante, nessuno faceva le perquisizioni meglio di lui nell’industria. A Chicago… Ci lavoravamo i froci di Lincoln Park. Così una notte il Vigilante arriva in stivaletti da cowboy, gilè nero con tanto di distintivo della polizia e lazo a tracolla.
 «”che ti prende? Sei fuori?” Gli faccio.
 «Lui mi guarda e fa: “Riempiti la mano, straniero” e sguaina un vecchio cannone arrugginito a sei colpi; io me la batto tagliano per il Lincoln Park, Con le pallottole che mi sibilano intorno. Prima che lo inchiodano, fa in tempo a stendere tre froci. Be’, il Vigilante se l’è proprio meritato il suo soprannome… 
 «Avete notato quante espressioni passano dal gergo omosex a quello della mala? Tipo “essere della stessa sponda”, per far sapere a qualcuno che sei sulla sua lunghezza d’onda?
 «”Luma!”.
 «”Luma il Ragazzo Antalgico che fa la posta a un micco!”
 «”Lo Stakanovista ci dà troppo dentro”.
 «Il Ragazzo della Colzoleria (lo hanno soprannominato così perché i feticisti nei negozi di scarpe) dice: “Fatti un micco con la vaselina K.Y. e quello sbaverà per averne di più”.
Ogni volta che il Ragazzo ne adocchia uno gli viene il fiato corto. La faccia gli si gonfia tutta e gli vengono le labbra violacee come a un esquimese in calore. Poi cala piano piano sul micco di turno, lo tasta, lo palpa con dita da ectoplasma putrefatto.
Pasto nudo, William S. Borroughs

Parole chiave: beat generation

COMMENTI

Sono presenti 8 commenti per questo articolo

Mcbett (utente non registrato)
Ho un'allegia tutta particolare per Burroghs, come potrei averla per un ufficiale della gestapo. Dopo tutto, diciamolo che non lo sopporto. É piú falso della moneta irlandese.E anche codardo. Strano, perché con la stessa forza ho una grande simpatia per Laurie Anderson, sua amica in fondo e che un paio di volte ho avvicinato, potendo, per regalarle una barchetta di carta su cui ho scritto un sogno di cui lei era parte. Deve esserci qualcosa di molto sottile in me che mi fa distinguere le lenticchie dai sassi. Qualcosa deve entrarci con l'IBM di suo padre, la seconda guerra mondiale e il colpo di pistola fatale dato in testa alla moglie, credo. Probabilmente no, é il fatto che non abbia scontato alcuna pena e che qualcuno abbia pagato perché uscisse e lui é uscito. Se penso a quello che certi tossicomani si passano solo percé non hanno parenti all'IBM... mi chiedo anche che cosa ci facciano tutti questi intellettuali eroinomani dentro le banche... Devo parlarne a un dottore.
l'11 Febbraio 2011

Angelica Rebora
Eli io credo che sia tutta scena quella di WSB, forse molta beat generation era un po' costruita e si capisce che dovevano inventarsi qualcosa per costruire una "congregazione" letteraria. Si capisce che Borroughs può sembrare artefatto. allontanandoci per un attimo, se si pensa alle tendenze più recenti, Carver, anche quello è artefatto: un lavoro di raggiungimento dell'essenzialità... Quelllo ceh non si può perdonare a questo genio della letteratura senza cervello è l'aver giocato a fare guglielmo tell con una pistola: facendo secca quella povera moglie. Un cretino.
l'11 Febbraio 2011

Angelica Rebora (utente non registrato)
Laurie Anderson? Oggi è uno spettro, se la guardo allo specchio, non vedo nulla...
l'11 Febbraio 2011

Riccardo Marsi (utente non registrato)
Quello che l'"industria" editoriale della beat generation ha fatto: ha dato uno stile di vita che in alcuni casi, vista la masnada di balordi, poteva anche  essere evitato. Cioè per qualche debole di personalità poteva essere anche un buon esempio la vita di Borroughs
l'11 Febbraio 2011

Eli Mcbett
La beat generation... quella pornografia tutta americana che a tutti comunque un po' eccita perché fa parte del nostro immaginario e che ha fatto le penne a Keruack.. ? Pasolini riserva delle particolari parole a riguardo... No io parlo di potere Burrughs é parte del capitale multimilionario. http://en.wikipedia.org/wiki/Burroughs_Corporation Il suo problema non é di avere ucciso la moglie, ma di essere scampato alla pena perché Burroughs, perché vigliacco e perché parte del sistema di potere, come gli uomini come lui, coloro a cui il sistema permette di essere comunque elssi si comportino. Laurie Anderson uno spettro? A vederla bene in faccia e ad ascoltarla parlare per ore in una conferenza qualche anno fa non mi é sembrata affatto lo spettro di nessuno, anzi, una persona abbastanza energetica da rigirare la Nasa come un calzino, come a fatto..L'ho recentemente guardata in faccia e vista suonare accanto a me.  Mi pare che ne dica abbastanza a tutto il governo americano da far rigirare la Nasa. É intelligente e divertente, anche se quelli che non amano la critica al sistema americano la definiscono un po' "dark". (?) http://www.youtube.com/watch?v=D7lBJPMun2A Probabilmente anche lei impersonifica una qualche forma di potere, ma una forma auspicabile a mio parere. L'unico spettro che purtroppo si porta accanto é l'ombra del marito... Un fantasma, meraviglioso, simbolo mummificato La beat generation... quella pornografia tutta americana che a tutti comunque un po' eccita perché fa parte del nostro immaginario e che ha fatto le penne a Keruack.. ? Pasolini riserva delle particolari parole a riguardo... No io parlo di potere Burrughs é parte del capitale
l'11 Febbraio 2011

Eli Mcbett
l'ultima parte si é impastrocchiata... come desidero che ci fosse un sistema di correzione per le persone spastiche come me... Francesco!!!
l'11 Febbraio 2011

Elisabetta Renier (utente non registrato)
cara Eli....... se tu sei spastica, vorrei esserlo anch'io!
il 12 Febbraio 2011

Ivana Malpede (utente non registrato)
Ogni dettaglio del ricordo  ha un'aura di tristezza e di vuoto, qualcosa che si può vedere in retroattivo e non è storia banale. Anni di luce a tutto tondo,  ma bisogna averli vissuti quegli anni.
Come siete fottutamente perbene!  Provocatoria? Sì, quello è stato uno stato d'animo totale e collettivo.
 
il 16 Gennaio 2012

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