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Il peso del sesso



di Kazuo Ishiguro

Era proprio questo il punto, secondo Miss Lucy. Ci avevano detto e non detto allo stesso tempo, per come la vedeva lei. Alcuni anni dopo, quando Tommy ed io ne riparlammo, e io gli ricordai quell’idea di «detto e non detto», lui formulò una teoria.
Tommy riteneva possibile che i nostri tutori avessero, durante i nostri anni trascorsi a Hailsham, calcolato molto attentamente e deliberatamente tutto ciò che ci avevano detto, in modo che fossimo sempre un po’ troppo piccoli per comprendere fino in fondo le informazioni che ci venivano fornite in quel momento. È ovvio, tuttavia, che esse agivano su di noi a un certo livello, tanto da penetrare ben presto nelle nostre menti, senza che noi ci preoccupassimo di esaminarle con cura.
Personalmente trovavo questa storia del complotto un po’ esagerata – non credo che i nostri tutori fossero così scaltri – ma probabilmente c’era qualcosa di vero. Sicuramente era come se avessi sempre saputo delle donazioni in una maniera un po’ vaga, anche a sei o sette anni. Ed è curioso che quando, una volta cresciuti, i tutori ci misero al corrente di ciò che ci attendeva, niente ci sembrò davvero nuovo. Era come se avessimo già sentito tutto.
Un particolare che mi viene in mente ora è che quando i tutori cominciarono a impartirci delle vere e proprie lezioni sul sesso, tendevano ad abbinarle al discorso selle donazioni. A quell’età – ancora una volta, sto parlando di quando avevamo più o meno tredici anni – eravamo tutti un po’ preoccupati e allo stesso tempo eccitati all’idea del sesso, e naturalmente l’altro argomento era destinato a passare in secondo piano. In altre parole, è possibile che i tutori riuscissero a introdurre furtivamente nelle nostre menti molte delle informazioni essenziali per il nostro futuro.
A voler essere onesti, probabilmente era abbastanza naturale che i due argomenti andassero di pari passo. Se, per esempio, ci raccomandavano di stare attenti a non prenderci delle malattie quando facevamo sesso, sarebbe stato strano non menzionare quanto fosse più importante per noi, se paragonato alle persone normali che vivano nel modo fuori.
E questo, naturalmente, ci riconduceva alle donazioni.
E poi, tutta quella faccenda di non poter avere figli. Era Miss Emily ad occuparsi di gran parte delle lezioni sul sesso, e ricordo che una volta portò in classe uno scheletro a grandezza naturale, preso in prestito dall’aula di biologia, per darci una dimostrazione pratica. La osservavamo attoniti mentre sottoponeva lo scheletro a svariate contorsioni, conficcando la bacchetta di qual e di là senza il minimo imbarazzo. Snocciolava tutti i dettagli tecnici su come si faceva, di cosa entrava dove, delle diverse posizioni, come se continuasse a insegnarci geografia. Poi, all’improvviso, mentre lo scheletro si afflosciava come un ammasso osceno sulla scrivania, lei distolse lo sguardo e cominciò a dirci che dovevamo stare attenti con chi facevamo sesso. Non soltanto a causa delle malattie, ma perché, disse,  «il sesso influenza le emozioni in modi che non vi aspettereste mai». Dovevamo essere particolarmente attenti con chi facevamo sesso del mondo fuori, specialmente con persone che non fossero studenti, perché là fuori il sesso aveva ben altre implicazioni. Là fuori si arrivava anche  a litigare e a uccidere per stabilire chi faceva sesso con chi. E il motivo per cui era così importante – molto più, diciamo, del ballo o del ping-pong – era che le persone là fuori erano diverse da noi studenti: facendo sesso potevano generare figli. Ecco perché era così fondamentale per loro, questa decisione di chi lo faceva con chi. E anche se, come sapevamo, era assolutamente impossibile per chiunque di noi avere figli, una volta fuori da Hailsham, dovevamo comportarci come loro. Dovevamo rispettare le regole e considerare il sesso come qualcosa di veramente speciale.
Quel giorno la lezione di Miss Emily fu un chiaro esempio di quanto vi ho detto. Ci concentravamo sul sesso, e poi il resto delle cose si insinuava dentro di noi. Immagino che facesse parte di quella tecnica del «dire e non dire».
Non lasciarmi, Kazuo Ishiguro

Parole chiave: letteratura

COMMENTI

Sono presenti 2 commenti per questo articolo

Eli Mcbett
Lezioni subiminali di filosofia a cura di Francesco Panaro: "Tommy riteneva possibile che i nostri tutori avessero, durante i nostri anni trascorsi a Hailsham, calcolato molto attentamente e deliberatamente tutto ciò che ci avevano detto, in modo che fossimo sempre un po’ troppo piccoli per comprendere fino in fondo le informazioni che ci venivano fornite in quel momento"... mmm Bravo Tommy! :D
il 15 Febbraio 2011

Rosa Amatulli
Se il sesso, come l'arte, e' un modo di esprimere liberamente cio che' sentiamo, o pensiamo, questo racconto conferma, ancora una volta,  che in realta' l'essere umano non e'  libero.   Come "zoon politikon" l'individuo e' limitato dal senso etico-morale che la comunita'  gli impone.  Il bene della comunita' e' molto piu' importante del bene dell'inidividuo.   In questo modo, anche il sesso ha una dimensione politica.  Un esempio  del sesso qua espressione politica, e molto  vicino alla storia degli Italiani --che mi viene in mente cosi' su due piedi-- e' quanto ha chiesto Musollini agli Italiani durante la seconda guerra mondiale.  $$$$$ per chi avesse piu' figli: quindi, il sesso al servizio della politica.   Secoli prima, nel Medioevo, per la Chiesa l'unica funzione del sesso era la procreazione: quindi anche per loro il sesso aveva una funzione politica.  Il sesso  come espressione di piacere --la lussuria-- era considerato "peccato"  infernale.  Ma non finisce qui.
il 18 Febbraio 2011

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