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Nella biblioteca di Babele



Di Elena Gremigni

I lettori che hanno già avuto modo di confrontarsi con questi romanzi, che non li hanno mai letti o ne hanno abbandonato la lettura dopo poche pagine per le difficoltà incontrate, potranno trovare in questo volume nuovi stimoli e motivazioni a cimentarsi in quello che lo stesso Eco considera una sorta di percorso iniziatico che occorre intraprendere se si vuole trasformare il proprio rapporto con i libri in una esperienza veramente formativa. Come scrive Trainito, “l’autore si diverte a umiliare il lettore facendolo sentire un asino che si aggira  per i corridoi della biblioteca di babele”, ma al tempo stesso lancia una sfida che avvince il lettore che decide di raccoglierla e produce, quando viene condotta al termine, lo stesso piacere che si prova risolvendo un gioco enigmistico.

Del resto Eco è perfettamente consapevole dell’importanza della cooperazione interpretativa del  lector in fabula e il livello di difficoltà che presentano i suoi romanzi è in fondo un segno del profondo rispetto che l’autore nutre nei confronti dell’intelligenza dei lettori. L’analisi critica proposta nell’Odissea nella biblioteca di Babele, peraltro, non nasconde la presenza di errori o incongruenze all’interno degli stessi romanzi di Eco e il lettore può così sentirsi un po’ meno ignorante se anche il professore qualche volta cita fonti di seconda mano, commette un  lapsus calami nel presentare Apuleio come se fosse un autore greco o si confonde sulle date degli appuntamenti del protagonista duplice (Simonini/Dalla Piccola) del  Cimitero di Praga.

D’altra parte, alcuni refusi risultano del tutto comprensibili se si pensa alla difficoltà di gestire strutture narrative e  fabulae altamente complesse facendo riferimento a innumerevoli fonti che vanno da Borges a Wittgenstein, ma comprendono anche citazioni alla portata degli studenti delle scuole superiori o rimandi alla cultura popolare che non necessitano di conoscenze particolarmente elevate per essere comprese. Dopo aver rivelato al lettore alcune delle più significative allusioni celate all’interno di questi romanzi, Trainito conclude la sua brillante rilettura dell’opera narrativa di Umberto Eco con un’intervista inedita in appendice, particolarmente illuminante per comprendere i rapporti dell’autore con la filosofia di Popper e il significato del nome attribuito alle figure femminili presenti nell’Isola del  giorno prima e nella  Misteriosa fiamma della regina Loana. Una seconda appendice propone, infine, un dettagliato sommario analitico del  Pendolo di Foucault, assolutamente indispensabile per coloro che lo hanno acquistato senza riuscire a portare a termine la lettura di quello che, come ricorda Marco Trainito, è probabilmente il romanzo più venduto e meno letto della storia della letteratura italiana.  
Umberto Eco: odissea nella biblioteca di Babele, Marco Trainito

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Parole chiave: umberto eco babele

COMMENTI

Sono presenti 1 commenti per questo articolo

Michele (utente non registrato)
.....qualche tempo fa, ho regalato a mio padre il libro "L'isola del giorno prima".......l'ha letto...............in certi punti l'ha trovato "ostico" ( in vertità lui mi ha riferito.. "noioso")..........in quelle pagine dove tentava di spiegare le coordinate  astronomiche ed altri elementi di geografia............e però l'ha finito........e comunque nell'insieme gli è piaciuto...........
il 22 Agosto 2011

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