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Il bar non è un pub



di Anthony Burgess














«Il bar non è un pub. Penso che ci siano uno o due pub a New York... Un vero pub è un luogo dove tutte le barriere sociali cadono. Puoi bere in compagnia di un membro dell'aristocrazia o con il netturbino locale. Si gioca a freccette, si beve, si parla, e in questo modo si genera un clima di vera e propria società democratica. È possibile ascoltare idee, sentire storie, parlare. E questo è utile per uno scrittore. Gli unici pub che non devi frequentare, se sei uno scrittore, sono quelli di Dublino. A Dublino vogliono che tu parli del tuo libro. Se tu dici che stai scrivendo un libro subito ti chiedono di parlarne. E dopo averlo fatto ti è passata la voglia di scrivere...».



 


Parole chiave: anthony burgess francesco panaro matarrese letteratura

COMMENTI

Sono presenti 4 commenti per questo articolo

Dorak (utente non registrato)
Grazie, sono poche righe che forniscono il senso dell'ambiente e della noia di dover fornire spiegazioni su quel che fai.
il 26 Febbraio 2015

Francesco Panaro
Grazie, Dora. 
il 26 Febbraio 2015

Hibee72 (utente non registrato)
Ottimo articolo.
Prendendo come assioma la tua definizione (che sostanzialmente concordo) di "pub", la domanda è: ci sono dei pub qui in Italia? E qui a Firenze?
Dal punto di vista nominale, ci sono diversi pub, perlomeno sedicenti tali. Ma come spiega bene il tuo articolo: "si fa presto a dire "pub"...".
Ciò che dici sullo scrittore penso inoltre che valga per un Artista in genere, non solo per lo scrittore. Un Artista è colui che riesce, col proprio linguaggio (Letteratura, Pittura, Scultura, Musica & altro) ad esprimere in modo universale ciò che tutte le persone comuni hanno, dentro o fuori, ma che non riescono ad esprimere con altrettanta efficacia. Quando certi artisti diventano famosi, entrano in un loop di eventi concatenati tra loro dedicati alla loro forma d'arte (per un musicista penso al prove-registrazioni-disco-promozioni-tour di concerti). Rimanere aggrovigliati in questo loop spesso significa che, dopo un periodo che più o meno vale 3 anni (stime di Sting) si finisce a scrivere/parlare/ suonare/esprimersi solo riguardo a quello o all'alienazione che si prova a rimanere intrappolati in un percorso del genere. E, ovviamente, poiché non tutti fanno la vita delle rockstar (o delle celebs in genere) la cosa non rende la loro opera granché interessante.
Come esercizio potete provare ad analizzare i testi dei vostri cantanti o gruppi preferiti, e verificare se, due o tre anni dopo raggiunta una certa fama, i loro testi non siano "degenerati" come ho descritto. Sting, come dicevo, sosteneva che in media la vita di una band di successo non dura più di tre anni (con la stessa formazione). Avrà avuto ragione?
il 15 Marzo 2015

Sandra Di Pietro
Dopo essere stata di recente a Dublino ho capito che si parla di questa citta' ancora con canoni ormai totalmente superati . Dublino e' diventata un bolgia frenetica in cui i pub sono diventati luoghi di sosta frettolosa per sommari happy Hours
il 30 Aprile 2015

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